Rubrica — LifeStyle

Capannucce in Città: oltre 2.000 iscritti alla 19^ edizione

Iscrizioni da parrocchie, scuole, associazioni, Rsa, centri disabili, famiglie che hanno realizzato il presepe. Saranno premiati con un diploma e una piccola Natività. C’è Dante quest’anno nel presepe della basilica di Santa Croce


Superano quota 2000 le iscrizioni alla 19° edizione di Capannucce in città: famiglie, scuole, parrocchie, ma anche residenze per anziani e centri per disabili di Firenze e della Toscana hanno voluto partecipare all’iniziativa che invita a preparare il presepe in quanto vero significato del Natale. Nonostante l’impossibilità per la pandemia di organizzare la festa-cerimonia di premiazione di tutti gli iscritti, tradizionalmente presieduta dall’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori, le adesioni sono arrivate entusiastiche. Al Comitato Capannucce in città presieduto da padre Bernardo Gianni con segretario e fondatore Mario Razzanelli sono arrivati tanti e commoventi messaggi di affetto e ringraziamento per aver comunque portato avanti questo evento, nonostante il periodo difficile. Una conferma che oggi più che mai la “capannuccia” è simbolo della famiglia e della comunità ristretta attorno a un focolare, per affrontare ciò che avviene al di fuori rassicuranti mura domestiche. Ma anche Capannucce in Città deve ringraziare tutti quegli insegnanti, catechisti, parroci, animatori di comunità che si sono fatti missionari del presepe e hanno raccolto le adesioni nella loro comunità, spesso anche a distanza, permettendo così ancora una volta il successo di un’iniziativa che raccoglie tanto affetto. Tutti gli iscritti a Capannucce in Città riceveranno un diploma personalizzato e un piccola natività come ringraziamento per aver ricordato a tutti il vero significato del Natale. Non potendo essere consegnati di persona, i premi verranno inviati nelle sedi delle parrocchie, scuole, famiglie e associazioni che hanno aderito. Alcune delle fotografie dei presepi che hanno partecipato a Capannucce in città 2020 sono pubblicate sulla pagina Facebook dell’iniziativa. L’evento è realizzato grazie al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la ditta Armando Poggi Srl, in collaborazione con la Diocesi di Firenze e il settimanale Toscanaoggi.

Amor che move il sol e l’altre stelle. È questo straordinario verso del trentatreesimo Canto del Paradiso il grande tema a cui fa riferimento il presepe dove quest’anno nella basilica di Santa Croce è presente un’originale statuetta di Dante Alighieri di cui, nel 2021, si celebrerà il settimo centenario della morte. Per la Comunità francescana e per l’Opera di Santa Croce questo riferimento alla terza cantica della Divina Commedia vuol essere un modo per rivolgere a tutti un messaggio positivo e un invito ad avere speranza. La statua di Dante – alta circa 60 centimetri - è stata realizzata da padre Paolo Bocci, priore della comunità e rettore della basilica, e oggi è stata sistemata nel presepe alla presenza della presidente dell’Opera di Santa Croce, Irene Sanesi, e del segretario generale, Stefano Filipponi. Lo sguardo solenne del Sommo poeta, dall’imponente statua collocata sul sagrato, veglia sulla piazza e sui giorni difficili che stanno vivendo i fiorentini insieme al resto del mondo.

“L’Opera di Santa Croce si sente davvero vicina a tutti in questo momento e rivolge auguri speciali agli operatori turistici e culturali, ai commercianti e ai ristoratori di Firenze - mette in evidenza la presidente dell’Opera id Santa Croce - Nel segno di Dante, della sua passione per le vicende dell’umanità e per la vita civile, riusciremo a trovare la forza per uscire da questo momento storico drammatico e a ripartire tutti insieme”.

Un invito forte alla speranza, con il richiamo a Dante, viene dalla Comunità Francescana. “In questo momento difficile di Pandemia che ci avvolge, e porta alla luce tanti sentimenti umani di debolezza, paura del futuro, ansia e senso di smarrimento, l'invito è quello di alzare lo sguardo verso la stella luminosa dell'amore di Dio, che eternamente muove e abbraccia l'Universo - afferma padre Paolo Bocci - Un segno di speranza, una stella di luce, allora, si accende anche in questo Natale diverso dagli altri, che ci invita a guardare in alto, per rimirar nel moto delle stelle, il respiro dell' Amore divino che muove l'Universo e che si è fatto povero bambino in Gesù per esserci accanto nella precarietà della nostra vita“.

La basilica di Santa Croce – luogo dantesco per eccellenza – oltre alla statua del Sommo Poeta che si trova sul sagrato, dai primi decenni dell’Ottocento accoglie la tomba vuota (cenotafio) di Dante, un simbolo della cultura condivisa e della memoria nazionale.

Redazione Nove da Firenze