Canile del Termine: sgombero degli animali, tra le proteste

Sarebbero circa 300 i cani ospitati nell'area adibita a rifugio


Stamattina grande apprensione ai cancelli della struttura, tanti gli appelli lanciati attraverso i social network e momenti di protesta regolati dalle forze dell'ordine. L'abbattimento delle strutture abusive è stato disposto dal Comune di Sesto Fiorentino a 12 anni dal primo atto formale ed effettuato in collaborazione con l’Ufficio di Igiene Veterinaria della Asl. Alcune delle strutture abusive presenti all'interno del canile del Termine dovevano essere rimosse nel 2006, poi a marzo il tentativo di mediazione dopo il rigetto dell'ultimo appello, ma nessun piano di riordino era stato presentato. I primi animali sono stati trasferiti a Pistoia.

Si tratta di "un adempimento necessario" ha spiegato il Comune, adottato su disposizione di una Sentenza del Consiglio di Stato del marzo scorso. Nel 2006 il Comune aveva ordinato la demolizione, ma il ricorso al Tar e al Consiglio di Stato hanno sospeso tutto per 12 anni. "Data la necessità di tutelare al massimo la salute, la sicurezza e il benessere degli animali presenti, questo primo intervento, con la collaborazione delle Forze dell'Ordine, ha interessato alcune delle strutture abusive ed è in corso il trasferimento presso il Canile Rifugio Enpa di Pistoia di circa quindici cani" spiegano dal Comune di Sesto Fiorentino.

Il Canile del Termine è gestito dall’Associazione Amici del Cane e del Gatto ed opera da quasi quindici anni "Senza alcuna autorizzazione sanitaria - sottolinea l'Amministrazione locale - e nel tempo si è sviluppato in maniera totalmente abusiva, arrivando ad ospitare, ad oggi, circa 300 cani in presenza di gravi carenze igienico-sanitarie".

Il Comune di Sesto Fiorentino, anche in seguito ad incontri avvenuti con i rappresentanti dell’Associazione, lo scorso 15 maggio ha invitato i gestori a provvedere a liberare i manufatti abusivi con un piano di dismissione da avviare entro sessanta giorni e si è detto disponibile a valutare eventuali proposte da parte dei medesimi per l’individuazione di un’area privata in cui potessero, se interessati, realizzare una nuova struttura a proprie spese e nel rispetto di leggi, regolamenti e previsioni urbanistiche. Ma "A fronte dell’ostinato rifiuto da parte dell’Associazione ad ottemperare a quanto richiesto dalla legge, nonostante i contatti e le sollecitazioni - spiegano dal Comune di Sesto Fiorentino - ci siamo fatti carico della situazione disponendo questo primo intervento e il trasferimento degli animali presso una struttura adeguata, adoperandosi affinché si apra per ognuno di essi la strada dell’adozione". Il Comune di Sesto Fiorentino ricorda che i cani all’interno della struttura di via del Termine "non sono randagi provenienti dal nostro territorio, dove il fenomeno del randagismo è limitato a due-tre cani all’anno che vengono affidati ad una struttura convenzionata" ad oggi, sarebbero in tutto cinque i randagi provenienti dal Comune di Sesto Fiorentino.

“Rispettiamo assolutamente la sentenza del Consiglio di Stato-afferma Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega e Portavoce dell’Opposizione-che ha decretato la chiusura del canile ubicato nel comune di Sesto Fiorentino, ma sinceramente restiamo interdetti sul fatto che, in tutti questi anni, le varie amministrazioni sestesi che si sono succedute non abbiano saputo reperire un’area idonea dove ospitare gli animali.” “Tengo, poi, a precisare-prosegue il Consigliere-per sgombrare immediatamente il campo da qualsiasi illazione, come si tratti di una semplice omonimia il fatto che il Presidente dell’associazione, faccia Alberti di cognome.” “Resta aperta, come detto-sottolinea l’esponente leghista-la questione di come si sia fatto trascorrere invano troppo tempo, senza pensare che, prima o poi, nonostante la lentezza della nostra burocrazia e della giustizia, il canile sarebbe stato abbattuto.” “Ci auguriamo, comunque-conclude Jacopo Alberti-che venga trovata un’adeguata sistemazione alle centinaia di cani presenti nella struttura, uniche vittime del palese disinteresse di chi ha amministrato ed amministra (male) Sesto Fiorentino.”

Appelli lanciati attraverso il passaparola, telefonate, whatsapp e facebook



Redazione Nove da Firenze