Presentata oggi, 26 maggio 2026 a Pisa, la ricerca nata dalla collaborazione tra Federalberghi Toscana e il Centro CISC della Scuola Sant’Anna di Pisa, cofinanziata dalla Regione Toscana. Ha coinvolto 72 strutture toscane, quasi tutte indipendenti.
Dato chiave
Per 9 alberghi su 10 la sostenibilità non è solo un obbligo ambientale, ma un vero vantaggio competitivo. Il settore ci investe, però chiede regole più chiare, incentivi e supporto.
Cosa stanno già facendo gli alberghi toscani
Anche se solo il 13% lavora in edifici nuovi, le buone pratiche sono diffuse:
- 71% usa riduttori di flusso per rubinetti e wc - 69% ha migliorato la classe energetica degli elettrodomestici
- 60% usa sensori per l’illuminazione
- 36% ha pannelli solari o fotovoltaico
- Raccolta differenziata fatta nel 79% delle camere, ma spesso dal personale e non dagli ospiti
Criticità
- Solo il 60% monitora sistematicamente le performance ambientali
- Appena il 15,5% ha certificazioni ambientali
- Solo metà fa formazione al personale e comunica le pratiche green agli ospiti
- Il 92% vede la circolarità come competitiva, ma riconosce che gli investimenti costano.
«I dati restituiscono l’immagine di un comparto già impegnato nella sostenibilità, che investe concretamente in efficienza energetica, gestione delle risorse e riduzione degli sprechi. Voci che non sono più percepite soltanto come un costo, ma come un elemento di qualità dell’offerta e di competitività delle destinazioni», evidenzia Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana e Confturismo Confcommercio Toscana. «Esiste infatti una quota crescente di clienti attenti ai temi ambientali e disponibili a riconoscere un valore aggiunto alle strutture che investono in sostenibilità.
Questo vantaggio, però, non sempre si traduce in maggiore redditività, soprattutto nelle fasce di mercato più sensibili al prezzo, dove gli alberghi si confrontano con forme di ospitalità – come gli affitti brevi – che spesso non sostengono gli stessi costi di adeguamento e gestione». «La situazione – prosegue Barbetti – è resa ancora più complessa dal fatto che gran parte dell’offerta alberghiera toscana opera in edifici storici, dove innovare è più complesso e oneroso.
A questo si aggiungono criticità legate alla formazione, all’incertezza sui ritorni economici, alla frammentazione delle certificazioni e a un quadro normativo non sempre chiaro. Fondamentale quindi un quadro di incentivi pubblici e di strumenti che sostengano le imprese nella transizione green, che può rafforzare non solo la competitività del turismo, ma anche la sostenibilità dell’intero sistema Toscana».“Non solo bandi, non solo regole: c’è bisogno che gli enti pubblici finanzino la collaborazione all’innovazione perché gli alberghi sono dei veri laboratori tecnologici, culturali e formativi», ha precisatoNicola Bellini, responsabile scientifico del progetto presso il Centro InterdisciplinareSostenibilità e Clima della Scuola Superiore Sant’Anna.
Un doppio invito, quello di Barbetti e di Bellini, che i rappresentanti della Regione Toscana hanno subito colto. «Il turismo toscano – ha detto nel suo intervento l’assessore regionale all’ambiente e all’economia circolare David Barontini - può essere protagonista della transizione verso un modello più sostenibile e competitivo e all’interno l’ospitalità può rappresentare un driver di sviluppo. Come Regione Toscana vogliamo accompagnare questo percorso, perché sostenibilità ed economia circolare rappresentano una grande opportunità di sviluppo per tutto il territorio». Per Leonardo Marras, assessore regionale al turismo e attività produttive, «oggi sostenibilità ed economia circolare non sono più temi accessori, ma fattori decisivi per la qualità dell’offerta, l’attrattività dei territori e la crescita delle imprese.
In questo settore la tecnologia è pervasiva e questo impone al turismo toscano di procedere verso uno sviluppo sostenibile, innovativo e competitivo”.Dalla parte delle imprese nella strada dell’innovazione “green” anche il sistema bancario: «L’albergo non sarà più valutato solo per le camere che vende, ma per l’energia che risparmia e per il benessere che genera. In questo scenario – ha detto la direttrice commerciale imprese Toscana e Umbria di Intesa Sanpaolo Michela Cerbini - noi possiamo fare da traino nella direzione della sostenibilità, perché siamo pronti ad investire in un settore strategico per le nostre imprese».
- Per scaricare la sintesi dell'indagine "Innovazione Verde nell’Ospitalità Toscana: il contributo del settore alla transizione circolare": https://drive.google.com/file/d/1y6waQsjmqWN5hVc4o0UN7HSPBS7Hppch/view?usp=sharing