Biblioteca Toscana: cybercrime e deep web, presentazione del libro di Carola Frediani

L’altro volto della rete, attacchi globali e conseguenze locali: domani, giovedì 3 dicembre alle 17, webinar per il sesto appuntamento del ciclo “#Internet&Diritto. Il futuro in biblioteca 2019-2020”


Firenze – L’altro volto della rete, i reati informatici e il deep web. Sarà questo il tema del sesto e ultimo appuntamento appuntamento del ciclo “#Internet&Diritto. Il futuro in biblioteca 2019-2020”, con la presentazione del libro “#Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali” di Carola Frediani (Hoepli, 2019). L’incontro si svolgerà in modalità online, l’appuntamento con il webinar è fissato per domani, giovedì 3 dicembre 2020 alle 17.

“Da anni si parla di ‘’cybercrimine’, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, resta sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane”, si legge nella presentazione. Nel libro di Carola Frediani, invece, “si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l'impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio”.

All’incontro, prenderà parte per un saluto il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo. L’introduzione sarà affidata a Fernanda Faini, giurista; interverranno l’autrice, Carola Frediani, giornalista e cybersecurity awareness manager, curatrice di “Guerre di Rete”, newsletter di notizie cyber; Igor Falcomatà (Koba), CEO e Senior Security Consultant, fondatore di Sikurezza.org; Giovanni Battista Gallus, avvocato, Ph.D, Fellow del Centro Nexa su Internet e società, membro della Commissione Privacy della FIIF - Fondazione Italiana per l'innovazione forense. Il ruolo del moderatore sarà affidato a Francesco Paolo Micozzi, docente di Informatica giuridica all’Università di Perugia.

Redazione Nove da Firenze