Bekaert: procedura di licenziamento per 224 lavoratori

L'apertura come previsto nell'accordo dell'ottobre scorso e cioè entro i 75 giorni precedenti la scadenza della cigs, riguarda il personale di Figline che sarà ancora in forze al 31 dicembre. Forza Italia a Montecitorio sollecita il Governo, mentre in Regione il Capogruppo Maurizio Marchetti stringe i tempi con una mozione


È di questi giorni la notizia che la multinazionale Bekeart opterà per il licenziamento dei 200 lavoratori in cassa-integrazione. Da oltre un anno, col supporto di un advisor specializzato e in stretta collaborazione con Istituzioni e Sindacati, Bekaert sta ponendo in essere gli interventi indicati nell'accordo siglato il 2 ottobre 2018 presso il Mise, finalizzati a dare continuità occupazionale ai lavoratori. Sono stati raggiunti risultati positivi in termini di ricollocamenti, ma i contatti avviati con potenziali investitori non hanno ancora portato ad una proposta concreta o alla presentazione di un business plan in grado di assicurare l'occupazione dei lavoratori rimanenti. Essendo quindi prevedibile che Bekaert Figline si troverà ancora in una situazione di eccedenza occupazionale a fine 2019, Bekaert ha avviato, come già previsto nell’accordo di ottobre scorso e cioè entro i 75 giorni precedenti la scadenza della cigs, la nuova procedura di licenziamento collettivo per il personale che sarà ancora in forze al 31 dicembre 2019. La Società continuerà a porre in essere tutte le azioni e gli interventi concordati con i Sindacati e le Istituzioni, finalizzati alla reindustrializzazione del sito ed al ricollocamento dei lavoratori.

Il prossimo 24 ottobre nella riunione di aggiornamento convocata presso il Mise verrà condiviso lo stato di avanzamento delle azioni intraprese e delle opportunità emerse.

“Visto come Bekaert si è comportata nei mesi scorsi non ci meraviglia il fatto che ora apra la procedura di licenziamento per gli oltre 200 lavoratori di Figline. Certo ci saremmo aspettati che avesse il buon gusto di aspettare di aver fatto l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico. E a proposito di Mise chiediamo un maggior impegno del ministero. La chiusura definitiva di quello stabilimento non è solo uno strappo insopportabile per i lavoratori, lo è per un intero territorio e per la comunità che vi abita, quello stabilimento deve vivere, va reindutrializzato. Questa situazione mi fa anche dire che le Associazioni di Impresa dovrebbero svolgere fino in fondo il proprio ruolo sociale e politico e non limitarsi ad ascoltare e riportare le scelte delle aziende”: lo dichiara la segretaria generale della camera Metropolitana del Lavoro Paola Galgani.

Sulla vicenda interviene anche la segretaria generale dllla Cgil Toscana Dalida Angelini che stigmatizza il comportamento della multinazionale Bekaert: “E’ inaccettabile che Bekaert voglia stare al tavolo di trattativa e partecipare agli incontri in sede governativa con la pistola del licenziamenti puntata alla tempia dei lavoratori. Come Cgil Toscana saremo al loro fianco e ci adopereremo a che intorno alla loro battaglia per il lavoro, per il loro futuro e quello delle loro famiglie si costruisca il massimo delle mobilitazione possibile certi di ritrovare tutti quelli che erano in piazza, cittadini, istituzioni, il 29 giugno dello scorso anno”: questa la sua dichiarazione.

«Impossibile veder licenziare i lavoratori Bekaert senza provare ad accelerare con l’azione istituzionale: la multinazionale belga si dimostra ancora una volta spregiudicata, ma non possiamo accettare in silenzio questa nuova ferita inferta ai livelli occupazionali e produttivi del Valdarno. Per questo, mentre alla Camera abbiamo già in iter l’interrogazione per sollecitare il Governo, in Regione non attendiamo i tempi di risposta all’atto affine ma rilanciamo con una mozione da portare già nella prossima seduta consiliare»: ad imprimere nuovo slancio all’azione politica in tutela dei 224 lavoratori Bekaert per i quali l’azienda ha annunciato di voler avviare le procedure di licenziamento è Forza Italia, con l’onorevole Stefano Mugnai (Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera e coordinatore regionale degli azzurri toscani) e con il Capogruppo regionale Maurizio Marchetti.
«Con la nostra battaglia in difesa del tessuto occupazionale del Valdarno nell’ambito della vertenza Bekaert – richiamano i due vertici azzurri – avevamo ottenuto tempo. Tempo per ragionare con l’azienda, tempo per far operare l’advisor, tempo per salvare quel che si poteva. Il tutto dinanzi a una parte datoriale che ancora una volta procede per proprio conto, disattendendo anche gli impegni assunti rispetto agli incontri futuri. Manifestazioni di interesse erano emerse, secondo il verbale del tavolo al Ministero per lo sviluppo economico della scorsa estate: vanno esperite tutte le strade possibili per centrare il risultato di non mandare a casa ulteriori 224 lavoratori. Dietro questo numero ci sono le persone con le loro famiglie, nuclei che fanno parte di un tessuto sociale e di una comunità per la quale una simile mazzata sarebbe difficilmente sostenibile. Bisogna tentare il tutto per tutto».
Avanti dunque. L’onorevole Mugnai a Montecitorio continua a tenere alta l’attenzione del Governo, mentre Marchetti dal canto suo in Regione stringe i tempi convertendo la sua azione istituzionale in una mozione da portare subito in aula alla prima seduta in calendario: «La situazione precipita – incalzano Mugnai e Marchetti – e vanno serrati i tempi visto che già martedì l’azienda annuncia di voler avviare le procedure di licenziamento collettivo. Da un colpo del genere il Valdarno rischia di non rialzarsi. Sono 224 lavoratori, ma dietro a questo numero ci sono le famiglie e dietro le famiglie l’intera comunità. Sono l’incarnazione del territorio, vanno tutelati subito e in ogni modo possibile tentando ogni strada fino all’ultimo minuto».

Anche il Partito Comunista esprime tutta la solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle rispettive famiglie: "Questo è l'ennesimo sopruso, di un'arroganza spropositata, da parte del padrone della multinazionale. I lavoratori dopo essere stati presi in giro per mesi ora rischiano seriamente di essere messi sul lastrico definitivamente, notiamo oltretutto che confindustria Firenze faccia da portavoce ai padroni della Bekaert nonostante non siano iscritti e ci fa pensare che il capitale quando deve schiacciare i lavoratori fa fronte comune mentre i lavoratori e le loro organizzazioni non sempre riescono a rispondere uniti". Il Partito Comunista appoggia ogni forma di lotta e resistenza da parte dei lavoratori contro quello che definisce l'ennesimo ricatto fatto sulla loro pelle e auspica la massima unità possibile contro questa minaccia.

Redazione Nove da Firenze