Bagni, non è facile trovarli ed ancora meno usarli bene

​Il collega Domenico Lanciano dal Molise ci scrive invitandoci ad una riflessione che prontamente rivolgiamo ai nostri lettori


FOTO — Siamo un grande contenitore, o se preferite "una splendida cornice" che cerca in ogni modo di fare vetrina e mettersi in mostra, rendersi appetibile ed invidiabile. Ma i turisti ritornano? La qualità dell'accoglienza si valuta anche dalle piccole cose, una di queste riguarda la presenza delle toilette: servizi pubblici o privati che siano.
Un tema dibattuto a Firenze, all'interno delle notti insonni dedicate alla Movida "Selvaggia" ma anche in merito ad orari comuni e luoghi qualsiasi in cui a ciascuno di noi può tornare utile una "ritirata". Quante sono, dove sono, come sono e come vengono usate?
Fa parte della tradizione, è nel prontuario della nonna sistemare il bagno quando arrivano ospiti. Vale solo a casa? Sta poi al singolo individuo farne buon uso, e l'italiano medio sa bene come esorcizzare le situazioni con ironia, ma non sembra altrettanto bravo nell'educare il prossimo.

Ad essersi occupato dell'argomento bagni pubblici nelle ultime ore, a Firenze, è stato il consigliere Jacopo Cellai: "Per tutelare la città e pretendere dalle persone il rispetto che si deve a Firenze, che non può essere così spesso citata come orinatoio a cielo aperto, bisogna innanzitutto dare un'offerta di servizi igienici che tolga qualsiasi alibi a chi la usa in questo modo incivile. E in una città che conta oltre 12 milioni di turisti l'anno non è accettabile offrire appena una decina di servizi igienici che, per la maggior parte, chiudono alle 19". Che siano puliti e ben tenuti diventa un optional, quando il problema ancor prima è averli a disposizione.

In Palazzo Vecchio la Giunta ha risposto a Cellai: "L'assessore Bettini ha comunicato di aver promosso una "mappatura dei servizi igienici presenti" e di aver avviato contatti con la Sovrintendenza al fine di concertare le collocazioni dei nuovi bagni da realizzare. Speriamo sia la volta buona ma, è dal lontano 2008 che il progetto è pronto. Prevedeva 8 nuovi servizi autopulenti individuando le specifiche collocazioni tra cui piazza Indipendenza, Santa Croce e piazza D'Azeglio con un investimento di circa 400.000 euro da parte del Comune e un bando di gara da indire per fornitura e gestione. Progetto sbandierato prima dalla Giunta Domenici e poi dalla Giunta Renzi per bocca dello stesso Nardella. Tutto rimasto nel capitolo delle buone intenzioni".

Firenze, come altre località italiane, si fregia dell'appellativo di "Città d'arte e di cultura" e discute quotidianamente su quali siano i migliori servizi da poter offrire ai turisti, vero motore dell'economia interna. Non a caso la Toscana guarda con apprensione ed entusiasmo all'EXPO 2015 per mettersi in mostra e non a caso ogni giorno si escogitano eventi di richiamo internazionale che possano arricchire l'agenda come ad esempio il BTO la Borsa del Turismo Online, il Salone dell'Arte e del Restauro, ma anche il Convegno sulle nuove Generazioni, un particolare concerto o evento sportivo come la Maratona sono tutti rivolti ad attrarre pubblico e dare ossigeno all'indotto.

Tra i servizi ci sono anche i servizi igienici. Come sono tenuti quelli esistenti in città e chi vigila affinché siano all'altezza del nome di Firenze nel mondo? E' possibile imporre un regolamento di decoro pubblico e privato?
Non è un aspetto secondario per chi si impegna quotidianamente nel ricercare fino all'ultimo euro di finanziamento per allargare sale espositive, ristrutturare opere perdute, implementare le dotazioni tecnologiche, sviluppare sinergie e partnership internazionali e poi.. poi la brutta figura vogliamo farla in bagno?

Antonio Lenoci