Libri: alfabetizzazione politica con i fumetti di comunisti e i socialisti

Presentato in palazzo Bastogi il libro “Falce e fumetto”, a cura di Juri Meda, che ricostruisce la storia della stampa periodica di partito rivolta ai bambini tra il 1893 e il 1965


STORIA — Firenze– “Provo grande soddisfazione per il fatto che il Consiglio regionale ospiti la presentazione del libro curato da Juri Meda, perché si tratta di un’opera che rappresenta un viaggio in un lungo periodo storico attraverso la lente della stampa periodica per bambini voluta dal Partito socialista e dal Partito comunista. E trovo molto positivo che le istituzioni dedichino momenti di approfondimento storico e culturale come questo che offrono spunti di riflessione per il presente e per il futuro”. Lo ha detto la consigliera regionale Vanessa Boretti intervenendo alla presentazione del volume “Falce e fumetto”, a cura di Juri Meda, edizioni Nerbini, che si è svolta nella sala delle Feste di palazzo Bastogi. “Nel volume, ha aggiunto Boretti, “ci sono aspetti che sono tutt’oggi attualissimi: i temi della dignità del lavoro, la pace, la solidarietà, le pari opportunità; tutte battaglie che meriterebbero di essere riprese con riflessioni nuove e nuove iniziative”.

“Falce e fumetto” ricostruisce la storia della stampa periodica socialista e comunista per l’infanzia tra il 1893 e il 1965. “In origine”, ha spiegato Meda, “i periodici erano quasi esclusivamente testuali. Ma nel Partito socialista, che lanciò questo tipo di periodici, si cominciò ben presto a capire che le immagini erano importanti per fare comunicazione politica e educare all’ideologia politica l’infanzia”. L’approdo ai periodici illustrati, però, non fu scontato. I vertici del partito pensavano, infatti, che “questo tipo di comunicazione fosse una perdita di tempo e distraesse denaro da altri tipi di propaganda”. Meda ha ricordato che solo nel 1915, con “Il Germoglio” e con “Cuore”, iniziò davvero la produzione di stampa periodica illustrata e a fumetti. “Si dovevano impegnare grandi risorse economiche – ha detto – ma i socialisti avevano capito che le spese venivano ripagate dall’alfabetizzazione politica dei bambini e dalla loro fidelizzazione. Avevano, insomma, compreso le regole del marketing”. Meda ha poi ricordato l’esperienza del Partito comunista, in particolare quella del dopoguerra: “Il partito lanciò un periodico, “Il Pioniere”, che non era più un periodico di partito ma la pubblicazione di un periodico di una associazione, quella dei Pionieri d’Italia, per l’appunto”. Infine, Meda ha sottolineato la vicenda di Gastone Sozzi, ideatore del periodico “Fanciullo proletario”. “La pubblicazione uscì tra il 1927 e il 1929 ed è l’unico esempio di stampa clandestina per bambini di cui si ha notizia in Europa. L’idea era quella di contrastare le attività di propaganda giovanile dell’Opera nazionale Balilla. Sozzi, per questa attività, fu incarcerato, e morì, probabilmente per le bastonate ricevute, in circostanze mai chiarite nel carcere di Perugia”.

Alla presentazione sono intervenuti anche Matteo Mazzoni dell’Istituto Gramsci toscano, Roberto Bianchi e Maria Casalini dell’Università di Firenze.

Presenti all’evento anche i consiglieri regionali Aldo Morelli e Simone Naldoni.

(lm)

Redazione Nove da Firenze