Sincope: Firenze unica città protetta a livello metropolitano

Grazie alle Syncope Unit interdisciplinari create a Careggi, S. Maria Nuova, Ponte Niccheri e Torregalli. Un nuovo modello di struttura tutto italiano che salva vite e consente notevoli risparmi


SALUTE — Firenze– Nella lotta alla sincope Firenze è in assoluto all’avanguardia: è infatti la sola città coperta sull’intero territorio metropolitano grazie alle Syncope Unit create in ognuno dei quattro grandi centri ospedalieri (Careggi, Santa Maria Nuova, Ponte a Niccheri e Torregalli), che sfruttano così un nuovo modello tutto italiano di struttura multidisciplinare ideata per diagnosticare e curare con efficacia le improvvise perdite di coscienza, fenomeno tanto frequente quanto rischioso. Al Congresso per il decennale dell’Associazione GIMSI (Gruppo Italiano Multidisciplinare per lo studio della Sincope) appena conclusosi a Bologna, ne ha dato notizia il responsabile della Syncope Unit di Careggi, il cardiologo-geriatra Andrea Ungar, membro della task force per la definizione delle linee guida della Società europea di Cardiologia per la gestione del paziente con sincope. Responsabili a Santa Maria Nuova l’internista Alfonso Lagi, a Torregalli e a Ponte a Niccheri rispettivamente Angelo Bartoletti e Antonio Fazzi, entrambi cardiologi.

Delle Syncope Unit fanno parte specialisti di diverse discipline: geriatri, internisti, medici d’urgenza, neurologi e appunto cardiologi. Lo scopo è di dare risposta corale a un fenomeno che anche a Careggi, ha spiegato Ungar, rappresenta fino al 3% di tutti gli accessi al Pronto Soccorso: “Le sincopi, o perdite improvvise di coscienza, hanno per lo più esito benigno, ma possono anche rivelarsi fatali soprattutto se legate a gravi patologie cardiache”.

Come noto, la sindrome è associata ad alterazioni della circolazione cerebrale (ridotta frequenza cardiaca o cali di pressione) da indagare tuttavia sotto vari possibili profili. Le Syncope Unit consentono ora di perfezionare le diagnosi e di ottenere significativi successi, sia in termini di vite salvate, sia per i risparmi di cui beneficiano pazienti e sistema sanitario. Si spiega così anche il rapidissimo proliferare di queste strutture: erano 21 nel 2009, sono salite a 47 nel 2011 e nel 2013 sono già 71, sparse ormai quasi ovunque in Italia, tutte certificate da GIMSI.

“Niente di simile a livello internazionale”, ha ricordato il presidente dell’Associazione, il geriatra Giulio Masotti. “Nella ricerca scientifica sulla sincope e sulle transitorie perdite di coscienza l’Italia è del resto leader da molti anni e Firenze è una delle città battistrada”.

A completare il quadro territoriale mancano Marche, Molise, Basilicata e Sardegna. Considerati gli eccellenti risultati l’Associazione è certa che presto anche questo vuoto si colmerà. Il problema, come sempre, è garantire massimo livello alle prestazioni secondo gli standard di qualità stabiliti dalle linee guida europee. Linee, peraltro, definite e coordinate anche da medici italiani impegnati nel GIMSI.

Redazione Nove da Firenze