Berlusconi si ritira, anche il Pdl fiorentino tira un sospiro di sollievo

Primarie del centrodestra a dicembre. Renzi "sono curioso di sapere le loro regole". Ceccanti (Pd): "Perchè non farle simultaneamente con controllo incrociato di voti


POLITICA — E' la notizia del giorno: Berlusconi dopo aver annunciato e smentito più volte la sua ricandidatura oggi ha annunciato il suo ritiro dalla scena politica italiana. Il suo successore verrà scelto grazie allo strumento delle Primarie che seguiranno a distanza di qualche giorno quelle del centrosinistra. La data indicata dallo stesso Berlusconi sarebbe il 16 dicembre prossimo. Il Pdl imbrigliato da settimane alla volontà del Cavaliere, incapace di trovare una via d'uscita, tira un sospiro di sollievo: il capo si è destituito da solo.

“La strada indicata da Berlusconi per l’individuazione del candidato premier del PdL è un segnale che va nella direzione giusta: il rilancio del Popolo della Libertà non può che partire dal basso. Era quel che ci voleva per ridare entusiasmo alla base e alla classe dirigente che il partito esprime sul territorio”, dichiara Nicola Nascosti, coordinatore provinciale di Firenze e consigliere regionale del Popolo della Libertà.

Di stesso parere il consigliere regionale Giovanni Donzelli “Con il passo indietro e l’annuncio delle primarie oggi Berlusconi ha salvato il centrodestra. I giovani a cui ha passato la palla non devono sprecare questa occasione e salvare l’Italia. La generosità e la lungimiranza messe in campo da Berlusconi e dalle generazioni che ci hanno preceduto non saranno gettate al vento”

"L'annuncio che Berlusconi non si candiderà nuovamente alle elezioni e che il suo successore sarà scelto con elezioni primarie chiude un periodo storico della politica e del centrodestra italiani, aprendo nuove ed interessanti prospettive - dice Francesco Torselli , consigliere del Popolo delle Libertà in Comune - Il rinnovamento, per essere autentico però, non può prescindere dai territori: candidati sindaco, deputati e senatori dovranno essere scelti con le elezioni primarie in tutti i territori. Dobbiamo tornare a far scegliere gli elettori da chi vogliono essere rappresentati. Berlusconi con questa decisione ha dimostrato di aver capito che una fase della politica italiana è finita, la classe dirigente del PdL faccia altrettanto, si svincoli da logiche legate al passato e si apra al rinnovamento".

Interviene per un suo commento anche il sindaco Matteo Renzi , colui che per primo ha adoperato il termine Rottamazione in ambito poltico, per indicare il bisogno indispensabile di rinnovamento. Un concetto ''volgare'' come lo hanno definito sempre gli altri, i 'rottamandi' prima di tutti; lo ha ammesso anche lui stesso, il Rottamatore, in tempi recentissimi, quelli della campagna elettorale. La necessità di un governo tecnico e gli scandali che continuano a investire esponenti di destra e sinistra ci dicono che da tempo ormai la politica italiana è giunta allo 'sfascio', e, Renzi o non Renzi, quello si sa è il luogo deputato.
Ma un fatto è certo; la prepotente entrata del sindaco di Firenze sullo scenario della politica nazionale ha innescato un meccanismo che sembra incontrovertibile: il pensionamento della vecchia classe politica, qualunque sia lo schieramento. All'inizio fu Veltroni, seguito non proprio spontaneamente da Massimo D'Alema e ora anche Silvio Berlusconi.
"Dunque anche nel centrodestra la rottamazione diventa realta": commenta Renzi che a proposito della scelta di Primarie anche nella compagine rivale scrive: "Sono molto felice per la democrazia italiana: e' un passo in avanti non banale". Renzi però non può fare a meno di lanciare una provocazione sulle regole della competizione elettorale, le stesse per le quali lui è ricorso al Garante della Privacy: "Sono curioso di vedere le regole che faranno loro: non vorrei che fossero più attenti alla partecipazione di noi", ha spiegato, "vi immaginate i commenti se alle loro primarie va a votare un numero di cittadini maggiore dei nostri?" In ogni caso, ha avvertito, "questa scelta restituirà vigore al centrodestra. Anche per questo sarà importante per noi non dare per scontato la vittoria. E cercare fino all'ultimo di convincere le persone a mettersi in gioco. Adesso".

L'oggetto di discussione tra bersaniani e renziani è l'albo pubblico degli elettori, voluto dal partito, albo che dovrebbe garantire un elettorato genuino di centrosinistra senza infiltrazioni, ma che vista la simpatia che Renzi riscuote nei delusi del centrodestra, finirebbe per penalizzarlo. Proprio su questa questione la proposta arriva dal seno del Pd, a farla è il senatore Stefano Ceccanti ''Berlusconi dichiara che si ritira e vuole primarie, a questo punto perché non simultanee con
controllo incrociato che si voti solo per una?''

FiDAmi

Redazione Nove da Firenze