Matteo Renzi a Porta a Porta, i sondaggi lo vedono favorito

Il rottamatore da Bruno Vespa per ripassare il programma. La migliore delle alternative possibili oppure l'unico che si sia mosso per tempo?


POLITICA — Matteo Renzi a bordo del camper di rappresentanza arriva nello studio di Porta a Porta dove Bruno Vespa lo accoglie ricordandone i primi passi in tv alla corte di Mike Bongiorno quando la tavola rotonda era la Ruota della Fortuna. Nel filmato introduttivo non mancano però le strette di mano e gli incontri di Renzi con gli elettori che accorrono ai comizi di piazza. Sarà l'abbaglio di un momento (Adesso!), sarà che le piazze italiane in televisione sembrano sempre troppo grandi, ma sembra di rivedere i vecchi filmati della liberazione. C'è chi domanda "Ma davvero puoi cambiare l'Italia" e Renzi "Noi ci si prova".

L'istrionico conduttore non si lascia scappare l'occasione di tendere un tranello al giovane sindaco di Firenze e porta in studio un tabellone sul quale compaiono poche consonanti ed una sola vocale. Mentre la prima parola è di facile interpretazione "Rottamare" sulla seconda Renzi si sottrae avendo annusato un trabocchetto sulla parola Bersani, che si rivela invece essere "Adesso!". "Antonio Polito mi ha portato sulla cattiva strada - sorride e afferma Renzi.

Primarie, ma le regole chi le conosce? "Si vota il 25 novembre" dichiara sicuro Renzi, mentre Vespa dubita.. "Oh noi ci siam tenuti liberi, spero non me le mettano sotto Natale" replica il candidato del PD.
Doppio turno? Renzi storce il naso, lui che si è visto mettere il doppio turno a Firenze, ma ha gabbato tutti passando alla prima. "Senta me Vespa, funziona così: al primo giro ci si conta, si pesano i rapporti di forza e poi si fanno accordi per il secondo turno. No, io dico subito che non farò accordi con nessuno, non vengano da me poi. Non ho paura che cambino le regole, perché Bersani è una persona seria - dice Renzi - e se comunque lo facessero vorrei vedere con che faccia lo farebbero dopo che da anni andiamo avanti con il solito schema usato per Prodi, per Bersani, per Pisapia e Fassino.."
Se Renzi vince cosa fa? "Vogliamo cambiare il paese e se lo vogliono i cittadini lo faremo". Mario Monti resta presidente? Renzi sorride, guarda la telecamera alla maniera di Scherzi a Parte "Ora secondo voi uno si candida alle Primarie, le vince. Poi si candida alle elezioni nazionali, le vince e.."
E se perde? "Non chiedo premi di consolazione, non voglio la vice presidenza della Camera - qualsiasi allusione all'onorevole Rosy Bindi è puramente voluta - e me ne starò buono ad appoggiare chi vince.. Però - e qui Renzi sembra sbottonarsi la camicia e rimboccarsi le maniche - pretendo dagli altri la stessa lealtà, che diamine!".

Primarie o meno, il segretario resta Bersani, come la mettiamo? Anche qui Renzi non le manda a dire, occhi fissi nella telecamera, si presenta nel salotto degli italiani e dice "La linea del partito la decide chi vince. Non è che vinciamo e poi chiediamo a qualcuno come ci si deve muovere. Se vince Bersani il programma è il suo così come se vince Vendola a patto che abbia il coraggio di candidarsi". Del programma 'occulto' che però conta 40 pagine fanno parte diversi punti che Renzi reputa essenziali, uno di questi, attuale e dibattuto riguarda la riforma del sistema lavoro (non vuole chiamarlo Codice) e determinerebbe una semplificazione tale da ricondurre tutta la disciplina normativa ad una cinquantina di articoli "Chiari e traducibili" che portino le imprese ad investire semplificando la burocrazia: ad esempio un mese per aprire una attività contro i 260 giorni occorrenti oggi, o la possibilità di licenziare ed assumere con procedure più snelle.
L'articolo 18? "Non è la vera preoccupazione di imprenditori ed operai, ma un totem ideologico della sinistra". Le pensioni? Renzi non tollera che qualcuno possa andare in pensione a 45 anni quando in Italia la vita media sfiora i 90 anni. Da rivedere la riforma Fornero.

Veltroni, Bersani e D'Alema non hanno più niente da dire dunque? "No, per carità - risponde Renzi - hanno tanto da dire e siamo curiosi di ascoltarli, ma se vinciamo noi ci faranno il piacere di dire tutto fuori dal Parlamento". Il sindaco di Firenze rivendica la chiarezza delle proprie idee espresse a viso aperto e davanti ai suoi antagonissti, non complottate alle spalle, come avvenuto in altre epoche storiche con i soliti personaggi in campo ancora adesso.

In studio anche l'ex ministro Maria Stella Gelmini che rivendica la capacità di ricambiare i vertici del proprio partito attuata da Berlusconi con la segreteria affidata ad Angelino Alfano, ed interviene sulla novità portata da Renzi all'interno del PD, l'apertura al voto dei delusi dalla destra. "Verremo da voi e vi staneremo" ha detto Renzi a Verona partendo per la sua campagna anticipata. "Per la prima volta gli elettori del PDL trattati come persone normali e non come elettori di serie B" il commento dell'esponente PdL alla 'tattica' di Renzi.

Alleanze. Se con SEL la strada è praticabile, ad esempio attraverso il riconoscimento della civil partnership, con Di Pietro appare esserci una divergenza di vedute che accomuna Renzi al segretario Bersani assente alla Vasto 2012. La foto di Vasto si è strappata, ma qualcuno pare abbia messo del proprio per restringere la cornice.

Non mancano battute a margine come quella che fa scoppiare dal ridere i presenti "Dopo Borghezio, Bossi e Calderoli anche il Pulcino Pio risulterebbe più credibile" passando per lo spot che invita i potenziali elettori trasversali a rifornire di carburante i camper con la carta di credito attraverso il sito www.matteorenzi.it e per non farsi mancare nulla arriva anche il sondaggio Mannheimer che vede Renzi al 70% favorito su Bersani nella corsa a 10, 20, 30 che però resta a 2. Matteo Renzi apprezzato a destra come a sinistra, antipatico a pochi. Tra i responsi del sondaggio "Lo voto perché ha fatto bene nella sua Firenze".
Una corsa a due, per la guida dello stesso partito che ha vita facile. Ma Berlusconi? "Berlusconi potrebbe tirare fuori una trovata delle sue. Non sa governare - commenta Renzi - ma sulle campagne elettorali è un maestro, dobbiamo riconoscerlo. Non oso immaginare cosa possa tirare fuori dal cilindro e dovremo essere bravi a vincere perché può capitare di tutto"

Alessandro Sallusti, il direttore de Il Giornale che in queste ore aspetta il verdetto della Cassazione sulla sentenza che potrebbe costargli 14 mesi di carcere per diffamazione, analizzando la situazione politica attuale esclama "Adesso Renzi è l'unico giocatore. Gli altri non sono scesi in campo. Ha giocato d'anticipo e per questo tutti parliamo di lui.. perché non ce ne sono altri". Ce ne sono altri?



Ant Len


Redazione Nove da Firenze