Stretta del credito e ritardi di pagamento affossano le PMI

CR Firenze: 1 miliardo per lo sviluppo delle imprese del territorio toscano. Il Presidente CNA Toscana Valter Tamburini e il Direttore Saverio Paolieri hanno illustrato i problemi, ma anche indicato una serie di proposte per il rilancio dell’economia


BANCA — FIRENZE, 7 febbraio '12- CNA Toscana è convinta che, di fronte al quadro di grave crisi ed ai profondi mutamenti della società e dell’economia, la Regione Toscana debba impegnarsi, attraverso una serie di misure che ne sostengano la crescita e la capacità competitiva, per riposizionare il sistema delle piccole imprese, vero cuore pulsante dell’economia toscana. CNA è fermamente convinta, infatti, che si debba investire sul patrimonio di piccole imprese presenti nel territorio, perché è certa che il “futuro ha radici antiche”:

1- Investimenti, liquidità, patrimonializzazione: sostegno alle imprese per nuovi investimenti, liquidità finanziaria anche per i settori in crisi, favorire la patrimonializzazione delle imprese per affrontare le sfide imposte da Basilea III rifinanziando e/o potenziando alcuni interventi della Regione, come il fondo rotativo e le misure "emergenza economia".
2- Sistema regionale delle garanzie, il ruolo dei Confidi e di ACT: aumentare i contributi per la patrimonializzazione dei Confidi e in particolare di Artigiancredito Toscano, decisamente insufficienti a fronte della grave crisi finanziaria e creditizia del sistema economico toscano.
3- Politiche d'innovazione: orientare le incentivazioni per R&S al sistema delle piccole imprese al fine di accrescerne la capacità competitiva e garantire un adeguato finanziamento alla misura per l’acquisto dei servizi qualificati.
4- Politiche di promozione: calibrare sulle necessità delle piccole imprese il Piano Promozionale della Regione attraverso azioni dirette anche ai mercati europei e prevedere adeguate misure di sostegno.
5- Interventi settoriali: interventi mirati al sostegno di settori manifatturieri con peculiarità di crescita particolari; interventi per la subfornitura; attenzione alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato artistico.
Taglio dei costi della politica: adeguamento delle indennità e del numero degli eletti alla media europea, abolizione delle province e accorpamento dei piccoli comuni, dimezzamento dei consiglieri regionali, comunali e circoscrizionali, riduzione del numero dei consiglieri nei CdA delle aziende pubbliche.
Taglio dei costi dell’amministrazione regionale e degli enti di emanazione regionale: riduzione del personale della pubblica amministrazione mediante un rigoroso blocco del turn-over, riduzione drastica degli incarichi esterni e delle consulenze. Drastica sforbiciata agli Enti di emanazione regionale.
Maggiore impegno nella lotta all’evasione fiscale.
Privatizzazione delle principali aziende pubbliche e public utiliy, con un gettito significativo allo stato e riduzione drastica dell’intervento della politica (e delle sue logiche spartitorie).
AZIONI PER IL RILANCIO DEL settore costruzioni, il più duramente colpito dall’attuale fase di recessione economica: sblocco dei pagamenti per gli appalti di lavori e servizi; assegnazione nel più breve tempo possibile delle opere pubbliche “cantierabili”; accelerazione delle procedure di semplificazione amministrativa; utilizzo di quota parte del bilancio della Regione per i pagamenti degli enti locali vincolati al patto; forte azione della Regione in merito alla modifica del Codice degli Appalti, che ha portato le gare negoziate sino a euro 1.000.000.


L’obiettivo comune è il continuo sostegno allo sviluppo delle piccole e medie imprese, che rappresentano la struttura portante del sistema produttivo toscano. Si rafforza ancor di più la collaborazione tra Confindustria Firenze e il Gruppo Intesa Sanpaolo - presente sul territorio con Banca CR Firenze - che hanno ratificato l’accordo nazionale che prevede un plafond di 10 miliardi di euro per le imprese italiane, di cui circa 1 miliardo per le imprese del territorio toscano.

L’accordo è stato firmato dal presidente di Confindustria Firenze, Simone Bettini e dal direttore generale di Banca CR Firenze, Luca Severini, ed è stato presentato agli imprenditori fiorentini da Maria Cristina Bertellini, vicepresidente Piccola Industria Confindustria, insieme a Pietro Pelù, responsabile Segmento Imprese Area Firenze Banca CR Firenze, e Giuseppe Ponzi, Presidente Comitato Piccola Impresa Firenze. Presenti anche Daniele Bordina, Responsabile Desk Est Europa Intesa Sanpaolo, e Marco Ghio, Prodotti di Raccolta e Sistemi di Pagamento Intesa Sanpaolo.

“L’accordo firmato oggi va nella giusta direzione e può rispondere alle esigenze delle imprese in termini di liquidità e sostegno finanziario – commenta il presidente di Confindustria Firenze, Simone Bettini -. Ci auguriamo anche che possa rafforzare e rendere più fluidi alcuni aspetti del rapporto banca impresa, per incidere su quelle che sono le difficoltà che stanno riscontrando molte nostre piccole e medie aziende: tempi di risposta e difficoltà di accesso. C’è bisogno di risposte rapide e strumenti utili, come questo messo in campo da Cassa di Risparmio. Per le imprese fiorentine, mai quanto oggi, è fondamentale il sostegno di un credito che non segue gli altalenanti andamenti dei mercati, ma le supporti con continuità nei loro progetti di crescita e sviluppo, anche su quei mercati esteri dove le nostre Piccole e Medie Imprese sono sempre state leader”.

“Siamo al terzo rinnovo di un accordo – ha commentato Luca Severini, direttore generale Banca CR Firenze – che ha dato risultati che all’inizio di questo percorso comune non era facile immaginare. Con Confindustria Firenze oggi siamo una squadra che ha trasformato l’emergenza in occasione di crescita. Se guardiamo alla realtà di ogni singola azienda, possono emergere opportunità inesplorate, nuovi mercati su cui affacciarsi, progetti da realizzare, possibili alleanze e aggregazioni. Il nostro Gruppo lavora quotidianamente con imprenditori e aziende locali e continua ad avere piena disponibilità e possibilità a sostenere le imprese pur in questo contesto di difficoltà economica e finanziaria: non faremo mancare il credito a tutti quei progetti e quelle situazioni imprenditoriali che lo meritano, e questo accordo ne è un’ulteriore testimonianza”.

Con questo nuovo accordo si intendono rinsaldare ulteriormente il patto per lo sviluppo tra Impresa, Banca e Territorio valorizzando tutte le potenzialità di crescita delle pmi italiane. L’impegno comune è di sostenere gli imprenditori in settori strategici come la costituzione delle Reti d’impresa e la realizzazione di altre forme di alleanza, l’innovazione e la ricerca, l’internazionalizzazione.

Internazionalizzazione
Per consentire alle imprese di ripensare il proprio modello di business in un’ottica internazionale il Gruppo Intesa Sanpaolo agisce su tre fronti: offerta finanziaria, servizi di consulenza, supporto territoriale. Desk specialistici per Cina, Americhe, Asia, EuroMed-Africa, Est Europa si occupano di scouting dei mercati, ricerca di partner industriali, pianificazione e realizzazione di investimenti all’estero. I finanziamenti disponibili consentono di cogliere le opportunità sui mercati ma anche di “mitigarne” i possibili rischi con prodotti di copertura.

Rete
“Fare rete” per aumentare la massa critica, avere maggiore forza sul mercato, migliorare le possibilità di accesso al credito: è una scelta che molte aziende hanno già fatto e che sta destando crescente interesse. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, che ha accompagnato la realizzazione delle prime Reti d’Impresa italiane, mette a disposizione team territoriali di specialisti del Mediocredito italiano che forniscono assistenza legale, creditizia e tecnica oltre al supporto nella ricerca di partner industriali. Sul versante del credito, la Banca si impegna a valutare le necessità di finanziamento delle aziende impegnate in un contratto di rete o in altre forme di aggregazione con la massima considerazione per gli evidenti vantaggi che ne derivano e la capacità di creare valore nel tempo.

Innovazione
Banca CR Firenze e il Gruppo Intesa Sanpaolo finanziano i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese: dall’acquisto di nuove tecnologie al miglioramento dei sistemi informativi, all’innovazione di prodotti e processi. La società del Gruppo Intesa Sanpaolo Eurodesk offre alle imprese italiane consulenza per accedere alle opportunità di finanziamento a fondo perduto e agevolato dell’Unione Europea nonché assistenza per partecipare direttamente ai grandi progetti di ricerca europei. Tre i punti innovativi dell’accordo presentato: gli interventi di finanza straordinaria e razionalizzazione organizzativa (Lean Management), i finanziamenti e la consulenza per una maggiore efficienza energetica ed eco-sostenibilità dell’azienda, la valorizzazione delle persone che lavorano in azienda con il sostegno alla formazione dei dipendenti e allo sviluppo occupazionale.

Crescita dimensionale
Per accelerare il processo di crescita, il Gruppo Intesa Sanpaolo offre la possibilità di avvalersi delle più innovative soluzioni di finanza straordinaria (acquisition finance, project financing, real estate financing, cartolarizzazioni, Equity Capital Market, M&A, Advisory). E’ un settore nel quale il Gruppo - attraverso società specializzate come Banca IMI – ha realizzato negli anni grandi casi di successo e che ora mette a disposizione delle PMI italiane. L’accordo dedica un’attenzione specifica anche ai progetti di razionalizzazione organizzativa e al cosiddetto Lean Management. Intesa Sanpaolo si impegna a fornire consulenza e attività di formazione per gli imprenditori che vogliano far propria l’impostazione del Lean Thinking e definirne la possibile applicazione in azienda. Per i piani di riorganizzazione interna così come per le necessità di sostenere le vendite sono disponibili linee di credito sia a breve sia a medio-lungo termine.

Efficienza energetica ed eco-sostenibilità
Informazioni, servizi e finanziamenti per accompagnare le imprese che vogliono intraprendere la strada della sostenibilità energetica e coglierne i vantaggi economici rappresentano un articolato capitolo dell’accordo. Attraverso Banca CR Firenze, il gruppo bancario è in grado infatti di sostenere imprese di qualsiasi settore che investono nell’energia “verde” e nella tutela ambientale: eco-turismo, eco-sharing, efficienza energetica, certificazioni ambientali, sicurezza sul lavoro, bio-edilizia. Nel 2010 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha erogato finanziamenti “verdi” per oltre 3,3 miliardi di euro. Gli interventi possibili spaziano dalla semplice installazione di pannelli fotovoltaici alla realizzazione di impianti più complessi, anche attraverso formule di leasing. Le imprese che intendono realizzare investimenti nel settore energetico possono avvalersi della consulenza di un desk specialistico di Mediocredito italiano, società del Gruppo dedicata allo sviluppo delle pmi.

Capitale umano
Si pone in grande evidenza l’importanza delle persone che lavorano in azienda, quello che viene definito “capitale umano”: un patrimonio che può essere ulteriormente valorizzato sia attraverso finanziamenti come Formazione e Lavoro, destinato agli investimenti nel campo della formazione, del welfare aziendale e dello sviluppo occupazionale, sia attraverso iniziative di formazione mirate. Il Gruppo Intesa Sanpaolo, con Intesa Sanpaolo Formazione, sostiene i progetti formativi delle imprese a partire dall’analisi dei bisogni alla fase di erogazione vera e propria fino al monitoraggio e valutazione dei risultati. Il Gruppo ha inoltre firmato un accordo con Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale in Italia per la formazione continua, che conta oltre 62.000 imprese associate. Grazie a Fondimpresa le aziende possono disporre di un “conto formazione” che rende direttamente disponibili il 70% dei contributi versati all’INPS per la formazione prevista dalla legge: Intesa Sanpaolo, con Banca CR Firenze, anticipa i contributi accantonati dall’azienda sul “conto formazione” fino all’80% dell’importo e per una durata di 15 mesi. Con Finanziamento Gestione Business – Fondimpresa la Banca risponde invece a necessità personalizzate di finanziamento fino ad un massimo di 100.000 euro.

Il dialogo tra Impresa, Banca e Territorio
L’intesa siglata a livello nazionale è la terza fase di un percorso che Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo hanno intrapreso a partire dal 2009 con un primo impegno comune per garantire la liquidità necessaria alle imprese colpite dalla crisi. A settembre 2010 un nuovo accordo ha confermato le misure adottate un anno prima e, nel contempo, ha rilanciato la competitività delle imprese italiane incentivando gli investimenti in ricerca e sviluppo e per l’internazionalizzazione, motori decisivi per far ripartire la crescita.
Per attuare questo percorso comune Confindustria e Intesa Sanpaolo si sono impegnate a migliorare e a rafforzare il dialogo e ad agevolare in modo significativo l’accesso al credito. Dopo il Diagnostico e il Simulatore, previsti dall’accordo 2010, la nuova intesa compie un ulteriore passo avanti con la Presentazione commerciale, uno strumento a disposizione dei Gestori Imprese che analizza e sintetizza una serie di indicatori economici quantitativi, quali le prospettive macroeconomiche, il settore di riferimento, il posizionamento dell’azienda, e che individua le potenziali aree di sviluppo. Ascolto e dialogo hanno contraddistinto anche la declinazione territoriale degli accordi, che lo scorso anno ha toccato 85 città e coinvolto circa 10.000 imprese. Un’esperienza che proseguirà con il road show 2011-2012 con il massimo coinvolgimento delle strutture territoriali di Confindustria, di Intesa Sanpaolo con la Banca dei Territori e dei Confidi.

Redazione Nove da Firenze