Cesare Prandelli: “Siamo solo all’inizio”

Il Ct della nazionale italiana in conferenza al Centro Tecnico Federale di Coverciano tira le somme dopo le prime due gare verso gli europei del 2012. Bilancio positivo e strada in salita, ma percorribile con ottimismo


CALCIO AZZURRI — “E’ solo l’inizio – dichiara il Ct dell’Italia Cesare Prandelli il giorno dopo la schiacciante vittoria per 5 a 0 contro le Isole Far Oer a Firenze - adesso dobbiamo metterci impegno e continuità, occorreva creare i presupposti il gruppo, l’entusiasmo, adesso c’è da lavorare molto. Mi è piaciuta la costruzione del gioco, ma c’è da lavorare sulla riconquista della palla. La condizione fisica migliorerà e ricercheremo l’equilibrio, ci vuole attenzione da anche da parte degli attaccanti. Mi è piaciuto l’atteggiamento dei ragazzi, dovremo essere ancora molto più squadra, più organizzati, ripartire dalla qualità dalla personalità, restando noi stessi. Possiamo giocare un buon calcio.”

“L’obiettivo è capire se la squadra può supportare un certo tipo di atteggiamento – spiega ancora il mister che non esclude ed anzi rilancia le quote di Balotelli e Cassano - se vuole lavorare in funzione di questo, poi certo se ci sono equilibri da mantenere, guarderò anche all’aspetto tecnico ed alla ricerca di alternative sugli esterni alti e bassi e nei singoli reparti”.

"Quando inizi un nuovo ciclo - prosegue - devi lavorare con ragazzi di prospettiva, conta l’esperienza ma serve anche poter dare continuità al progetto di crescita"

Superata la depressione post mondiale? “Ho visto facce felici sorridenti - commenta Prandelli - le vittorie fanno bene al morale, soprattutto l’atteggiamento che hanno avuto i ragazzi in questi giorni ispira fiducia sul poter continuare così. Non era così drammatica la situazione e non creiamo adesso false aspettative, c’è tanto da lavorare”.

Per esaltare il singolo occorre la qualità di gioco altrimenti non emergono le individualità, se i giocatori si divertono allora siamo sulla strada giusta in cui tutti possono essere protagonisti. Strada lunga, in salita ma è questa. Quando in una squadra c’è qualità il singolo può risolverti la partita, esaltando il gioco e non il risultato”.

Una filosofia vincente: “Era strano vedere una nazionale campione del mondo girare gli stadi e non ricevere applausi, occorreva fare un passo verso la gente e combattere, vincere la perplessità. La gente che si avvicina per l’autografo lo fa perché ha stima perché si riconosce nella squadra. Abbiamo parlato molto di questo, del rapporto con la gente, nessuno obbliga ad andare a salutare i tifosi, però se lo fai la gente è generosa e restituisce l’affetto . Ogni allenatore può proporre la sua filosofia, poi sta ai giocatori esprimersi al meglio in campo e fuori.”

Cassano: “Ha mantenuto sempre la posizione giusta - dice di lui Prandelli - gran possesso palla, si è mosso bene ed ha servito i compagni”
Rossi: “Avrà avuto pochino in pagella ma ha fatto cose buone, in prospettiva vorrei un elemento un po’ più largo all’esterno”.
Gilardino: “ Sappiamo che ha sempre cercato il gol e quando trova la rete trova il sorriso, lo abbiamo restituito alla Fiorentina con il sorriso”.
De Silvestri: “Ma vale anche per Balotelli, valuteremo in corso la loro disponibilità e necessità per la nazionale maggiore. Ci sono 2 o 3 giocatori, come Ranocchia, molto interessanti nell’under 21 per le prossime partite, li valuteremo”

“Direi di lasciare tranquilli i colleghi perché conosco l’inizio del campionato ed occorre serenità - risponde il Ct alla domanda su possibili interessamenti verso giovani da far esordire - nel momento in cui dovessi intravedere un giocatore interessante andrò a parlare con il suo allenatore per capire meglio come poterlo utilizzare e la sua condizione personale”

La serata al Franchi - conclude Prandelli - me la porterò con me perché è stata magica, un’atmosfera particolare e non ho mai avuto dubbi che Firenze avrebbe risposto bene, ha un cuore grande e lo ha dimostrato

Un’ottima partenza, con due vittorie sei punti ed il sorriso ritrovato, con le ombre lasciate alle spalle e davanti la prospettiva di poter crescere ancora. Rinnovato entusiasmo e l’Italia che torna a tingersi di azzurro dopo che le immagini nella memoria avevano iniziato a far intravedere un lontano cielo scolorito di Berlino. Tra un mese, quando le partite diventeranno impegnative ed il gioco si farà duro, vedremo anche se i duri son pronti per giocarsela.

di Antonio Lenoci

Redazione Nove da Firenze