Autostrade: le preoccupazioni del M5S per i lavori a Calenzano

Nei prossimi giorni sarà inviata una segnalazione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Intanto la deviazione autostradale a causa del ponte crollato viene pagata dai pedaggi degli utenti toscani e dallo stress psico-fisico dei conducenti dei mezzi pesanti


FOTOGRAFIE — Dopo quando accaduto a Genova con il crollo del ponte Morandi e da quanto sta emergendo dalle prime indagini, Il Movimento 5 Stelle esprime preoccupazione per le opere esistenti, che attraversano il territorio, come il ponte dell’Autostrada A1 che attraversa parte dell’abito di Calenzano, in località La Chiusa fino ad arrivare alle Croci, e per la realizzazione della terza corsia che è in atto.

Il progetto di ampliamento della terza corsia dell'autostrada A1 Milano–Napoli, nel tratto compreso tra Barberino di Mugello e Firenze Nord, interessa per circa 18 Km. il territorio del Comune di Calenzano. In fase di definizione degli accordi tra Società Autostrade ed il Comune di Calenzano sono state concordate numerose opere di interesse locale chiamate “opere di compensazione“ quali parchi, piste ciclabili, nuove strade e infrastrutture migliorative della viabilità locale. Le opere da realizzare o che sono in fase di realizzazione sono:

  1. l’Ampliamento della rete delle piste ciclabili (pista ciclabile Calenzano-Carraia-Serrone, pista ciclabile Colle – Tre Ponti lungo il torrente Chiosina);
  2. Realizzazione della tangenziale ovest: nuova strada di collegamento Via Giusti – Via Salvanti e Galleria urbana del Colle.

"Opere, che già nel corso di questi anni hanno portato malumori e disagi di vario tipo -dichiara il Consigliere Comunale M5 Stelle D’Elia Americo- Dal By pass di Carraia che al primo temporale allaga la strada, come la rotonda alla Chiusa, opera che sembra in evidente stato di abbandono nonostante gli espropri fatti da anni, infine il parco delle Carpugnane, diventato ormai il simbolo calenzanese dei lavori interminabili di Autostrade S.p.a., parco che è un deposito di terre ed inerti dei cantieri vicini e che ha visto la protesta dei residenti. Il parco è già stato attenzionato più volte in consiglio Comunale e con un interrogazione parlamentare di questo gruppo depositata alcuni mesi fa attraverso il vice presidente della commissione Trasporti, il deputato del movimento 5 stelle Diego De Lorenzis. Opere importanti per il territorio che certo non potrà aspettare i tempi di giustizia visto già i disagi patiti da anni da tutti i cittadini e che non vedono fine, nonostante sullo stesso sito del comune si legga La durata dei lavori di questo lotto è stimata in circa 3 anni. La nostra preoccupazione sarà in tempi brevi inviata alla Commissione Trasporti per chiedere al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti se tali opere saranno interessate dalla decadenza della concessione e se le infrastrutture imponenti come i grandi ponti dell’autostrada A1 che attraversano Calenzano e molte abitazioni civili siano sicuri ed abbiano avuto la giusta manutenzione in questi anni. Nel prossimo consiglio Comunale chiederemo un resoconto dettagliato delle opere terminate, quelle in fase di realizzare e quelle ancora da realizzare, per capire i tempi di attesa e valutare eventuali adempimenti da parte del Comune".

Come noto, il 17 agosto, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, retto da Danilo Toninelli ha inviato ad Autostrade S.p.a la lettera cui prende avvio la procedura per la decadenza delle concessioni autostradali, decisa nell’ultimo Consiglio dei ministri e confermata anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai Ministri Salvini e Di Maio. Tuttavia poi Consob ha messo in guardia il governo sulle ripercussioni che le dichiarazioni circa la revoca delle concessioni autostradali alla società Atlantia, il cui maggiore azionista è la famiglia Benetton, avrebbero potuto avere sui mercati finanziari.

“La verità –interviene Letizia Giorgianni, presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche e candidata FdI– è che per Consob gli azionisti di Atlantis e la famiglia Benetton in primis, valgono di più degli obbligazionisti e dei piccoli risparmiatori azzerati dal crollo delle banche del centro Italia e del Veneto! Consob, anziché pensare agli interessi di Benetton mentre le rovine del Ponte Morandi gridano ancora giustizia, pensi alle gravi inadempienze commesse fino ad oggi e ci faccia capire, una volta per tutte, chi tutela veramente".

"La sinistra, Leu, ma anche il PD, almeno quella parte che vuole tornare a sinistra, deve sfidare il governo a ritirare davvero la concessione delle autostrade a Benetton e farne una gestione pubblica. È evidente che la privatizzazione delle autostrade, fatta 20 anni fa, non ha funzionato, ha arricchito enormemente pochi, e' costata troppo agli italiani e non ha prodotto adeguati investimenti, manutenzione e sicurezza. Alcuni giuristi sostengono che dopo quanto e' successo non e' certo che lo Stato debba un indennizzo al gestore privato. In ogni caso, visti gli utili che il privato ha intascato, il gestore pubblico non dovrebbe avere problemi di finanziamento. Soprattutto per la sinistra e' tempo di cambiare, di pensare in modo piu' radicale e di rispondere ad una domanda sempre piu' forte da parte dei cittadini che vogliono riprendersi il controllo delle proprie vite. Uno Stato imprenditore, rinnovato, efficiente, sottratto allo strapotere dei partiti e dei poteri privati e' la risposta giusta che molti si attendono dalla sinistra per tornare ad avere fiducia nel futuro. Sinistra fai la sinistra" scrive su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

Intanto ha scritto ai concessionari delle autostrade italiane e per competenza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Isabella Cocolo, Presidente dell’Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti, in merito al percorso alternativo istituito a causa del crollo del ponte Morandi: "Ci hanno fatto presente che partire dalla costa toscana diretti a Ventimiglia, o viceversa partire dalla costa ligure per arrivare a Livorno, comporta più di un’ora e mezza di strada aggiuntiva con relativo aggravio di tempo, spese per il consumo del carburante, spese per consumi generali del veicolo, rischio per incidenti, ma infine dover pagare un pedaggio autostradale aggiuntivo, facendo incrementare i profitti del gestore della autostrada".

Pertanto l'associazione ha inoltrato formale richiesta per sapere se il costo del tratto autostradale aggiuntivo viene fatto pagare, o se le spese a carico dell’utente saranno compensate non facendo pagare alcun pedaggio a chi parte dalla costa toscana diretto a Ventimiglia, o dalla costa ligure diretto a Livorno. La lettera inviata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti chiede di consentire al cittadino di segnalare le situazioni che possono inficiare la sicurezza stradale, rilevate viaggiando sulle autostrade. Un messaggio da indirizzare ai tecnici ministeriali preposti per verificare la situazione e se le eventuali inadempienze comportino a carico del gestore sanzioni. Magari inserendo un apposito form  nella homepage del sito http://mit.gov.it, oppure con mail, o PEC.

Redazione Nove da Firenze