Ausl Toscana centro: giovani volontari per supportare prenotazioni e risposte ai tamponi

Arrivano in 23 con il Servizio civile regionale. Attivata stamani la nuova centrale di tracciamento per l'Asl Tse in un padiglione di Arezzo Fiere. Il segretario provinciale Uil Fpl di Lucca: "Piattaforma online di prenotazione nel caos. Dalla Lucchesia pazienti mandati a Prato"


Parte oggi nella Ausl Toscana centro per 23 giovani volontari del Servizio civile regionale, tra i 18 e i 29 anni, il progetto “Insieme è più facile. Il volontario nel Pronto Soccorso” che per l’Azienda sanitaria Toscana centro è stato rimodulato con l’impiego dei giovani volontari in attività di back office con supporto alla gestione delle prenotazioni e risposte tamponi Covid. La rimodulazione del progetto di esperienza formativa è stata proposta dall’Azienda, in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica. Così i 23 giovani da oggi saranno impiegati nella Ausl Toscana centro su procedure di back office e di recall da remoto delle persone in attesa di tampone. La rimodulazione consente di perseguire gli obiettivi specifici del progetto, in particolare con l’impiego dei 23 volontari nei percorsi di supporto amministrativo, continuità dei percorsi assistenziali e informazione e educazione alla salute. L’Azienda sta formando i giovani volontari sulle attività da svolgere e sulle procedure da effettuare.

Sono 100 e sono al lavoro da stamani in un padiglione di Arezzo Fiere. E' la nuova Centrale di tracciamento dei contatti Covid per l'intera Asl Tse. Sono medici, infermieri, tecnici sanitari e studenti degli ultimi anni di medicina e scienze infermieristiche, assunti da una graduatoria del Dipartimento nazionale di Protezione civile. Il Presidente Giani ha deciso tre centrali in Toscana: Firenze, Massa e, appunto, Arezzo. AslTse ha sottoscritto un contratto per l'utilizzazione degli spazi di un padiglione con Arezzo Fiere e Congressi e sta completando la stipula dei contratti di lavoro autonomo a tempo determinato con gli operatori. Estar ha provveduto al noleggio delle dotazioni informatiche e telefoniche. I 100 operatori di Arezzo sono stati divisi in due turni e operano in “isole” di 20 posti per evitare che un eventuale caso positivo possa bloccare la centrale. Questa nuova centrale si aggiunge a quella attivata già il 19 ottobre dalla Asl Tse nella biblioteca del San Donato e nella quale operano 10 sanitari.

"Il modello di funzionamento è stato indicato dalla Regione Toscana - ricorda Daniela Cardelli, Direttrice delle professioni tecnico sanitarie della Asl Tse- La centrale consulta il portale SISPC e, nel caso di un referto positivo, crea la pratica. La persona positiva, considerata adesso "caso", viene contattata e si svolge l'indagine epidemiologica con conseguente individuazione dei contatti stretti. Il caso viene quindi assegnato all'Usca di riferimento per territorio e alla persona positiva vengono inviate le prescrizioni alle quali dovrà attenersi. Si passa quindi alla raccolta delle informazioni sui contatti stretti e anche a questi vengono inviate le prescrizioni. Al termine del periodo di quarantena, ecco il tampone di controllo. Queste attività vengono svolte 7 giorni su 7 e per 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20. Ogni settimana contiamo di essere in grado di svolgere, per l'intera Asl Tse, 1.500 indagini epidemiologiche. A queste lavoreranno circa 100 operatori, in parte medici, infermieri e operatori socio sanitari e in parte studenti agli ultimi anni dei corsi universitari di medicina e di professioni infermieristiche".

Molti giovani stamani nel padiglione di Arezzo Fiere. "Sui giovani si è detto e scritto molto in questa seconda fase della pandemia - ha sottolineato Antonio D'Urso, Direttore generale della Asl Tse- Qui abbiamo una giovane generazione anti Covid, disponibile e motivata. Questo gruppo è quanto di più lontano si possa immaginare da un tradizionale call center. Questi giovani, insieme agli altri operatori della Centrale che sono ormai medici e infermieri, sono professionisti che rappresentano un tassello essenziale del mosaico della battaglia anti Covid. Anche a loro dovremo i buoni risultati che contiamo di raggiungere nelle prossime settimane: l'attività di tracciamento è uno strumento efficiente e precoce per contrastare la diffusione del Covid"

Sulla mancanza di risposte dei tamponi,a causa della mancanza dei reattivi, interviene la Uil Fpl con il suo segretario provinciale Pietro Casciani: “A Lucca arrivano più di 500 tamponi al giorno e per processarli nelle 24/h occorrono certo i reattivi ma anche un numero importante di chi è deputato a questa attività in primis i tecnici di laboratorio la cui carenza pesa sull’organizzazione. La Usl Nord Ovest vuole mettere su strada una Ferrari, ma le ha dato il motore di una utilitaria”. A sferrare l’attacco è il segretario provinciale della Uil Fpl di Lucca, Pietro Casciani che incalza: “Già a smaltire gli arretrati ci vorranno giorni e in più ogni giorno continuano ad arrivare a colpi di 500 alla volta. Purtroppo i ritardi delle risposte rischiano di far vanificare l'immane sforzo degli operatori impegnati in questo tracciamento. L’azienda ha messo in campo operatori sanitari che in maniera encomiabile sono chiamati a fare i tamponi sul territorio: drive-through, distretti, strutture sanitarie e anche a domicilio. E voglio dire con chiarezza che tutto il personale della Usl, sanitario, tecnico, amministrativo ognuno con il suo ruolo è impegnato in questa battaglia e sta facendo un lavoro straordinario con spirito di abnegazione. Nei nostri laboratori dai medici ai tecnici si stanno tenendo ritmi impossibili e senza i necessari rinforzi di organico è difficile proseguire mantenendo alti i livelli di qualità e soprattutto tempi di risposta”. Anche la piattaforma regionale per le prenotazioni per i tamponi però ci mette del suo: “Abbiamo avuto segnalazioni per esempio che alcuni cittadini della Lucchesia è stato dato l’appuntamento a Prato per fare il tampone: siamo fuori dal mondo. E nel frattempo magari abbiamo i nostri drive-through con delle disponibilità. E’ un enorme problema organizzativo che coinvolge il sistema di analisi e risposta”. Ritardi che in Versilia si traducono poi nell’impossibilità di effettuare il tracciamento a fronte di un’esplosione di casi “perché i tamponi territoriali vengono inviati per le analisi a Pisa e Livorno ma ci sono gli stessi problemi di Lucca. In Versilia l’evoluzione del contagio è stata importante – prosegue Casciani -. Siamo già al 40% del totale della prima ondata in soli 20 giorni. Abbiamo evidenti difficoltà a tracciare i contagi senza le risposte a 24 ore. Per noi fare un numero sempre maggiore e crescente di tamponi è essenziale per arginare la pandemia – conclude il segretario Uil Fpl – ma tutta la macchina deve funzionare a dovere e nei tempi previsti. Concludendo in considerazione del numero dei tamponi sempre crescente a fronte delle problematiche suddette, perché non pensare di fare rete con il privato intendendo anche quelle aziende che hanno al loro interno laboratori d'avanguardia. Una rete capace di abbattere al minimo i tempi di risposta. Perché non pensare a stringere accordi, collaborazioni e convenzioni, per aiutare a superare l’emergenza?”.

Redazione Nove da Firenze