Ataf, regole e disservizi: se l'autobus passa, ma l'sms non arriva

Prendiamo spunto dalla segnalazione di una lettrice per una riflessione


Capita a Firenze, prima città in Italia ad aver lanciato il ticket telematico, di poter prendere una multa sull'autobus dopo aver inviato il messaggio per l'acquisto del biglietto elettronico, ma senza che sia mai arrivata la rispostaIl problema è che la risposta equivale al biglietto.

Firenze è nota per l'alto numero di corse cancellate segnalate da autisti ed utenti del servizio: può darsi che il timore di perdere il mezzo sia in contrasto con il regolamento che impone l'attesa del messaggio?
Sarebbe opportuno calibrare la rigidità del regolamento con la casualità del servizio?

Il biglietto elettronico costa 1,50 Euro, più del tagliando cartaceo fermo ad 1,20 Euro, ed a questo si aggiungono i costi previsti dal gestore telefonico. A detta del controllore che ha elevato la sanzione vi sarebbero alcune anomalie nel sistema, "riscontrate in particolare su alcuni gestori che tardano ad inviare la risposta o non dialogano affatto con l'utente, che comunque deve aspettare.. anche ore, se serve".

Dal punto di vista sanzionatorio il regolamento Ataf sembra essere chiaro sul punto: "L’acquisto e la validazione del biglietto elettronico avvengono in maniera semplice e immediata: è sufficiente inviare un SMS contenente il testo ATAF al numero breve 4880105 prima di salire sull’autobus. Il biglietto digitale dal 1° luglio 2014 costa 1,50€, a cui si aggiunge il costo dell’ SMS di richiesta che varia in base all’operatore di appartenenza. Il passeggero riceve dopo pochi istanti un messaggio che contiene gli estremi del biglietto elettronico, l’orario di emissione e il periodo di validità. La convalida del biglietto è contestuale all'acquisto e non è quindi necessaria alcuna obliterazione. Per le operazioni di verifica a bordo è sufficiente mostrare al controllore il codice ricevuto via SMS: occorre salire a bordo avendo già ricevuto l’sms di acquisto del titolo di viaggio". 

L'avvocato Roberto Visciola che cura la Rubrica Legale su Nove da Firenze spiega "la disposizione è sicuramente chiara anche se espone al rischio per gli eventuali disservizi. Casomai andrebbero valutate le singole situazioni per poter annullare eventuali sanzioni o rimborsare eventuali biglietti o sms nel caso di disservizi".

Una riflessione che sostiene ed alimenta il dibattito su un disservizio che si trascina dietro una serie di falle nel sistema che, nonostante le rinnovate richieste, ancora non conteggia i minuti effettivi di viaggio: gli utenti sarebbero sempre più propensi ad effettuare l'invio dell'sms quando il mezzo è a vista, non fidandosi degli orari presenti alle paline e con il rischio di veder correre i minuti senza aver usufruito del servizio.
Se l'utente vede transitare il mezzo ritenendo questo un 'colpo di fortuna' nella selva dei ritardi, è probabile che sia spinto a raggiungerlo e ad inviare l'sms una volta salito a bordo con il rischio di sentire prima la voce del controllore della vibrazione di risposta.

La giurisprudenza potrebbe interrogarsi come indicato dall'avvocato Visciola ed esprimersi tenendo conto dei fatti: e se fosse il disservizio a spingere l'utente all'errore? 

Antonio Lenoci