Asporto al bar: prendi un caffè, ma lascia i tuoi dati

Il regime Covid-19 denunciato ieri a Prato trova conferma anche in altre località. In ogni esercizio commerciale un registro dei clienti che hanno acquistato e ritirano in proprio


Fa discutere la denuncia lanciata ieri da un noto avvocato pratese, che in un bar per prendere due cornetti e una brioche da asporto ha dovuto scrivere i propri dati anagrafici in un apposito registro. Pare sia la nuova regola del take away, consentito in Toscana dal 24 aprile grazie a una ordinanza della Regione.

Il racconto del legale pratese trova conferma sulla pagina social di Nove da Firenze, dove i lettori raccontano la propria esperienza: "Ho telefonato a una pasticceria di Poggio a Caiano comunicando il nome e anche l’orario per per ritirare domani brioche e caffè da consumare rigorosamente fuori. E siamo stati segnati su un apposito registro".

Il 22 aprile, infatti l'ordinanza regionale n.41 ha permesso di aggiungere alla consegna a domicilio di cibi cotti o preparati, come stabilito dal DPCM del 10 aprile, anche l'asporto, su appuntamento, con l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Ma non tutti sanno che l'ordinanza regionale consente di ordinare prodotti da banco, ma solo tramite telefono, o internet. Quindi non potendo accedere al bar, poiché la consegna dovrebbe avvenire a domicilio, se si decide di ritirare l'acquisto di persona è necessario certificarlo a garanzia dell'esercente. Perché a Polizia Municipale e tutte le forze di Polizia sono incaricati della sorveglianza nel rispetto dell'applicazione del provvedimento.

Una diatriba che quanto meno manifesta un certo disorientamento a causa della selva normativa piovuta in poche settimane sulla testa della gente.

Redazione Nove da Firenze