​Arno e Alluvione: 9 milioni di euro e passa la paura

Via ai lavori per realizzare la nuova Cassa di Espansione che ridurrà drasticamente il rischio di alluvioni nell’Empolese


Sarà il più grosso intervento realizzato sul bacino empolese del fiume Arno dal dopoguerra ad oggi: per ridurre in modo considerevole il rischio di alluvioni a Empoli, in diversi comuni limitrofi e sul territorio posto a valle rispetto alla frazione di Fibbiana, dove sarà realizzata una nuova Cassa di Espansione in grado di scongiurare eventi alluvionali che per dimensioni e portata si verificano statisticamente ogni 200 anni.

Questo il biglietto da visita della Cassa di Espansione Fibbiana 1, che unitamente al completamento di Fibbiana 2 rappresenta la risposta più forte messa in atto in quest’area sul versante della prevenzione da questo tipo di calamità naturali. Il ricordo corre, naturalmente, all’alluvione del 1966, che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva, un evento tragico che anche nei Comuni dell’Empolese provocò miliardi di danni e diverse vittime.

“Questa opera – dice l'Assessore alla Presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli - è un significativo contributo alla riduzione del rischio idraulico sull'Arno, obiettivo per il quale si sta completando una serie di importanti interventi in questo tratto di fiume e che iniziarono anni fa con la realizzazione della cassa di espansione di Madonna della Tosse sul fiume Elsa, prima dello sbocco in Arno”.

L'assessore ricorda a questo proposito la cassa di espansione di Roffia nel comune di San Miniato inaugurata poche settimane fa dal presidente Rossi, e la cassa di espansione dei Renai a Signa, per la quale si stanno concludendo le procedure di gara. “Assieme a questi, l'intervento delle casse di espansione di Fibbiana diventa una risposta significativa al territorio della valle di Firenze completando le opere previste dal piano di bacino dell'Arno”, conclude Bugli.

L’intervento di Fibbiana 1, dal costo di quasi 9 milioni di euro (finanziato dalla Regione Toscana) è anche la prima, rilevante, infrastruttura di area riconducibile direttamente all’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, che ha seguito fin dall’inizio tutte le tappe di realizzazione dell’opera: dalla progettazione alla procedura di appalto, fino alla firma (avvenuta la settimana scorsa) del contratto con la ditta aggiudicataria. I lavori inizieranno nella prima quindicina di aprile e il termine di consegna è fissato in 30 mesi.

Le nuove Casse di Espansione – che rientrano nel sistema di opere previste dal Piano Stralcio Rischio Idraulico dell’Autorità di bacino del fiume Arno - sono state oggetto di una presentazione che si è tenuta questa mattina nel Municipio di Empoli. Sono intervenuti Vittorio Bugli, Assessore alla Presidenza della Regione Toscana, Alessandro Giunti (Sindaco di Capraia e Limite con delega alla Difesa del Suolo dell’Unione dei Comuni), Alessio Falorni (Sindaco di Castelfiorentino con delega alle Infrastrutture dell’Unione dei Comuni), il Vicesindaco del Comune di Empoli, Franco Mori, e il Sindaco del Comune di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti. Sulle caratteristiche e le modalità di funzionamento delle Casse di Espansione si è soffermato a lungo l’ing. Paolo Collodel, responsabile Uffici Difesa del Suolo e Vincolo Idrogeologico dell'Unione dei Comuni.

L’intervento contempla anzitutto il completamento della Cassa di Fibbiana 2, che ricade nel territorio di Capraia e Limite, attraverso lo scavo dell’area interna fino a raggiungere la capacità d’invaso a suo tempo programmata. Il terreno di resulta non verrà sprecato: sarà invece utilizzato per la realizzazione degli argini della Cassa di Espansione di Fibbiana 1, la quale – una volta completata – sarà collegata al Fiume Arno mediante otto paratoie di accesso, che si apriranno solo quando il fiume avrà superato di un metro il livello della soglia di sfioro, posta a 28 m slm (che corrisponde indicativamente al livello di massima piena in corrispondenza del ponte di Empoli aumentato di circa 70 centimetri). L’immissione nella cassa è presidiata da organi mobili in modo da aumentarne l’efficienza e per renderne più flessibile il funzionamento. Questo sia alla luce dei vari scenari idrologici che si potranno manifestare, sia per tener conto di una sua maggiore “adattabilità” ai nuovi scenari, nel momento in cui saranno realizzate anche altre opere nel tratto più a monte (una tra tutte, la cassa di espansione dei Renai, i cui lavori sono, ad oggi, in corso di affidamento).

Nei casi in cui il fiume Arno dovesse superare il livello della soglia di sfioro, il deflusso dell’acqua all’interno della Cassa di Espansione avverrà attraverso 3 moduli separati, che entreranno in funzione in base alle necessità, mediante un sistema a cascata. Il primo modulo potrà accogliere 336.000 mc. Esaurito questo, l’acqua defluirà nel secondo modulo, di 2,14 milioni di mc. Se anche il secondo modulo non fosse sufficiente, scatterà il terzo, di 350.000 mc. Complessivamente, la capacità di invaso delle Casse di Espansione Fibbiana 1 e 2 ammonta a ben 3,55 milioni di metri cubi di acqua, che corrisponde a quanto fissato a suo tempo dal Piano di Bacino del Fiume Arno per la riduzione del rischio idraulico. Il quadro economico contempla anche alcune opere complementari sul reticolo minore, che saranno realizzate al di fuori delle casse di espansione.

"Per prima cosa – sottolinea Alessandro Giunti (Sindaco di Capraia e Limite con delega alla Difesa del Suolo nell’Unione dei Comuni) - permettetemi un ringraziamento alla Regione Toscana, che si è impegnata a lungo per tale opera e sosterrà l'intervento da un punto di vista finanziario. Grazie, dunque, al Presidente Enrico Rossi, agli Assessori, ai Consiglieri ed a tutti coloro che hanno permesso che si giungesse alla realizzazione di un intervento che mette in sicurezza l'area Empolese e contribuisce fortemente a mitigare il rischio idrogeologico del nostro territorio. In questa sede, mi preme inoltre sottolineare che la costruzione della nuova Cassa di Espansione Fibbiana 1 è la prima opera progettata ed appaltata dall'Unione dei Comuni Circondario dell'Empolese Valdelsa, a dimostrazione che, se tutte le parti in causa lavorano congiuntamente con spirito di collaborazione, si possono superare tanti ostacoli che si frappongono durante le procedure che si devono affrontare. Quando si dice che bisogna credere nell'ente "Unione", si intende questo, vale a dire utilizzare quest'importante e valido strumento istituzionale per garantire condizioni di vita migliori e più sicure ai cittadini. I lavori per la realizzazione di Fibbiana 1, assieme al completamento di Fibbiana 2, che ricade dal lato di Capraia e Limite, sono un valido esempio di maturità, consapevolezza e presa di responsabilità da parte della classe politica locale e regionale, che si appresta a vivere nella maniera migliore, con i fatti, l'anniversario della tragica alluvione dell'Arno del 4 Novembre 1966. Come delegato alla Difesa del Suolo dell'Unione dei Comuni, non posso essere che felice ed orgoglioso."

“Le Casse di Espansione – sottolinea Alessio Falorni (Sindaco di Castelfiorentino con delega alle Infrastrutture nell’Unione dei Comuni) – dimostrano ancora una volta la sensibilità, l’impegno e la forte determinazione nel realizzare, pure in momenti di difficoltà finanziaria come quello che stiamo vivendo, opere imponenti nel campo della prevenzione, per ridurre drasticamente il rischio di alluvioni nella nostra area. Grazie anche alla Cassa di Espansione di Madonna della Tosse, realizzata a Castelfiorentino dieci anni fa, si viene a creare una doppia valvola di sfogo prima della confluenza dell’Elsa nel fiume Arno, che va a migliorare in modo considerevole la sicurezza idraulica di tutto il territorio dell’Empolese Valdelsa, e in modo particolare della zona industriale del Terrafino, oltre a quella – naturalmente - delle popolazioni interessate. Si tratta, dunque, di un investimento che guarda al lungo periodo, al futuro della nostra economia, alle nuove generazioni. È grazie a investimenti come questo che dimostriamo che l'Unione dei Comuni può essere uno strumento valido per migliorare la vita delle popolazioni locali."

“Quando si parla di messa in sicurezza idraulica – sottolinea il Vicesindaco di Empoli, Franco Mori - bisogna partire da presupposti che il rischio ‘0’ non esiste, ma questa opera mette in sicurezza piene a cadenza duecentennale. Si tratta pertanto di un intervento di straordinaria importanza per le nostre popolazioni che vivono lungo il fiume e che non è isolato. Ci si deve ricordare infatti che negli ultimi 20 anni l’asta dell’Arno è stata oggetto di altre realizzazioni di questa natura, basta nominare il Lago di Bilancino che regime le piene della Sieve, o per, rimanere più vicino a noi, l’Elsa con le casse di espansione di Madonna della Tosse o l’adeguamento della sezione alla Grotte di Canneto, a Molin Nuovo, dove il fiume rompeva l’argine destro allagando da Ponte a Elsa a Marcignana, fino a Santa Maria e Avane storicamente tre volte al secolo.”

“Nel nostro paese – osserva Paolo Masetti, Sindaco di Montelupo Fiorentino - è necessario passare, in parte lo si sta facendo, da una logica di sola gestione dell’emergenza a una pianificazione finalizzata alla prevenzione. Il Comune di Montelupo Fiorentino “investe” sulla sicurezza e tutela idrogeologica del territorio, nella consapevolezza che le attività di prevenzione non possano prescindere da interventi di carattere strutturale. Lo fa mettendo a disposizione una porzione significativa in termini quantitativi e qualitativi del proprio territorio. L’area nella quale sarà realizzata la cassa di espansione è prossima alla frazione più popolosa del Comune (Fibbiana) e lambisce alcune case sparse ed un piccolo aggregato ex rurale dalle caratteristiche testimoniali di valore. Riguarda anche attività (agricole e non) significative, con un importante ruolo di presidio alla stessa cassa di espansione, visto anche che la maggior parte dei terreni interessati alla cassa rimarranno di proprietà privata. Alla sfida, quindi, sulla tutela e sicurezza idrogeologica, per tutti gli Enti competenti si assomma quella di conciliare tale progetto al mantenimento e consolidamento di attività, affinché la cassa stessa, da vincolo sul territorio, ne diventi risorsa.”

Redazione Nove da Firenze