Aria di Toscana: "amica se è pulita"

Dmitrij Palagi, Antonella Bundu (SPC), Tommaso Grassi (Firenze Città Aperta), Andrés Lasso (già candidato sindaco dei Verdi nel 2019): “La zona di Prato e Pistoia tra quelle citate dalla sentenza, a conferma che il nuovo aeroporto di Peretola sia una follia. Per Firenze necessario ripensare il sistema delle centraline di rilevazione”


Così recita lo slogan della campagna informativa finanziata dal Por-Fse, che invita cittadini, enti e aziende a comportamenti consapevoli per il benessere di tutti. Intanto attenti alle Pm10. I consigli per cittadini, imprese e attività commerciali Come ogni anno, con il I novembre inizia il periodo critico per la qualità dell'aria. 'Aria di Toscana', la campagna informativa lanciata da Regione Toscana nel 2018-2019 e 2019-2020 sui media toscani e sul web ricorda che dalla qualità dell'aria dipende il benessere di tutti e tutti possiamo adottare comportamenti corretti nel quotidiano per migliorare la qualità di questa preziosa risorsa. Durante la stagione invernale, in particolare, l'altezza dello strato di rimescolamento dell'atmosfera si abbassa sensibilmente per cui gli inquinanti emessi vengono dispersi più difficilmente. Questo provoca un aumento della loro concentrazione nei livelli più bassi determinando perciò una maggiore esposizione della popolazione. È indispensabile che i cittadini siano correttamente informati che talune pratiche, spesso ritenute "innocue" ma ormai accertate quali fonti primarie di emissioni di particolato fine (Pm10), debbano essere limitate il più possibile se non eliminate, come:

  1. l'impiego di biomassa (legna - pellet) in presenza di altre modalità per il riscaldamento domestico;
  2. l'abbruciamento di sfalci e potature all'aperto.

Per ridurre le emissioni in atmosfera i cittadini, i responsabili di imprese, di piccole e grandi attività commerciali, degli uffici pubblici sono altresì invitati alla corretta gestione degli impianti di riscaldamento cercando quanto più possibile di evitare consumi e sprechi inutili. Questo si può concretizzare attraverso:

  1. una corretta regolazione degli orari di accensione degli impianti;
  2. il controllo della temperatura massima ad es. regolando il termostato a non più di 19 °C;
  3. la costante manutenzione della caldaia mantenendola così in perfetta efficienza e, se possibile, la sua sostituzione con modelli a minor impatto ambientale usufruendo dei contributi messi a disposizione (es. Conto termico);
  4. l'adozione nella quotidianità di semplici accorgimenti che consentono un minor consumo di emissioni inquinanti: ad es. chiudere l'acqua in doccia mentre ci stiamo insaponando, non far scorrere l'acqua calda mentre ci si rade, etc.

Al fine di ridurre l'uso delle auto e stante l'attuale stato di emergenza causato dal COVID 19 si ricorda l'opportunità di usare negli spostamenti mezzi di trasporto alternativi quali la bicicletta (di tipo tradizionale, elettrica, a pedalata assistita e il monopattino). Infine, qualora la distanza da percorrere non sia proibitiva, cogliamo l'occasione di andare a piedi lasciando l'auto a quelle situazioni o persone che non ne possono fare a meno. Il quadro conoscitivo del Piano regionale per la qualità dell'aria ambiente (approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 72 del 18 Luglio 2018) ha messo in luce come i comportamenti individuali e collettivi siano responsabili primari nei livelli di inquinamento registrati. Emerge così l'importanza della diffusione della conoscenza circa l'incidenza che i comportamenti di ciascuno hanno sulla qualità dell'aria che respiriamo e di iniziative volte a incidere sui comportamenti presenti e futuri dei cittadini. Se prescrizioni, incentivi e divieti sono strumenti di politica ambientale efficaci per governare comportamenti tangibili e sanzionabili, come il traffico, le attività produttive, gli abbruciamenti all'aperto di scarti vegetali, ecc, non lo sono per governare comportamenti individuali quali per esempio, l'utilizzo della biomassa per riscaldamento: occorre infatti un salto di conoscenza e consapevolezza che permetta di fare scelte efficaci. Da qui la scelta del Prqa di individuare quale azione trasversale e strategica la promozione dell'informazione e dell'educazione ambientale con la messa in campo di materiale informativo quali depliant, poster, inserzioni sui quotidiani, spot audio e video destinati ai media on line e fruibili anche in occasioni didattiche. Si ricorda che il periodo critico per l'inquinamento da PM10 è dal 1° novembre al 31 marzo di ciascun anno e che le misure differenziate per le aree "critiche" per questo inquinante, sotto i 200 metri di altitudine, riguardano in particolare gli abbruciamenti all'aperto e gli impianti domestici a biomassa per le nuove costruzioni e ristrutturazioni. I Comuni critici diffonderanno i contenuti della campagna nei loro canali web e social, oltre a provvedere all'affissione dei manifesti e alla distribuzione dei volantini predisposti ad hoc. È bene consultare il proprio Comune per specifiche ordinanze restrittive e per la puntuale informazione circa le iniziative di ciascun territorio.

“L’Italia ha violato il diritto dell’Unione Europea sulla qualità dell'aria ambientale. La notizia è di pochi giorni fa e sembra che la politica non voglia prenderne atto. Il superamento sistematico e continuato di PM10 – sottolineano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu con Tommaso Grassi di Firenze Città Aperta e Andrés Lasso, attivista già candidato sindaco dei Verdi nel 2019 – nuoce alla salute delle persone e dell’ambiente. Non è ancora accertata la correlazione tra Covid-19 e inquinamento, ma è una verità assodata che di smog ci si ammala e si muore. A Firenze la sinistra di opposizione ha sempre denunciato la necessità di un ripensamento delle centraline di rilevazione. La contestazione dal livello europeo – proseguono Palagi, Bundu, Grassi e Lasso – riguarda gli anni compresi dal 2008 al 2017, ma quello che abbiamo sempre evidenziato è che nel territorio fiorentino non si è effettuata una valutazione su quale sia stato l'effetto dello spostamento dei punti di registrazione nel 2010. Non a caso sono diminuiti fortemente i blocchi del traffico dopo questa operazione. Perché non approfondire il livello di inquinamento nell'area di Peretola e Brozzi? Tra autostrada e traffico aereo temiamo che i risultati confermerebbero i peggiori timori dei comitati. Anche perché poco più in là, nell'area di Prato e Pistoia, il superamento dei livelli fissati di PM10 è stato superato più volte. È legittimo insomma chiedersi se lo spostamento dei punti di rilevazione del 2010 abbia migliorato i dati senza però migliorare la qualità dell'aria, salvando Firenze dalle bocciature europee senza salvare i polmoni di chi vive sul territorio fiorentino. Questa sentenza sulla qualità dell’aria inoltre conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia insostenibile l’idea di un nuovo aeroporto a Peretola, perseguita in totale scollamento rispetto al contesto pandemico e ai problemi di inquinamento, ignorando la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il progetto perseguito per anni. Esistono numerose centraline curate dalla cittadinanza che lanciano allarmi continui sulla situazione nella nostra città, ovviamente facendo riferimento ai periodi precedenti la pandemia Covid-19. Serve un piano della mobilità che insista definitivamente sul trasporto pubblico e sostenibile, renda non conveniente l’uso dell’auto privata e investa sul parco della Piana, individuando un efficace sistema di interporti e investendo sui collegamenti ferroviari, archiviando le grandi opere inutili. Nel 2020 – concludono Palagi, Bundu, Grassi e Lasso – si può ripensare al sistema senza mettere in contrapposizione lavoro e ambiente. O almeno questa è la sfida che dovrebbe riguardare tutte le forze che si ritengono democratiche e progressiste, senza neanche voler usare le parole sinistra e ambientalismo, che sono ritenute pericolosamente estremiste da chi ci governa”.

Redazione Nove da Firenze