Archivio Alinari: la Regione convocherà nei prossimi giorni un tavolo di crisi

Obiettivo riportare in vita la collezione. Luongo, Slc Cgil: “abbiamo, al contempo, preso atto della disponibilità del sindaco Nardella a concorrere fattivamente con la Regione Toscana ad una soluzione della Crisi Alinari. Riteniamo rilevante e positivo il fatto che le due istituzioni siano in sintonia”. Approvate due mozioni per tenuta occupazionale e salvaguardia patrimonio. Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti alla Regione: «Valutare ogni iniziativa affinché la realtà resti intatta: arte, uomini, memoria»


FIRENZE– La Regione convocherà nei prossimi le organizzazioni sindacali per un confronto sulla situazione di crisi dell'Archivio Alinari. Dalla vicepresidente e assessore regionale alla cultura e dal consigliere per il lavoro del presidente della Regione arriva subito la risposta alla richiesta avanzata dal Slc-Cgil di fronte al rischio imminente della partenza di lettere di licenziamento per i lavoratori. Proprio nella giornata di oggi Regione Toscana e Comune di Firenze hanno annunciato un comune impegno per garantire il futuro della prestigiosa collezione e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Riportare in vita la collezione Fratelli Alinari, il più antico archivio fotografico al mondo, è un fatto di straordinaria importanza per Firenze, la Toscana e l'Italia. Il presidente della Regione Toscana conferma il lavoro, avviato da tempo, per garantire il futuro della prestigiosa raccolta e ricorda che sono state eseguite già due perizie per procedere all'acquisto. Il presidente esprime anche la soddisfazione per il comune impegno nell'operazione con il Comune di Firenze. Si tratta, sottolinea il presidente, di un patrimonio di documenti artistici e immagini di folklore, paesaggio, archeologia e industria che dall'Ottocento raccontano le trasformazioni dell'Italia e di altri paesi e rendere fruibile questa collezione è una grande opportunità per Firenze e per la Toscana ed è anche una gran "bella azione". Il presidente conclude ricordando quanto detto dal grande fotografo brasiliano Sebastiao Salgado: la foto in bianco e nero è quel tipo di "illustrazione parziale" che richiede lo sforzo dello "sguardo e della memoria" e che può "risvegliare le coscienze" e "muoverle all'azione".

"Stamattina la Slc Cgil Area Vasta FI PO PT ha richiesto l'attivazione dell'Unità di Crisi presso la Regione Toscana, per affrontare la situazione dell'Alinari, in via di drammatizzazione con le lettere di licenziamento attese a breve da una parte consistente e maggioritaria del personale.
Abbiamo, al contempo, preso atto della disponibilità del sindaco di Firenze Nardella a concorrere fattivamente con la Regione Toscana ad una soluzione della crisi Alinari. Riteniamo rilevante e positivo il fatto che le due istituzioni siano in sintonia, non solo sul destino delle immagini che hanno fatto la storia e un pezzo importante della cultura nazionale, ma anche su destino delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Alinari, che hanno tenuto a galla le attività produttive e tuttora ne garantiscono la continuità con notevoli sacrifici” interviene Giuseppe Luongo, Segretario Slc Cgil Area Vasta FI PO PT.

Garantire la tenuta occupazionale e salvaguardare il patrimonio storico, culturale e identitario dell’Archivio Fratelli Alinari. È questa la risposta alla lunga crisi aziendale arrivata dal Consiglio regionale che martedì 14 maggio, ha approvato due distinte mozioni e ha appreso, dalle parole della vicepresidente della Toscana, che ad oggi non risulta essere arrivata alcuna richiesta di apertura di un tavolo di crisi. La Regione, ha assicurato Monica Barni, sarà pronta non appena il sindacato si muoverà in tal senso.

Entrambe le mozioni – una a firma Maurizio Marchetti, l’altra presentata da Tommaso Fattori e Paolo Sarti – intendono sostenere i lavoratori e le professionalità acquisite, ma anche confermare la volontà di acquisizione dell’archivio fotografico. A tal proposito Barni, rispondendo all’interrogazione presentata proprio da Fattori e Sarti, ha informato l’Aula che l’ipotesi di acquisto sta procedendo anche attraverso il coinvolgimento del ministero per le attività culturali, interpellato per una relazione sulla determinazione di un congruo valore. L’operazione sarà comunque subordinata a verifiche e una volta conclusa tutta la procedura, la Regione si attiverà anche per individuare le sedi più opportune a rendere nuovamente fruibile la collezione visto che è prematura ogni considerazione sul magazzino di Calenzano.

«Che la realtà dell’Archivio Alinari resti intatta e fruibile quanto a patrimonio umano, in termini di lavoratori, e artistico-culturale e di memoria collettiva: voglio impegnare la Regione su questo fronte e per questo ho presentato direttamente in aula una mozione in cui invito a coinvolgere anche, ove necessario ed opportuno, il Mibact»: così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, fresco dall’aver protocollato e presentato come un lampo nell’aula dove è in corso la seduta dell’Assemblea toscana una mozione sulla salvaguardia dell’Archivio Alinari di Firenze, il cui archivio fotografico è uno scrigno di storia e arte che oggi racchiude, scrive lo stesso Marchetti nel suo atto, 220 mila lastre fotografiche e oltre 5 milioni di fotografie oltre a occupare 24 persone tra Fondazione e Alinari Idea.

«Con 220mila lastre fotografiche e oltre 5 milioni di fotografie – scrive il Capogruppo di Forza Italia – il patrimonio fotografico della Fratelli Alinari, completamente notificato da parte della Soprintendenza Archivistica, rappresenta una tra le massime realtà culturali e storiche del settore, nonché la più antica azienda dell’immagine e della comunicazione nel mondo. Fondata nel 1852 dai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari – ripercorre la mozione – l’azienda ha finora avuto la sua storica sede nel centro di Firenze, nel Largo omonimo a ridosso della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. L’immobile è però di recente stato venduto, e quella sede verrà dismessa a far data dal 30 giugno 2019».

I giorni contati, dunque. Nel frattempo: «Il patrimonio è in questi giorni oggetto di trasloco e messa in sicurezza presso un magazzino dedicato, di proprietà della società Art Defender, a Calenzano, in provincia di Firenze. La Soprintendenza Archivistica della Toscana ha dichiarato il patrimonio Alinari un unicum di interesse storico e culturale sia a livello nazionale che internazionale. I 24 dipendenti che l’azienda attualmente occupa, tra Fondazione Alinari e Alinari Idea, sono al momento privi di certezze sul loro futuro e anzi: per il 60% di loro con la chiusura della sede storica si prospetta anche la cessazione del rapporto di lavoro».

«Considerato che la Regione Toscana manifesta l’intenzione di valutare l’acquisizione dell’Archivio», Marchetti adesso vuole invitare con chiarezza la giunta a procedere impegnandola «ad adoperarsi in ogni sede e con ogni mezzo a tutela della piena tenuta occupazionale per quanto riguarda il futuro dei dipendenti di Fondazione Alinari e Alinari Idea», «ad intraprendere con urgenza ogni possibile iniziativa, anche se del caso interessando il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per restituire alla fruizione sia scientifica che culturale del patrimonio di immagini dell’Archivio» e «a valutare ogni azione possibile finalizzata alla valorizzazione di un patrimonio che è anche attrattore di turismo, intelligenze, memorie, esperienze, creatività e capacità».

“Vi sono due piani intrecciati, ai quali dobbiamo dare soluzione positiva: il futuro dell'archivio e di questo patrimonio unico al mondo, da un lato, e il destino dei lavoratori e delle lavoratrici dell'altro, con le loro straordinarie professionalità”. Così Tommaso Fattori e Paolo Sarti commentano l’approvazione unanime della mozione di Sì-Toscana a Sinistra da parte del Consiglio regionale, per la salvaguardia dell'Archivio Alinari e dei posti di lavoro di coloro che vi sono attualmente impiegati. La mozione seguiva ad un’interrogazione alla Giunta sullo stesso tema, sempre presentata da Sì Toscana a Sinistra. “Ci premeva portare immediatamente in aula la questione - spiegano Fattori e Sarti - soprattutto dopo aver appreso che la proprietà privata ha già venduto gli immobili di Largo Alinari. Nel frattempo, ogni voce di un possibile smembramento dei contenuti dell'archivio è stato scongiurata dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, che ha dichiarato il patrimonio Alinari un unicum a livello internazionale, per il suo eccezionale interesse storico e culturale.” “L’indirizzo che arriva dal Consiglio regionale è chiaro: sostenere i lavoratori e le professionalità acquisite e confermare la volontà di acquisizione dell’archivio fotografico da parte della Regione”, continuano Fattori e Sarti. “Chiediamo la convocazione immediata del tavolo dell’unità di crisi regionale, deve essere percorsa ogni strada per tutelare chi lavora all’Alinari. La lunga crisi aziendale è in dirittura di arrivo e circa il 60% delle lavoratrici e dei lavoratori sono certi di una cessazione del rapporto in tempi brevi. Non possiamo restare a guardare, deve essere trovata una soluzione che salvaguardi tutti, così come l’archivio deve tornare nuovamente fruibile al pubblico quanto prima”, concludono i consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra.

Redazione Nove da Firenze