Anteprima cinema: Il favoloso mondo di" Copperman"

Luca Argentero è un supereroe con qualche problema. Il film diretto da Eros Puglielli è una fiaba delicata e visionaria. Un'opera di qualità diversa dalla classica commedia italiana.


Dopo “Lo chiamavano Jeeg Robot” arriva un altro supereroe nel cinema italiano, anche se il protagonista di Copperman non ha veri superpoteri. E' la storia di Anselmo un ragazzo “diverso” afflitto da autismo che viaggia nel mondo con l'innocenza di un bambino. Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Anselmo vive con la madre che a forza di ripetergli quanto sia ‘speciale’, se n’è convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi persa in un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano, il fabbro del paese, arrivato, non si sa da dove, suo padre putativo e mentore, uno che ha poche parole e una pistola, e che è diventato suo amico. Grazie a lui e all’armatura di rame che gli ha costruito Anselmo, diventa appunto Copperman. L’uomo di rame che ha una missione da compiere: sconfiggere la micro criminalità nel suo paesino in campagna. Una fiaba moderna non priva di aspetti drammatici narrata con grande sapienza dal regista Eros Puglielli che è riuscito a creare una sorta di mondo favoloso del supereroe Copperman.

Il film ruota attorno al tema dell’autismo, per raccontare come un elemento di diversità possa trasformarsi in un arricchimento. La rielaborazione “dell’handicap” in un superpotere affascina e diverte, nella straordinaria interpretazione di Luca Argentero che alla presentazione fiorentina del film al cinema Principe ha affermato che la difficoltà più grande nell’interpretare il personaggio di Anselmo “È stata cercare e trovare il mondo giusto di interpretare il personaggio, in modo che fosse rispettoso di una realtà che condiziona la vita delle persone, ma abbastanza interessante da essere trasmigrato in una fiaba, doveva essere bello e divertente da portare in scena”. Un film divertente che, a parte un calo di ritmo nella seconda parte, si muove con leggerezza e garbo e s’inscrive in una linea nuova di cinema italiano che sembra trovare esiti che vanno ben oltre la classica commedia.

Alessandro Lazzeri