Ampliamento di Peretola: Toscana Aeroporti va avanti nell'iter procedurale

"Spero entro l'anno di partire con le nuove opere" spiega, nel corso di una conferenza stampa, il presidente, Marco Carrai. "A spron battuto a Firenze, e non e' formalizzato niente su Bologna" afferma Roberto Naldi a nome di Corporacion America. Lorenzo Tenerani, responsabile del procedimento di valutazione di impatto ambientale: "La pista sara' monodirezionale"


(DIRE) Firenze, 23 mar. - Toscana Aeroporti va avanti nell'iter procedurale per ottenere l'autorizzazione a realizzare l'ampliamento dello scalo di Peretola con la costruzione della nuova pista parallela. Ma la societa' teme che un eventuale governo 5 Stelle possa arrivare a definanziare l'opera, visto che in parte dipende da fondi del Comitato interministeriale per la programmazione economica? "Non credo proprio- afferma il presidente della societa', Marco Carrai, interpellato durante una conferenza stampa sulle recenti polemiche sul progetto di sviluppo-. L'aeroporto di Firenze non e' di qualcuno, e' in via ultima dello Stato. Non dimentichiamo che il richiedente in nome e per conto dello Stato e' l'Ente nazionale dell'aviazione civile". Pertanto, Toscana Aeroporti "e' la societa' che pro tempore e' concessionaria dell'infrastruttura. L'aeroporto diFirenze- chiosa- e' stato dichiarato da piu' governi insieme a Pisa come sistema strategico nazionale. Il nostro interlocutore, dunque, non e' un governo, ma e' il governo". Carrai vuole fissare alcuni paletti nella discussione pubblica per il presente e, contemporaneamente, per il futuro. "Credo nello Stato di Diritto- avverte- e chiunque sia il governo che si succedera' per quale motivo dovrebbe tagliare i fondi a un'opera ritenuta di interesse strategico nazionale che e' la base per centinaia di migliaia di persone che lavorano nelle imprese del territorio?". Un'area, prosegue, "di grandissimo sviluppo economico che attende l'aeroporto per poter sempre piu' sviluppare e dare lavoro".

"La posa della prima pietra dipende dall'iter autorizzativo. La legge Madia parla di 90 giorni per la fine dell'iter della conferenza dei servizi. Noi stiamo aspettando, e' in corso l'osservatorio, che venga indetta la conferenza dei servizi. Passeranno i 90 giorni e spero entro l'anno di partire con le nuove opere". Lo spiega, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Toscana Aeroporto, Marco Carrai. Sull'ampliamento dello scalo di Peretola con la nuova pista parallela insistono 4 ricorsi di 7 Comuni al Tar. Su questo punto, il numero uno della societa' di gestione degli scali di Firenze e Pisa promette di tirare dritto, nel limite del possibile. "I ricorsi se sono pendenti e' segno che non sono ancora finiti- sottolinea-. Se il ricorso sara' ancora pendente noi inizieremo, se il ricorso ci sara' gia' stato e sara' stato positivo inizieremo, se il ricorso ci sara' gia' stato e sara' negativo, faremo ricorso e valuteremo coi nostri legali". Il principio di fondo secondo Carrai e' semplice: "Viviamo in uno Stato di diritto- chiarisce-: tutti hanno il diritto di ricorrere, noi abbiamo il diritto di difenderci. Pensiamo di aver fatto un ottimo lavoro e siamo confidenti anche dal punto di vista della giustizia amministrativa".

"Questa infrastruttura non viene portata avanti contro l'ambiente. Anzi, e' grazie all'aeroporto che verra' finalmente fatto il Parco della Piana. È grazie all'infrastruttura aeroportuale che verranno realizzate le grandi opere di compensazione idraulica, e che gli abitanti di Brozzi, Peretola, Quaracchi non avranno piu', con grande rumore, gli aerei" sopra le teste "tutti i giorni". Lo spiega, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai. Insomma, uno scarto ben netto rispetto alla condizione attuale. "Sono stato a parlare in questi giorni con l'ad di una grande azienda a Sesto- aggiunge polemicamente- e mi sono trovato a vedere 4 auto bruciate, 30 materassi aperti: questo e' il Parco della Piana oggi". Il vicepresidente della societa' che gestisce gli scali di Firenze e Pisa, Roberto Naldi, aggiunge un dettaglio significativo nel dibattito. Naldi parla a nome del socio di riferimento, l'imprenditore argentino Eduardo Eurnekian: "Nel corso della nostra storia abbiamo costruito parchi e scuole. Siamo fieri di avere uno scalo alle Galapagos- fa sapere-, che e' il primo aeroporto con la certificazione verde. E tutti i nostri aeroporti hanno una certificazione ambientale e sociale". Nel caso del progetto connesso alla costruzione della pista parallela di Peretola, "fra gli interventi di compensazione si annovera il Parco della Piana, che sara' enorme e attrezzato. L'unico problema- e' la sua riflessione- e' che dobbiamo capire chi lo gestira', probabilmente dovremo essere noi a farlo".

"Noi andiamo avanti a spron battuto a Firenze, e non e' formalizzato niente" su Bologna. Lo afferma, nel corso di una conferenza stampa di Toscana Aeroporti, Roberto Naldi a nome di Corporacion America in merito a un possibile interessamento verso lo scalo del capoluogo emiliano da parte della societa' dell'imprenditore argentino, Eudardo Eurnekian. "Di aeroporti ne abbiamo gia' tanti- prosegue Naldi che per Corporacion e' responsabile per l'Europa-. Non passo giorno che non sia interessato da qualche iniziativa. Ne guardiamo molte, alcune le abbiamo gia' smazzate. Non piu' tardi di stamani mi hanno scritto di un business meraviglioso a Rimini e Ancona: abbiamo gia' dato". Sul punto specifico, "c'era un interessamento di Eurnekian su Bologna come su Genova e Catania".

"È l'ora di finirla. Chi si fa pecora il lupo se lo mangia". Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, vuole ribattere colpo su colpo ai detrattori dell'ampliamento dell'aeroporto di Peretola, che prevede la costruzione di una nuova pista parallela al tracciato autostradale. E, per questo, rovescia sul tavolo, infuocato questa settimana dalla decisione di 7 Comuni della Piana fra Firenze e Prato di andare al Tar per impugnare il decreto di Valutazione di impatto ambientale, quelle che considera "alcune verita' oggettive dietro a questa infrastruttura". Il primo punto e' che "l'aeroporto di Firenze e' un'infrastruttura dello Stato. Tanto che il richiedente" dell'autorizzazione per costruire la nuova pista parallela "e' in prima istanza Enac, cioe' lo Stato, non noi". Dirimente per Carrai dopo l'aspra controversia politica sul decreto Via rilasciato dal governo che sblocca l'iter autorizzativo tutelare il progetto di ampliamento in se', al pari degli interessi dei 1.136 azionisti: "La nostra e' una societa' quotata in Borsa- taglia corto- e non si possono sparare 'minchiate' come ho sentito in questi giorni". Carrai mette, dunque, in fila quelli che considera degli elementi oggettivi ineludibili: gli scali di Firenze e Pisa sono stati considerati di interesse strategico nazionale, sottolineando come questa decisione sia stata compiuta "da piu' governi". Inoltre, "non e' vero che la societa' sarebbe in mano a delle 'bestie capitaliste' come ci hanno descritto o sfruttatrici dell'ambiente- mette in chiaro-. Bensi', dietro c'e' il principale gruppo internazionale (Corporacion America, ndr) che gestisce aeroporti: ne controlla 54, dei quali uno alle Galapagos, che in quanto ad area naturalistica credo che sia molto piu' tutelata rispetto all'area contermine dello scalo di Firenze". Cio' che ne deriva e' abbastanza intuitivo: "Se sono riusciti a fare un aeroporto alle Galapagos sara' mai possibile realizzarlo anche qua?". Del resto, e' la partita tecnico-ambientale la sfida decisiva da vincere sia nel dibattito pubblico, che- cosa al momento piu' rilevante- nelle aule di tribunale, viste le impugnative decise da parte delle amministrazioni cittadine della Piana. Nel corso di quasi due ore di conferenza stampa, Carrai circondato oltre che dai vertici della societa' anche da Lorenzo Tenerani, responsabile del procedimento di valutazione di impatto ambientale per Toscana Aeroporti, vuole dissipare ogni dubbio. Con qualche battuta sferzante, ad esempio sul caso del ricorso avanzato dal Comune di Carmignano: "È come se avesse agito in giudizio l'Impruneta- commenta-. Non c'e' nessuna area di cantiere e la parte piu' vicina al sedime aeroportuale si trova a 8 chilometri". Il sorvolo e' previsto a 1.500 metri in fase di decollo: "Consideriamo che per atterrare a London City si bassa ad un'altezza ben inferiore su Buckingham Palace- rileva-. Dio salvi la regina, come si dice, e anche gli abitanti di Carmignano". Nessuna preoccupazione ambientale dovrebbe, inoltre, sussistere per gli abitanti di Prato, il cui sorvolo e' previsto a quota mille metri, che corrisponde piu' o meno all'altezza del monte Morello. Mentre, in atterraggio, "le quote sono leggermente piu' basse, ma il rumore e' maggiore quando gli aerei sono in decollo". Diversamente, quando arrivano, i decibel scendono. Insomma, per Carrai siamo dinanzi a un'opera che non viene concepita e perfezionata contro l'ambiente. Tenerani conferma anche che la pista "sara' monodirezionale. La Via e' positiva per l'utilizzo monodirezionale, non e' mai stato valutato un indirizzo diverso, non saremmo legittimati". Questo giustifica anche il largo ottimismo sul miglioramento delle performance dello scalo, oggi fortemente penalizzato dal vento. "I venti prevalenti su Peretola provengono da Sud e con l'utilizzo quasi monodirezionale, di oggi, la pista condiziona i nostri atterraggi, bastano 10-15 nodi e i velivoli non portano a completamento la manovra". Questi stessi venti, diventeranno laterali una volta che la pista da obliqua rispetto all'autostrada sara' resa parallela. "Gli aerei avranno una capacita' di resistenza intorno ai 25-30 nodi, anche 35. Quante volte possono capitare questi venti, cosi' intensi? Estremamente poche. Cosi', la capacita' di utilizzo tocca quasi il 100%". E sul Fosso reale, uno dei nodi piu' spinosi della gestione delle opere ambientali e idrauliche connesse al bollino posto dal governo Gentiloni sulla Via? La soluzione e' gia' stata individuata. In condizioni di 'magra' passera' con un unico scatolare, tubo, al di sotto dell'autostrada, che non cambiera' la 'livelletta', la pendenza. Invece, in condizioni di 'piena' verra' creato un percorso secondario per ricollegarsi all'attuale canale del Fosso, prima di sottopassare l'autostrada nell'attuale viadotto dell'A11.

"Sono state dette tante cose su Pisa, c'e' chi le chiama balle, chi fake news: continuo a sentire che deve essere Pisa l'aeroporto della Toscana, che deve essere fatta l'alta velocita' da Firenze. Magari con il check in a Santa Maria Novella: vorrebbe dire tornare all'Orient Express, viste le regole attuali sulla sicurezza". Lo afferma il vicepresidente di Toscana Aeroporti e responsabile per i Paesi europei di Corporacion America, Roberto Naldi, nel corso di una conferenza stampa sullo sviluppo degli scali di Pisa e Firenze. La sua battuta irriverente e' una risposta alla storica posizione dei comitati ambientalisti, che ipotizzano di chiudere Peretola, per potenziare al massimo, con connessioni veloci, il Galileo Galilei. "L'alta velocita' non porterebbe molto di piu'. Servirebbe, invece- aggiunge- un treno piu' efficace, con una maggiore cadenza, da unirsi al people mover, che gia' funziona". L'obiettivo del Galileo Galilei e' di arrivare a 7 milioni di passeggeri, "ma questo avverra' con un grandissimo problema: abbiamo 19 piazzole per gli aeromobili, mentre per 7 milioni di passeggeri di solito ce ne vogliono quasi 30". Pisa, d'altro canto, ha un problema oggettivo ad allargarsi. "Non c'e' disponibilita' di spazio- chiarisce a chi vorrebbe chiudere Firenze per puntare tutto sull'altro aeroporto-. Riusciremo ad avere 7 milioni di viaggiatori, ma c'e' un'oggettiva limitazione. Lo sappiamo tutti". I lavori di ingrandimento e trasformazione del terminal partiranno entro la fine dell'anno. Un appalto da 37-38 milioni. La convivenza con la realta' militare, pero', mette un tetto al numero degli slot utilizzabili. "Stiamo raggiungendo un accordo con l'aeronautica- evidenzia- per ottenere altre aree, ma saranno 3-4 postazioni ulteriori, non di piu'". E chi sostiene una cosa diversa, "non ha una preparazione sufficiente o deve dimostrare quel che dice, altrimenti si butta addosso soltanto del fumo". Corporacion, d'altro canto, aveva comprato delle quote prima della societa' che gestiva lo scalo pisano che quello fiorentino. "Abbiamo cercato di capire se fosse possibile farlo crescere da solo- rammenta-, ma abbiamo dovuto optare per il sistema, costruito attorno all'idea di avere due aeroporti specializzati". Vale a dire, Pisa "concentrato sulla dimensione intercontinentale e low cost" e Firenze dedicato ai voli "internazionali". Chi accusa, invece, di voler fare di Peretola uno scalo intercontinentale, "dice delle balle perche', nel caso, ci vorrebbe una pista da 3 mila metri". (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze