Airbnb: un patto europeo in 5 punti per governare il ‘fenomeno'

Firenze è capofila dell’Italia. Il sindaco Nardella: "Uniti si valorizzano gli aspetti positivi e si fronteggiano al meglio gli impatti negativi degli affitti turistici di breve periodo". Le 3 città si danno appuntamento il prossimo novembre allo Sharing Cities Summit di Barcellona


Firenze capofila dell’Italia per far partire un patto di collaborazione a livello europeo per governare il ‘fenomeno Airbnb’ e, in generale, tutti gli affitti turistici di breve periodo per valorizzare gli aspetti positivi e far fronte agli effetti negativi che hanno sulle città: l’intesa è stata raggiunta tra il capoluogo fiorentino e le città di Atene e Barcellona nell'ambito del convegno dal titolo ‘Sharing and Sustainability. Le destinazioni turistiche nell’era della sharing economy’, che si è tenuto oggi nella capitale greca, al Seraphio Sports, Culture and Innovation Center, al quale sono intervenuti i sindaci di Firenze Dario Nardella, di Atene Georgios Kaminis, di Thira (capoluogo di Santorini) Anastasios Nikolaos Zorzos, il vicesindaco di Salonicco con delega allo Sviluppo turistico e alle Relazioni internazionali Spiros Pengas e Alvaro Porro, commissario dell’Economia sociale, dello Sviluppo locale e Consumi di Barcellona.

“La sharing economy applicata al turismo, il ‘fenomeno Airbnb’ e gli affitti turistici di breve periodo sono fenomeni globali e complessi - ha detto il sindaco Dario Nardella -, che possono portare molti benefici alle nostre città a patto che vengano regolati per prevenire e affrontare i possibili effetti negativi. Per questo il turismo degli appartamenti privati deve essere gestito e non subito passivamente e va affrontato insieme perché l’unione fa la forza. È necessario, quindi, che le città europee d’arte e turistiche collaborino per affrontare un fenomeno globale perché solo così possiamo ottenere grandi e insperati risultati. Da soli si perde, insieme si vince”. “È con queste premesse che ho proposto il patto di collaborazione a livello europeo tra le città di Firenze, Atene e Barcellona - ha spiegato il sindaco -. Il nostro obiettivo è anche quello di portare la questione a livello europeo, chiamando in causa Parlamento e Commissione europea, dal momento che la sharing economy e il ‘fenomeno Airbnb’ riguardano settori che in parte riguardano ambiti di competenza comunitaria come la libertà della concorrenza”. “Se le città lavorano insieme - ha continuato il sindaco - si valorizzano gli aspetti positivi e si fronteggiano al meglio gli impatti negativi degli affitti turistici di breve periodo sulla residenza e sulla tutela del patrimonio culturale e del commercio tradizionale”.
Il sindaco Nardella è intervenuto nel panel dal titolo ‘Condividere la crescita: destinazioni, imprese e cittadini’ e ha spiegato come Firenze, seconda città smart d’Italia secondo il rapporto ICity Rate 2018 che registra oltre 10 milioni di presenze turistiche l’anno (dati ufficiali), gestisce i flussi turistici, bilanciando turismo e residenza e combattendo allo stesso tempo l’evasione fiscale. “Il convegno è stata un’ottima opportunità per scambiarci le esperienze reciproche e le buone pratiche - ha affermato Nardella -. Il sindaco di Atene e tutti i partecipanti alla discussione hanno apprezzato il nostro regolamento Unesco per la salvaguardia del commercio tradizionale e l’ordinanza che vieta il consumo di cibo in strada, due misure che tutelano la nostra città e il suo straordinario patrimonio culturale”.
L'alleanza raggiunta nella capitale greca tra le città di Firenze, Atene e Barcellona prevede 5 punti: 1) la condivisione delle best practices delle tre città sul fronte della regolazione degli affitti turistici per elaborare azioni comuni e condivise sul contenimento del fenomeno in particolare nei centri storici; 2) la condivisione di azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale delle città; 3) l’adozione di strategie per aumentare la qualità della domanda e dell’offerta turistica, sia attraverso gli investimenti nelle infrastrutture legate a questo settore, che attraverso l’offerta culturale e la promozione di un turismo sostenibile; 4) promuovere iniziative congiunte presso il Parlamento europeo e la Commissione europea per ottenere un piano a favore delle città europee sulla regolazione del fenomeno degli affitti turistici, anche attraverso provvedimenti normativi, e sull’uso sostenibile delle città d’arte con finanziamenti e supporto operativo alle politiche locali; 5) la promozione di un meeting internazionale tra città turistiche europee e i principali player mondiali della sharing economy, anche con il supporto dell’Unesco, e collegato alla rete delle Sharing Cities che si riunirà a novembre a Barcellona, per attivare azioni concrete a tutela delle città e dei centri storici da una pressione antropica eccessiva a favore di una valorizzazione e protezione delle tradizioni e dei valori culturali identitari.

"Apprezziamo lo scopo del convegno, utile a creare sinergie tra città turistiche e d’arte coinvolte loro malgrado dall’overtourism, l’ipersaturazione turistica che provoca gravi disagi sia ai residenti, sia ai turisti -affermano in un comunicato da Progetto Firenze- Un fenomeno che sta coinvolgendo molte città europee trainato da enormi introiti economici e che, se non arginato in tempo, può avere ricadute pesanti sulla sostenibilità economica e sociale delle città. Firenze è certamente tra le città a serio rischio di overtourism, con 20 milioni di presenze turistiche registrate già nel 2016 dallo studio che il Comune di Firenze ha condotto analizzando i ‘mobile analytics’ insieme a Vodafone. La nostra speranza è riposta nell’alleanza tra città come motore di un veloce cambiamento di passo, anche sul versante normativo. Al sindaco di Firenze chiediamo di far sua, sottoscrivendola, la nostra richiesta al Parlamento italiano per ottenere, senza troppi ritardi, una legge a tutela della città d’arte che dia ai sindaci tutti gli strumenti necessari a frenare il fenomeno della saturazione turistica. Se invece il sindaco Nardella si presenterà al convegno solo per mostrare i lustrini di un’amministrazione che nei confronti di questo fenomeno è stata, per usare un eufemismo, tiepida e timorosa, allora significherà solo che la nostra città è destinata a trasformarsi senza appelli nella capitale del turismo mordi e fuggi. Per arginare il fenomeno del turismo di massa, senza creare gravi disagi alla città e a residenti e lavoratori, servono regole precise, strumenti operativi efficaci, e, soprattutto, occorre dar seguito al principio di responsabilità di chi è chiamato ad amministrare una città globale. Non solo belle parole sulla Smart City".

Redazione Nove da Firenze