La Giustizia amministrativa si difende: pratica a tutela dell'istituzione e dei magistrati

Aeroporto di Firenze, termovalorizzatore e soprattutto zone rosse: il Consiglio di Presidenza approva un documento esprimendo profonda preoccupazione. "Condizionamenti inammissibili, va ripristinato il necessario rispetto". Chiaro il riferimento a Salvini


(DIRE) Firenze, 5 lug. - La giustizia amministrativa si difende dalle critiche contro le pronunce del Tar della Toscana sull'aeroporto di Firenze, le zone rosse e il termovalorizzatore a Sesto Fiorentino. Il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa nel corso del plenum approva una pratica a tutela dell'istituzione giudiziaria e dei magistrati coinvolti. Tre sono i fronti polemici menzionati, ma quello più rovente dal punto di vista politico fa riferimento alla sentenza sulle zone rosse.

All'indomani della pronuncia del Tar sull'ordinanza della prefettura e del tribunale ordinario sulla registrazione all'anagrafe il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aveva stigmatizzato la decisione dei magistrati prefigurando un intervento dell'avvocatura dello Stato per valutare l'opportunità per le toghe in questione di astenersi, avendo espresso in precedenza opinioni politiche in contrasto con l'orientamento del governo sulla sicurezza.

Nella delibera adottata l'organo di autogoverno della giustizia amministrativa, dunque, esprime "profonda preoccupazione per le notizie riportate dalla stampa secondo cui organi istituzionali avrebbero reso noto di voler indagare circa le opinioni e convincimenti personali dei magistrati ordinari ed amministrativi, allo scopo di dimostrarne una ipotetica parzialità".

Se tali notizie fossero confermate, "ne emergerebbero metodi e intenti del tutto inammissibili, rivolti a condizionare indebitamente le decisioni future della magistratura, colpendo le basi stesse dell'ordinamento fondato sul principio di divisione dei poteri". Del resto eventuali obiezioni sulla condotta di un magistrato possono essere manifestate prima del processo o di una sentenza; non dopo.

Un riferimento indiretto, ma chiaro alle esternazioni di Salvini: "Una volta che la decisione è assunta - recita ancora la presa di posizione del consiglio di presidenza -, va respinta senza eccezioni qualsiasi forma di delegittimazione del giudice - persona mediante la strumentalizzazione di opinioni legittimamente espresse nell'ambito di una collaborazione con riviste giuridiche specializzate, attribuendogli un inappropriato ruolo di antagonista politico".

L'esortazione a parti sociali e politiche è a ripristinare il "necessario rispetto". Contestualmente il Consiglio bolla come "ricostruzioni non solo fantasiose, ma palesemente offensive del Tar del Lazio" le affermazioni riportate in un articolo di alcuni giorni fa del Foglio 'Toghe senza controlli'. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze