Gay, lesbiche, transgender ed etero fiorentini chiedono asilo politico alla GB

Questo in conseguenza alla decisione della Camera dei Deputati di martedì di affossare il provvedimento “anti-omofobia” presentato da Paola Concia e dichiararlo incostituzionale con una motivazione.


OMOFOBIA — Cittadini gay, lesbiche, transgender ed eterosessuali fiorentini si riuniranno domani, giovedì 15 ottobre, intorno alle 14:30 in Lungarno Corsini 2, davanti al Consolato Generale di Gran Bretagna a Firenze per chiedere un incontro urgente con il Console David Broomfield e inoltrare una richiesta di asilo politico alla Gran Bretagna.

Questo in conseguenza alla decisione della Camera dei Deputati di martedì di affossare il provvedimento “anti-omofobia” presentato da Paola Concia e dichiararlo incostituzionale con una motivazione gravissima: “l'inserimento tra le aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti l'orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo, eccetera”.

“L’Italia” afferma il comitato spontaneo di cittadine e cittadini che domani scenderà in piazza, “con la decisione vergognosa di ieri ha confermato per l’ennesima volta di essere un Paese incivile, dove ormai la violazione dei diritti fondamentali nei confronti delle minoranze ha assunto livelli spaventosi, che sfociano con la legittimazione della discriminazione e della violenza contro lesbiche, gay, transgender, immigrati e ‘diversi’ in generale”.

A partire dalle 14:30 il gruppo di cittadine e cittadini metterà in atto una performance nonviolenta e chiederà, attraverso la sua rappresentanza a Firenze, alla Gran Bretagna – uno dei Paesi dell’Unione europea che a differenza dell’Italia prevede tutele e parità di diritti per le persone e le coppie lgbt -, di prendere posizione contro le decisioni aberranti e antieuropee del Parlamento italiano.

Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” appoggia l’iniziativa e invita gli altri gruppi e le altre associazioni a fare altrettanto: “Sosterremo ogni cittadino nella battaglia per la difesa della dignità umana e dei diritti fondamentali di tutte e tutti” dichiara l’associazione.

Nel frattempo Arcigay Firenze si sta coordinando con le altre associazioni lgbt del territorio fiorentino e toscano per una grossa mobilitazione unitaria da svolgersi al più presto.

"Ci uniamo anche noi alle proteste che, in tutta Italia, si sono alzate dalle varie associazioni gbtl e dalle realtà sociali che considerano questa non approvazione un brutto colpo per la democrazia e la vita civile" fanno sapere dall'Associazione Italiana Transessuali e Neo Donne.

Redazione Nove da Firenze