Presto un incontro Comune-Ferrovie sui danni agli edifici di via Fanfani

È quanto ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Firenze, Massimo Mattei, rispondendo a una domanda di attualità sul cantiere dell’Alta velocità a Castello presentata dalla capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 ottobre 2009 19:19
Presto un incontro Comune-Ferrovie sui danni agli edifici di via Fanfani

Un incontro con Rfi sui danni lamentati dagli abitanti di alcuni edifici di via Fanfani. È quanto ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Firenze, Massimo Mattei, rispondendo a una domanda di attualità sul cantiere dell’Alta velocità a Castello presentata dalla capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo. “Dopo la pubblicazione sui quotidiani della notizia di danni alle abitazioni causate, secondo i residenti, dai cantieri delle Ferrovie relativi allo scavalco di Castello mi sono recato con i tecnici di Rfi a verificare la situazione.

E in effetti la situazione appare non rosea con crepe sia sulla facciata esterna sia all’interno. La famiglia abita nell’edificio in questione – ha aggiunto l’assessore Mattei – ha anche fatto presente che in un pozzo situato nel giardino l’acqua è diventata più profonda, un cambiamento che, sempre secondo gli abitanti, potrebbe essere causato da danni alla falda a seguito dei lavori. Non so se l’intervento per la realizzazione dello scavalco abbiano realmente provocato i danni citati.

Comunque i proprietari hanno chiesto un incontro con Rfi, Comune e Consiglio di Quartiere 5. Il presidente del quartiere Federico Gianassi convocherà a breve un tavolo tecnico – ha precisato ancora l’assessore Mattei – e ho chiesto che a questo incontro siano invitati anche le famiglie coinvolte perché mi sembra giusto che siano presenti anche i diretti interessati”. L’assessore ha poi risposto ai quesiti posti dalla capogruppo De Zordo nella sua domanda di attualità. In merito ai lavori a Castello, l’assessore ha chiarito che si tratta di un intervento nell’ambito del lotto 1 dell’appalto mentre per quanto riguarda la procedura relativa ai testimoniali di stato, Mattei ha precisato che “da informazioni ricevute da Rfi per gli edifici in questione sono stati eseguiti prima dell'inizio delle lavorazioni di scavo i testimoniali di stato.

Per quanto riguarda le procedure il Comune di Firenze in accordo con gli Ordini Professionali ha stipulato un protocollo di intesa per concertate le modalità di redazione del testimoniale di stato nonché la relativa notula professionale. I testimoniali in parola sono redatti da tecnici incaricati da Rfi tuttavia il privato interessato può partecipare con proprio tecnico di fiducia”. De Zordo chiedeva poi se il Comune avesse predisposto un monitoraggio e un controllo degli effetti dello scavo.

Ebbene l’assessore Mattei ha sottolineato che “la necessità di un monitoraggio degli edifici è emersa in sede di approvazione del progetto esecutivo da parte dello Osservatorio Ambientale e il relativo monitoraggio a cura di Rfi è controllato direttamente dallo Osservatorio Ambientale. Da informazioni reperite da Rfi risulta che negli edifici in parola al momento della redazione del testimoniale di stato (prima dell'inizio effettivo dello scavo) erano presenti fessurazioni le quali sono state oggetto di monitoraggio strutturale attraverso la posa in opera di fessurimetri che ad oggi non rilevano movimenti”.

Per quanto riguarda poi i danni agli edifici lamentati dagli abitanti di via Fanfani, l’assessore Mattei precisa che “nella stessa via ci sono immobili in cui non si registrano lesioni. Per Rfi i danni emersi non sono causati dai lavori, ma da problemi strutturali degli alloggi indipendenti dagli interventi. Comunque faremo verifiche tecniche per valutare l’effettiva causa dalle lesioni”. De Zordo ha poi chiesto cosa intenda fare il Comune per garantire agli abitanti della zona, soprattutto via Fanfani, la sicurezza e integrità delle abitazioni.

L’assessore Mattei ha spiegato che “tutte le letture di monitoraggio strutturale e di livello di falda sono costantemente controllate dall'Osservatorio Ambientale. Se i cittadini segnalano situazioni diverse, saranno fatte le valutazioni del caso”. In merito alle procedure e garanzie per i cittadini sui risarcimenti danni, Mattei ha spiegato che “per gli edifici a rischio sono stati eseguiti i testimoniali di stato e nel caso in cui si verificassero dei danni, il danneggiato può ricorrere al risarcimento del danno secondo le usuali procedure civilistiche”.

Infine sul monitoraggio della falda, l’assessore ha precisato che questo “è stato predisposto da Rfi con l'approvazione da parte dello Osservatorio Ambientale e da questi è continuamente monitorato. Da informazioni assunte da Rfi risulta che ad oggi la variazione del livello di falda è lo stesso rilevato negli anni precedenti. E che le rilevazioni ad oggi non indicano problemi né a livello strutturale né a livello di falda”. (mf) La replica di perUnaltracittà “Ci aspettiamo che l'assessore Mattei verifichi attentamente che Rfi rispetti tutti gli impegni relativi ai lavori fiorentini dell'Alta velocità.

Occorre inoltre che Arpat effettui immediati i dovuti monitoraggi, perché ci siano garanzie per le aree coinvolte”. Lo ha detto la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo, dopo la risposta dell’assessore Massimo Mattei alla sua domanda di attualità. “La risposta dell'assessore ha confermato le nostre preoccupazioni – ha aggiunto De Zordo –: è molto grave che i lavori dello Scavalco abbiano prodotto danni di cui siamo venuti a conoscenza solo per la denuncia degli abitanti coinvolti.

Dove sta il monitoraggio che l'Osservatorio ambientale dovrebbe fare? Inoltre, Rfi pare non rispettare tutte le opere collegate ai lavori Tav, soprattutto quelle per rendere vivibili le zone coinvolte dai cantieri”. “Siamo disponibili a collaborare con l'amministrazione comunale per avviare un percorso serio di verifica e monitoraggio continuo delle aree – ha concluso – , per evitare che gli interessi delle aziende che realizzano le opere scavalchino quelli della collettività”. (edl)

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