Rifiuti sanitari: è possibile abbattere i costi


Firenze– C’è un nuovo dispositivo che permette di sterilizzare i rifiuti ospedalieri considerati infettivi, di ridurne con la triturazione il peso e il volume, in modo da renderli assimilabili ai rifiuti normali e di abbattere drasticamente i costi di smaltimento. La macchina è stata sperimentata con successo all’ospedale di Massa. Lo ha spiegato questa mattina durante un’audizione in commissione Sanità la dottoressa Valentina Molese, direttore sanitario di presidio della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio per la ricerca medica e di sanità pubblica, che ha condotto la sperimentazione. Adesso, è stato l’appello del direttore sanitario, servirebbe una direttiva a livello regionale, un forte input da parte del governo toscano che avrebbe la forza di superare i localismi e gli interessi in gioco e far sì che il sistema possa essere adottato su tutto il territorio. Durante l’audizione sono stati presentati i dati della sperimentazione. All’ospedale di Massa i rifiuti ospedalieri a rischio infezione vengono smaltiti da una ditta a 1,35 euro al chilo. Considerando che l’ospedale ne produce 98.000 chili all’anno, la spesa annua è di 132.000 euro. Il macchinario, una sorta di sterilizzatore e trituratore, ha permesso di rendere i rifiuti non pericolosi, di ridurne il peso del 30% e il volume del 60-70%. Questo ha consentito lo smaltimento di questi rifiuti a un costo di 34.000 euro all’anno. Il risparmio è evidente e, come ha spiegato Valentina Molese, “dato che il costo del dispositivo di sterilizzazione, manutenzione compresa, è di circa 200 mila euro, abbiamo calcolato che esso sarebbe ammortizzabile in 9-10 anni investendo il 70% del margine di risparmio, e comunque rimarrebbe altro risparmio da investire”.
Al vantaggio sul piano economico si somma ovviamente quello sul piano ambientale, perchè questi rifiuti non trattati, molto umidi, vanno inceneriti e provocano l’emissione di fumi inquinanti. Il presidente della commissione Sanità Fabio Roggiolani si è detto, alla fine dell’audizione, entusiasta dell’esito della sperimentazione. “Si tratta di una vera svolta che attendevamo da tempo – ha detto -. Questo sistema permette di abbattere l’inquinamento ambientale provocato dai fumi bianchi di incenerimento e di realizzare al contempo un rilevantissimo risparmio economico: da un primo calcolo, in Toscana si potrebbero risparmiare 8 milioni di euro all’anno. Occorre adesso che arrivino direttive precise e puntuali per adottare il sistema a livello regionale”.
(cem)

Redazione Nove da Firenze