Sicurezza: in attesa del decreto un segno di amicizia a Sesto

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 novembre 2007 19:43
Sicurezza: in attesa del decreto un segno di amicizia a Sesto

Nei prossimi giorni arriverà alla Camera, il decreto legge che dispone le misure per l’allontanamento di cittadini stranieri, anche dell’Unione Europea, dal territorio nazionale quando tale presenza contrasti con esigenze imperative di pubblica sicurezza. Quella presa dal governo è come ha scritto Miriam Mafai su Repubblica “una decisione drammatica” ma che trova piena giustificazione nell’aggravarsi degli episodi di criminalità che lacerano il nostro tessuto sociale. Purtroppo i dati parlano di un aumento dei reati e che gli stessi vengono commessi in prevalenza da cittadini che provengono dai paesi dell’est, in particolare dalla Romania.

Per garantire la sicurezza dei cittadini – soprattutto dei più deboli che dovrebbero stare di più a cuore alla sinistra – per sostenere le politiche di integrazione, per prevenire e reprimere con durezza ogni forma di razzismo e xenofobia occorre dare strumenti alle forze dell’ordine ed alle autorità che lavorano per la sicurezza nelle città, a partire dai sindaci.
Un segno d’amicizia e solidarietà contro tutti gli episodi d’intolleranza e razzismo, ma anche una richiesta d’aiuto per respingere chi approfitta dell’ospitalità per delinquere.

È questo il significato della lettera che il sindaco Gianni Gianassi ha inviato ai 558 cittadini rumeni attualmente residenti a Sesto Fiorentino per ribadire, “in un momento difficile dei rapporti tra italiani e rumeni”, che “siamo ben capaci di distinguere, tra i rumeni come tra tutti gli altri cittadini, coloro che lavorano, educano i propri figli al rispetto delle regole e contribuiscono alla crescita della comunità”. “Carissimi concittadini – si legge nel testo tradotto anche in lingua rumena - mi rivolgo a voi, che provenite da una nazione amica e da poco entrata a far parte dell’Unione Europea, perché tante polemiche e preoccupazioni in questi giorni hanno attraversato il nostro paese a proposito dell’arrivo e della permanenza in Italia di cittadini rumeni”.

Il razzismo – prosegue Gianassi - appartiene a un periodo buio della storia d’Italia e noi metteremo tutto il nostro impegno perché esso non si torni a manifestarsi ancora una volta. La lettera si conclude con una richiesta esplicita ai rumeni, come a tutti gli altri cittadini sestesi, affinché aiutino la comunità “a respingere quanti pensano di approfittare della nostra ospitalità per scopi delinquenziali. Per costoro, indipendentemente dalla nazionalità, ci sarà solo il rigore della legge”.

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