Crisi economica: nessuna provincia si salva
Val di Bisenzio: tessile in picchiata nel 2005
Sabato in piazza con i precari per rivendicare il diritto ad un lavoro dignitoso

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 febbraio 2006 15:21
Crisi economica: nessuna provincia si salva<BR>Val di Bisenzio: tessile in picchiata nel 2005<BR>Sabato in piazza con i precari per rivendicare il diritto ad un lavoro dignitoso

Manifestazione Precaria indetta dal Coordinamento Fiorentino Lavoratori Precari per sabato 25 febbraio, con ritrovo alle ore 9.30 in piazza San Marco a Firenze. Obiettivo dei lavoratori privi di contratti giusti e dignitosi è opporsi alla politica di Comune, Provincia, Regione, Università, Associazioni Imprenditoriali, Industriali e Cooperative che utilizzano i precari per abbattere il costo del lavoro.

Mobilità per 20 persone della ditta Gallotti di Montelupo Fiorentino, storica azienda di confezioni dell’Empolese, alla luce della volontà da parte della proprietà di delocalizzare la produzione.



Si conclude assai dolorosamente la crisi della Mabro, una delle aziende più prestigiose della Maremma. Gli attuali 330 posti di lavoro ( più o meno la metà di quanti la ditta grossetana ne contava nel 1997) vacillano. A pagare le spese del salvataggio del marchio, così si definisce l’operazione, saranno infatti circa 80 lavoratori: un taglio pesante che coinvolgerà tutti i settori dell’azienda, a partire dalla linea produttiva.

Preoccupati anche gli imprenditori tessili, ieri sera riuniti in un'assemblea pubblica a Vaiano (PO).


La Giunta di Confartigianato Imprese Prato ha voluto incontrare, nei locali della sala polivalente di Vaiano (in tutto erano circa una cinquantina gli imprenditori), per fare il punto della situazione sulla crisi economica dell’area, suggerendo agli artigiani alcune indicazioni strategiche per cercare di affrontarla al meglio.
Una crisi che, da queste parti, nel 2005 ha significato una perdita graduale di aziende del settore tessile. Secondo i dati forniti da Confartigianato Imprese Prato, infatti, i numeri delle cessazioni di imprese (una decina in tutto, di cui 7 nel settore tessile) superano quelli dei nuovi iscritti (soltanto 6 in tutto il 2005) e tra queste, in particolare, non è da segnalare nessuna azienda del comparto tessile.

Ma se il 2005 è andato male, il 2004 era andato ancora peggio con 17 cessazioni di attività (di cui 8 nel settore tessile e 4 nell’edilizia) e 10 nuove imprese iscritte all’anagrafe di Confartigianato.
“Il vero problema – ha ammonito il presidente di Confartigianato, Stefano Acerbi, agli imprenditori - è la carenza delle nostre imprese sull’ultimo miglio della filiera, vale a dire nella fase finale della distribuzione: continuiamo a fare un buon prodotto, è vero, ma alla fine a beneficiare della nostra capacità imprenditoriale e del patrimonio produttivo sono i paesi che hanno il monopolio della grande distribuzione come la Francia, l’Inghilterra e la Germania.

Di qui la necessità di creare le giuste condizioni, per permettere alle nostre imprese di andare sui mercati: Confartigianato, a questo proposito, sta collaborando con l’Università per promuovere nuovi progetti legati all’internazionalizzazione, innovazione tecnologica e ricerca delle imprese stesse”.
Ma il destino dell’economia dell’area è legato anche alla realizzazione di infrastrutture adeguate per sostenerla. E molto dipenderà anche dal futuro della strada provinciale 325 che collega i comuni della Vallata: “un’occasione di sviluppo”, come l’ha definito il sindaco di Vaiano, Annalisa Marchi, che ieri sera ha portato i saluti agli artigiani.

“La messa in sicurezza di un’arteria così vitale per i collegamenti con il capoluogo – la spiegato il sindaco - è un’opera indispensabile: il Comune cercherà di fare il possibile, attraverso anche un dialogo puntuale e costante con la ditta aggiudicatrice dell’appalto, per limitare le ripercussioni sulla viabilità e i flussi di traffico pesante. L’importante, comunque, è potersi confrontare su questi problemi con le categorie economiche, organizzandosi preventivamente prima che parta la macchina dei lavori”.


Un altro capitolo “amaro” per le imprese è quello legato ai costi per lo smaltimento dei rifiuti, proprio in vista del passaggio da Tarsu a Tia anche nel Comune di Vaiano: a questo proposito, il primo cittadino ha ricordato i possibili “alleggerimenti" derivanti per le imprese, dalla sperimentazione delle “isole ecologiche” con la possibilità, per le aziende stesse, di accedere a un nuovo servizio di raccolta differenziata degli scarti di lavorazione.
Più scettica la posizione degli artigiani: è stato Lido Lascialfari, membro di Giunta di Confartigianato e rappresentante territoriale di Cantagallo, a lanciare un appello agli amministratori locali, perché non si appesantisca ulteriormente il carico fiscale sulle imprese.

“Evidentemente - fa notare Lascialfari – la forbice tra l’aumento delle spese a carico delle aziende, da una parte, e la riduzione dei compensi di lavorazione, dall’altra, tende ad allargarsi sempre di più con il rischio di determinare ancora dismissioni produttive, come dimostra il calo numerico delle imprese in questi ultimi due anni. E parlando di tessile, vorrei ricordare che l’associazione è disponibile a supportare progetti che vanno al di là dei settori tradizionali, ma questo non significa che il tessile nella nostra zona è morto”.

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