Oltrarno: l'eleganza della nuova Osteria Belguardo

Dal rito calmo dell'aperitivo ai piatti iconici della tradizione maremmana

Nicola
Nicola Novelli
13 Maggio 2026 07:01
Oltrarno: l'eleganza della nuova Osteria Belguardo

Sui lungarni fiorentini, il tramonto è solo un evento materico. La luce dorata scivola sulle facciate monumentali per poi accendersi nel riverbero dell’Arno, proprio davanti al profilo del nobile Palazzo Corsini. È in questo scenario cinematografico che si svela la nuova anima dell’Osteria Belguardo: non soltanto una meta gastronomica, ma un "salotto urbano" sussurrato, dove l’eleganza rifugge l’ostentazione per abbracciare un lusso fatto di autenticità e pause tranquille. In una città che rischia di restare prigioniera della bellezza da cartolina, come si fa a vivere Firenze in modo autentico? La risposta è nel ritmo lento di Piazza Degli Scarlatti, dove la storia vinicola della famiglia Mazzei incontra una contemporaneità vibrante e cosmopolita.

La metamorfosi di Belguardo parte dal bancone, trasformando il locale in una destinazione "all-day" che scandisce il tempo dall'aperitivo al dopocena. Al centro della scena troviamo la gestualità esperta di Alessia Di Bartolomeo, barwoman che ha saputo infondere alla mixology una cifra stilistica colta e territoriale. Qui, il drink non è un accessorio, ma un racconto liquido che celebra il legame ancestrale con la proprietà.

Il vertice di questa evoluzione è il signature cocktail "La Marchesa", un gioco di specchi e rimandi storici:

  • L'Omaggio al Conte: Il nome declina al femminile il titolo di Camillo Negroni, inventore del cocktail fiorentino per eccellenza.
  • Il Tributo ai Mazzei: Un riconoscimento ai padroni di casa che da secoli firmano l'eccellenza toscana.
  • L'Essenza Botanica: Una base di Gin e liquore di genziana, elevata da un vermouth al profumo di Iris, fiore simbolo della città (il Giglio) che radica il sorso nel terroir locale.

Approfondimenti

«Belguardo racconta la Toscana - con uno sguardo alla Maremma - attraverso una cucina sincera, diretta e territoriale. Con il restyling appena concluso, l’osteria è stata affiancata da un’accogliente area wine & cocktail bar al banco, per un'esperienza godibile in ogni momento di fine giornata: dall'aperitivo alla cena, fino al dopocena.» spiega Lapo Mazzei.

C’è un filo invisibile che unisce la raffinatezza fiorentina al cuore selvaggio della costa meridionale. Sotto la guida dello chef Luis Corces, l’Osteria diventa l’ambasciata urbana della tenuta Belguardo. La sua filosofia è un inno alla "memoria e materia prima": un approccio che rifugge le sofisticazioni inutili per riscoprire una cucina di sostanza, dove il rigore tecnico è al servizio del sapore.

Questa continuità tra terra e tavola è suggellata dai vini di famiglia. I Mazzei, custodi dal 1435 del Castello di Fonterutoli nel Chianti Classico, portano in dote una selezione che attraversa i territori più vocati:

  • Castello di Fonterutoli: La nobiltà del Sangiovese.
  • Belguardo: L'intensità della Maremma Toscana.
  • Zisola: Il calore e la sapidità della Sicilia.

Il restyling architettonico ha rimosso ogni barriera tra interno ed esterno, creando uno spazio che respira all'unisono con la città. La collaborazione con Serre Torrigiani ha trasformato il locale in un microcosmo vegetale: il verde non è decoro, ma un elemento vivo, con piante e centrotavola che mutano seguendo il ciclo naturale delle stagioni.

L'estetica è luminosa e ricca di simboli. Sulle pareti dai toni chiari si snoda un racconto visivo dedicato ai butteri, icone della terra maremmana. Questi richiami rappresentano il "visual thread" che ricorda all'ospite come, pur trovandosi a pochi passi da Ponte Vecchio, il cuore del progetto batta tra i pascoli e le vigne della costa.

La carta firmata da Corces è un viaggio nella Toscana autentica. Tre piatti, in particolare, incarnano questa nuova visione:

  • La Salvia Fritta: Non chiamatelo antipasto. Per i Mazzei è un simbolo di ospitalità familiare, un gesto di benvenuto che nella sua croccantezza dorata racchiude l'essenza della semplicità aristocratica.
  • Agretti con Uova e Bottarga: Un piatto che gioca sul contrasto e sul mistero. La sapidità marina della bottarga incontra la mineralità terrosa degli agretti, rivelando la propria complessità solo all'assaggio.
  • Tagliatelle alla Buttera: Un omaggio robusto e sincero alla Maremma, una pietanza che porta in tavola la forza di un territorio indomito.

L’indirizzo di Piazza Degli Scarlatti è una scelta di campo: trovarsi in Oltrarno significa scegliere un lato vero della città, meno battuto anche dai fiorentini. Il vero lusso qui è la lentezza, specialmente durante il weekend, quando l'Osteria apre per il pranzo trasformandosi nel luogo ideale per un rito domenicale che profuma di casa e di fiume.

Il banco invece rimane l'anima libera del locale, aperta tutto il giorno per chi desidera fermarsi anche solo per un calice o un crostone condiviso.

GiornoPranzo (Lunch)Aperitivo/Banco (Counter)Cena (Dinner)
Lunedì - VenerdìChiuso18:00 - 23:0018:30 - 22:30
Sabato12:30 - 14:3018:00 - 23:0018:30 - 22:30
Domenica12:30 - 14:3018:00 - 23:0012:30 - 14:30*
*Il servizio domenicale si concentra sul rituale del pranzo prolungato.

Osteria Belguardo è un ponte tra un passato leggendario — quello di una famiglia attiva nel vino dal 1435 — e una Firenze che guarda al futuro con occhi internazionali. In un’epoca di lusso standardizzato, l'sclusività risiede nel ritrovare gesti familiari in contesti di estrema cura. Forse il lusso moderno non è altro che questo: conoscere il nome della barwoman, l'origine di una foglia di salvia e potersi permettere il privilegio di guardare l’Arno scorrere, senza fretta, con un calice che sa di storia.

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