Bosi (FI): «Il Comune ostacola la privatizzazione della "Società aeroporto toscano Galileo Galilei"»

Redazione Nove da Firenze
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04 gennaio 2006 19:56
Bosi (FI): «Il Comune ostacola la privatizzazione della


del consigliere di Forza Italia Enrico Bosi
fare riferimento all'esito di una mia interrogazione volta a conoscere le intenzioni del Comune di Firenze in merito al mantenimento o alla vendita della quota dell'0,87% detenuta in SAT S.p.A., sottolineavo come la Giunta non avesse proceduto, come in altri casi, ad informare il Consiglio sui suoi propositi, pur considerata la modesta entità della quota. Concludevo il mio comunicato giudicando condivisibile la scelta dell'Amministrazione fiorentina di non vendere la quota.

Ma quanto emerge dalle poche informazioni contenute nella risposta dell'Assessore competente pare non illustrare appieno la realtà dei fatti concernenti l'offerta pubblica di vendita del 54,14% delle azioni pubbliche (per legge quelle con diritto di voto) di SAT S.p.A.; azioni pubbliche che rappresentano il 56,46% del capitale sociale. Quello che non si afferma nella risposta dell'Assessore competente, pur giustificabile dalla logica della riservatezza di eventuali accordi interni fra i soci, è che il collocamento sul mercato del 54,14% dell'azionariato pubblico di SAT S.p.A., sotto la regia dell'advisor Caboto, avverrà (entro maggio) per la maggior parte, tramite sottoscrizione e per un'altra quota, attraverso la vendita delle azioni di alcuni soci di minoranza, con ogni probabilità quelli al di sotto dell'1%, come appunto il Comune di Firenze.

Voglio ricordare che figurano tra i soci pubblici al di sotto dell'1% le Province di Arezzo, Grosseto, Massa e Siena e tutti i comuni toscani capoluogo (ad eccezione di Pisa): un totale di 14 soci che detengono appena il 6,4% del capitale sociale. Il piano di privatizzazione va dunque anche nell'ottica di ridurre il numero dei soci per favorire un riallineamento azionario più consono alla futura quotazione in borsa di SAT S.p.A. La decisione del Comune di Firenze di non cedere il proprio 0,87% costituisce dunque in realtà un ostacolo ad un processo che porterà SAT S.p.A.

alla quotazione in borsa ed alla realizzazione di un piano complessivo di rafforzamento e sviluppo. Così il Comune di Firenze, dopo avere più volte invocato e conclamato strategie sinergiche tra lo scalo di Peretola e quello di Pisa, solo per coprire, in realtà, il mancato potenziamento dello scalo fiorentino, decide di boicottare Pisa, rifiutandosi di aderire all'OPV per una quota tutto sommato insignificante e senza prospettive di incremento. Sono di oggi le dichiarazioni rilasciate ad un quotidiano dal Presidente di AdF Legnaioli, che paventa, a seguito dei tre mesi di chiusura del Vespucci per i lavori alla pista, l'abbandono dello scalo da parte delle compagnie aeree alla sua riapertura.

L'appello contenuto in queste dichiarazioni è estremamente serio: c'è infatti il rischio che lo scalo di Peretola subisca forti ridimensionamenti al volume complessivo del traffico con gravi ripercussioni economiche: La notizia della chiusura dello scalo è di qualche settimana fa, ma i nostri amministratori hanno ancora una volta seguito la via del silenzio, come se la cosa fosse per loro indifferente. Non si riesce proprio a capire cosa vogliano gli amministratori di Palazzo Vecchio, che, navigano alla cieca ed errano senza meta, proprio come gli aerei che in certe giornate d'inverno tentano inutilmente di decollare o atterrare nell'aeroporto di Peretola.

L'unica cosa certa e visibile a tutti è che l'amministrazione fiorentina, brilla ancora una volta per mancanza di idee e progetti, annichilendo tutte le prospettive di sviluppo economico della nostra regione e della nostra città.

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