Stazioni radio base: a Firenze un protocollo che regola impianti, autorizzazioni, monitoraggi


Un dettagliato protocollo d'intesa per regolamentare punto per punto l'installazione, la modifica, il monitoraggio, il controllo e la razionalizzazione degli impianti di stazione radio base della telefonia mobile. Non solo : i cittadini potranno partecipare attivamente con osservazioni e con la loro presenza alle riunioni tecniche del Nucleo di valutazione che approverà i singoli progetti. E poi criteri localizzativi e procedure di autorizzazione precise e soprattutto concordate. L'accordo sugli impianti di stazione radio base è stato siglato nei giorni scorsi in Palazzo Vecchio dall'assessore all'ambiente Claudio Del Lungo e dai gestori delle stazioni di telefonia Tim, H3G e Wind (Vodafone ha chiesto ancora 24 ore di tempo di riflessione) che hanno messo nero su bianco le procedure da seguire per l'installazione delle antenne. Da ora in poi i gestori concerteranno con il Comune i programmi di sviluppo della rete, presentando ognuno al Comune un programma annuale delle installazioni fisse da realizzare negli anni successivi. In questo modo potrà essere garantito un migliore inserimento degli impianti in modo da limitare il più possibile l'impatto delle stazioni radio base, utilizzando sempre di più le soluzioni tecnologicamente più avanzate. Attraverso il protocollo i gestori si impegnano ad installare nei siti e nelle aree come gli impianti sportivi, le stazioni ferroviarie, le aree espositive, aeroporto, i centri commerciali, impianti a microcelle in modo da garantire la copertura indoor.
Novità anche per quanto riguarda il rilascio delle autorizzazioni. Da ora entrerà in funzione una Procedura Unica Integrata e viene istituito il Nucleo Tecnico di Valutazione in cui entrano a far parte, oltre che rappresentanti del Comune, anche la Asl, l'Arpat, un rappresentante della soprintendenza a beni storico artistici e ambientali, oltre a l gestore interessato e al rappresentante del coordinamento dei comitati dei cittadini. In base al protocollo Comune e gestori si impegnano ad individuare gli impianti esistenti più impattanti dal punto di vista urbanistico che necessitano di essere riqualificati e a provvedere alla loro sostituzione con impianti più compatibili senza che però venga compromesso il livello e la qualità di copertura del servizio. Si introduce per la prima volta la possibilità di mimetizzare le antenne con i finti comignoli, abbaini, ecc... Dovrà essere limitata la visibilità di conchiglie, filamenti e cavi e dove possibile le strutture di terra dei nuovi impianti, saranno realizzate sotto il livello del suolo. Il Comune da parte sua fornirà le informazioni necessarie alla realizzazione del programma annuale di sviluppo, rilasciare le autorizzazioni per l'installazione degli impianti. Il protocollo definisce anche l'attività di controllo che verrà ulteriormente regolata da uno specifico accordo che il Comune sottoscriverà a breve con l'Arpat in modo da garantire una vigilanza e un monitoraggio continui sui livelli di emissione degli impianti.

Redazione Nove da Firenze