Mercoledì 29 dicembre debutta, al Teatro Verdi di Firenze, la commedia musicale Rugantino di Garinei e Giovannini, scritta con Festa Campanile e Franciosa, musiche di Armando Trovajoli

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 dicembre 2004 15:36
Mercoledì 29 dicembre debutta, al Teatro Verdi di Firenze, la commedia musicale <I>Rugantino</I> di Garinei e Giovannini, scritta con Festa Campanile e Franciosa, musiche di Armando Trovajoli

Torna in scena Rugantino, la commedia musicale italiana più popolare e più amata. A quarantadue anni dalla “nascita” ed edizione dopo edizione la storia del “paino” più famoso di Roma mantiene inalterato il suo fascino, la sua comicità, le sue emozioni.
Rugantino, scritta da Garinei e Giovannini con la collaborazione di Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile e musicata dal M° Armando Trovajoli, è uno spettacolo che si può definire “sempreverde”
Infatti, rappresentato per la prima volta nel 1963, è stato sempre recepito dagli spettatori come una grande novità.

E questo grazie alla validità spettacolare non legata ad una moda o a un gusto: ha una sostanza poetica e uno spessore storico che non possono non fare presa su tutti.
Un elemento che garantisce a Rugantino la durata del suo successo è la felicità musicale delle canzoni di Armando Trovajoli che sono da sempre rimaste nell'orecchio della gente come dei classici popolari; basti pensare alla famosa "Roma nun fa la stupida stasera", a “Ciumachella” o “Tirollallero”. Altro elemento di sicuro fascino sono le scene – e i costumi – ideati da un indiscusso maestro: Giulio Coltellacci.

Ancora oggi capaci di strappare applausi a scena aperta. Da non trascurare poi le coreografie di Gino Landi, che ricreano perfettamente il sapore delle feste popolari di un tempo.
Rugantino è un personaggio indistruttibile nella galleria delle maschere romanesche: arrogante e sentimentale, millantatore e pauroso, spaccatutto e prendibotte.
Intorno a Rugantino ruotano altre figure che allo stesso modo impersonano i vari caratteri caratteristici della commedia popolare: Mastro Titta oste e boia, bonario e umano nonostante la sua professione; il bullo Gnecco; l'audace Rosetta; il prepotente Don Nicolò, cha rappresenta l'aristocrazia nera; la semplice e furba Eusebia.
Per questa edizione il cast vede nel ruolo del titolo Michele La Ginestra, che già fu Rugantino nell’ultima, fortunatissima, ripresa del 2001 al teatro Sistina.

Il pubblico italiano sicuramente lo ricorderà per le sue partecipazioni a trasmissioni e fiction come I Fatti Vostri, Beato tra le donne, Villa Ada, Solletico, Premio Mario Riva o nella commedia musicale I Figli della Lupa accanto a Valeria Morioni. Ad interpretare il ruolo di Rosetta sarà Fiorella Rubino, attrice versatile che vanta un ampio curriculum dal classico alla commedia brillante. Ha lavorato con Giorgio Albertazzi,Gigi Proietti Pasquale Squitieri, Pierfrancesco Pingitore, Gabriele Ferzetti, Giuseppe Pambieri, Paola Pitagora, Claudia Cardinale, Glauco Mauri, Flavio Bucci e Franco Interlenghi.

I suoi ultimi due spettacoli sono stati una apprezzatissima “Bugiarda” con Rossella Falk e il “Riccardo III” con Enrico Montesano.
Dell’edizione 2001 troviamo ancora Maurizio Mattioli, un insuperabile Mastro Titta boia dal cuore d’oro. Mattioli è sicuramente uno dei volti noti dello spettacolo italiano. Conosciuto per le sue apparizioni televisive in trasmissioni quali Creme Caramel", "Saluti e baci", "Bucce di banana", "Champagne" e "Rose rosse", "La sai l'ultima" e "Sotto a chi tocca o in fiction come Anni 50 o Villa Ada.

AL cinema ha partecipato a film come In barca a vela contromano o il recentissimo Il tramite di Stefano Reali. In teatro con Garinei e Giovannini ha interpretato Un Paio d’ali, Rugantino, I Figli della Lupa. Sempre della passata edizione troviamo Cesare Gelli, l’arcigno Principe Paritelli. Accanto a loro veste i panni della furba ma tenera Eusebia Edy Angelillo, attrice apprezzatissima dal pubblico italiano sia per le sua partecipazioni a musical come Cantando sotto la pioggia, La piccola bottega degli orrori sia per le sue numerose apparizioni nelle fiction televisive delle ultime stagioni quali Un medico in famiglia ecc...
Accanto a loro un cast di 10 attori e di 16 tra solisti e soliste.

La storia di Rugantino, della sua vita sbruffona e del suo riscatto sul patibolo è nota, eccola quidi seguito brevemente riassunta:
Roma 1830.

Rugantino, un paino povero, sbruffone , indolente e un po’ vigliacco vive per divertirsi, tra mille scherzi ai danni degli altri e truffe per tirare avanti. E all’inizio della storia, infatti, lo troviamo alla berlina, punito per l’ennesima truffa. Mentre sconta la sua punizione, schernito dagli amici, viene confortato da Rosetta, donna procace e bellissima sposata infelicemente con Gnecco, marito gelosissimo. Rugantino, spavaldamente scommette con i suoi amici che riuscirà a conquistarla in pochi giorni, entro la data della festa dei “Lanternoni”, pena tre chilometri con i piedi nel sacco.
Contemporaneamente, Rugantino deve anche interessarsi della sistemazione di Eusebia.

Una sua ex amante che è rimasta all’improvviso sprovvista del suo vecchio “protettore”. Trovare un altro uomo per Eusebia, che possa ad ogni evenienza tornare utile anche a lui, per Rugantino è un gioco da ragazzi: Mastro Titta - oste e boia, abbandonato dalla moglie, e rimasto solo con il figlio Bojetto, un ragazzo brutto e petulante innamorato del lavoro del padre - , è la vittima ideale del nuovo raggiro di Rugantino.
Presenta Eusebia a Mastro Titta come se fosse la sorella e nasconde a Eusebia il lavoro di Mastro Titta.

E in tal modo riesce a far sì che Mastro Titta accetti Eusebia come sua nuova compagna.
Rugantino intanto - approfittando della fuga di Gnecco da Roma, perché ricercato per omicidio - continua la sua corte a Rosetta fino a strappargli un appuntamento a Campo Vaccino, dove i due passano una romantica serata e finiscono per innamorarsi. Rugantino, colpito al cuore, nasconde ai suoi amici la conquista preferendo pagare la scommessa.
L’ultima sera di carnevale Gnecco, improvvisamente rientrato a Roma, viene ucciso.

L’assassinio viene scoperto proprio da Rugantino che decide di autoaccusarsi pur di sembrare - da sbruffone qual’è - un uomo vero agli occhi di Rosetta e della gente che lo ha sempre considerato una nullità.
All’arrivo delle guardie Rugantino fugge e si nasconde, aiutato da Eusebia, nella cantina dell’ignaro Mastro Titta. Ma un contrattempo e l’arrivo del Cardinal Vicario lo fanno scoprire.
Finito in carcere Rugantino confessa a Mastro Titta di essere innocente ma ancora una volta, all’arrivo di Rosetta che gli giura amore eterno, preferisce riscattare la sua vigliaccheria e affrontare il patibolo.
E’ l’alba, e in una Roma tinta di rosso e di azzurro Rugantino va incontro al suo destino.

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