FIRENZE- Su Facebook si è aperto un acceso dibattito dopo la pubblicazione da parte di Nove da Firenze delle immagini di cantiere del ponte in costruzione tra tra Gavinana, il Viale Europa e i viali di circonvallazione. Molti lettori si domandano il perché delle spiccata inclinazione del ponte che, pur presentando corsie ciclo-pedonali, proporrà una gran-premio della montagna a chi si troverà a percorrerlo senza il supporto di un motore.
In realtà l'inclinazione del ponte nelle immagini che abbiamo proposto ai nostri lettori evidenza il dislivello reale tra le due sponde dell'Arno, pur essendo in area urbana. Firenze infatti non è stata costruita davvero su una superficie piatta: anche se non è facile accorgersene, la struttura urbana rende poco visibili dislivelli anche di diversi metri tra un quartiere e l'altro. A questa caratteristica infatti sono dovuti gli effetti differenti della tracimazione del fiume nel novembre 1966 a seconda delle zone urbane che furono allagate.
Certo il nuovo ponte intitolato alle sorelline Nencioni ricorderà molto gli antichi ponti a "schiena d'asino", che venivano realizzati con questa inclinazione per motivi strutturali e idraulici fondamentali, sfruttando la geometria ad arco per scaricare il peso e proteggere l'opera. L'arcata a tutto sesto garantiva infatti il passaggio di una grande quantità d'acqua e, soprattutto, permetteva il deflusso sicuro di rami, tronchi e detriti durante le piene del fiume senza ostruire il passaggio o danneggiare il ponte.
In effetti anche il ponte della tramvia al parco delle Cascine presenta una inclinazione pronunciata rispetto ad un altro ponte moderno come il ponte Vespucci, che infatti viene considerato l'opera più a rischio in caso di piena dell'Arno.