Luci e ombre nel primo anno di Publiacqua

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 dicembre 2004 19:38
Luci e ombre nel primo anno di Publiacqua

E’ il più popoloso della Toscana (interessa le province di Firenze, Prato, Pistoia ed Arezzo) con 50 comuni ed oltre 1.200.000 cittadini residenti: è questo il quadro di riferimento dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) Medio Valdarno nel quale opera da più di due anni Publiacqua SpA, gestore unico dei servizi idrici di acquedotto, fognatura e depurazione, il cosiddetto Servizio Idrico Integrato. Quella che segue la relazione presentata nella conferenza stampa dell'Aato 3 svoltasi, questa mattina a Firenze.

La nuova organizzazione del servizio prevede due soggetti, l’Autorità di Ambito e Publiacqua appunto.

Alla prima spetta il compito di determinare e controllare l’applicazione delle tariffe, la tutela dell’utenza e il rispetto del contratto di servizio (Convenzione di Affidamento) sottoscritto con il gestore. A Publiacqua spetta invece il compito di realizzare gli investimenti, organizzare il servizio e riscuotere le tariffe.
Il rapporto fra i due soggetti, come anticipato, è disciplinato da un contratto nel quale sono stabiliti i livelli di qualità del servizio, gli investimenti e le tariffe.

Nel contratto sono altresì stabilite alcune garanzie in merito ai flussi finanziari assicurati al gestore, gli obblighi di trasferimento delle informazioni tra Publiacqua e Autorità di Ambito e le penalizzazioni per il mancato raggiungimento dei livelli di qualità. Tali penalità si esplicano, in taluni casi, in rimborsi automatici all’utenza mentre per altri in una riduzione delle variazioni tariffarie previste.
Il processo di costituzione della nuova struttura industriale è iniziato anni addietro (la Toscana è stata la prima regione italiana, nel 1995, a legiferare in materia) ma dal 2001 l’attività è entrata nel vivo: il 29 novembre 2001 l’Autorità di Ambito ha approvato la delibera con la quale è stata affidata alla società Publiacqua la gestione del servizio idrico integrato e il successivo 20 dicembre è stato sottoscritto il contratto tra il Presidente dell’Autorità di Ambito e il Presidente di Publiacqua.
4. IL QUADRO DI RIFERIMENTO
Il primo rapporto che presentiamo sull’attività di controllo e vigilanza della gestione del servizio idrico integrato è relativo al 2002.

Questo per le difficoltà con cui Publiacqua ha provveduto a trasmettere le informazioni, difficoltà che hanno consentito a questa Autorità di avviare le proprie valutazioni a partire dalla fine dell’anno 2003, poi protratte nei primi mesi di questo anno. L’approvazione del rapporto nell’Assemblea dell’Autorità di Ambito è avvenuta nel mese di luglio.
Il primo anno di gestione si caratterizza per l’enorme sforzo organizzativo necessario ad accorpare in un’unica azienda, Publiacqua appunto, tutte le funzioni precedentemente svolte da più di trenta gestori presenti nell’ATO Medio Valdarno.

Il trasferimento delle “conoscenze” sulle caratteristiche del servizio, dalla ubicazione delle infrastrutture all’anagrafica degli utenti, ha contraddistinto il primo anno di attività consentendo alla fine di armonizzare tutte le informazioni preesistenti.
5. LA GESTIONE
Sui dati relativi all’anno 2002, che riguardano vari aspetti dell’attività di gestione, l’Autorità di Ambito ha avviato le prime analisi e verifiche: sono però incomplete perché al momento della chiusura del rapporto (maggio 2004) non erano definitive le informazioni trasmesse da Publiacqua.

Questo ritardo e l’incompletezza dei dati trasmessi non ha consentito di effettuare un’analisi dettagliata sulla verifica dell’applicazione dell’articolazione tariffaria, sullo stato dei livelli organizzativi e di quelli tecnici. Il documento è invece caratterizzato da un’approfondita valutazione degli aspetti economici, patrimoniali e finanziari.
Riguardo ai dati di fatturato risulta che, relativamente ai consumi del 2002, Publiacqua ha distribuito quasi 83 milioni di m3 ottenendo ricavi per circa 92 milioni di euro.
In merito alle caratteristiche tecniche del sistema gestito, è emerso che Publiacqua si è concentrata sul censimento delle opere, in termini di individuazione tipologica e geografica delle stesse, mentre non ha avuto la stessa cura nella raccolta delle informazioni tecniche, tanto che sono state rilevate molte incongruenze, anche in termini dimensionali, e, soprattutto, assenze di dati fondamentali.
Per quanto riguarda i costi della gestione, Publiacqua ha registrato nel corso dell’esercizio 2002, costi pari a quelli previsti dal Piano di Ambito.

Gli investimenti realizzati da Publiacqua sono stati circa 45,5 milioni, superando quindi di circa 5,8 milioni la previsione contenuta nel Piano di Ambito che era di 39,7 milioni di euro.
6. I CONTI DEL 2002
Publiacqua ha chiuso il bilancio di esercizio con un utile netto finale pari a 8 Milioni euro circa. Un utile di tale dimensione può rappresentare un risultato molto soddisfacente per un’azienda che ha dovuto fare i conti con un processo di riorganizzazione industriale.
Vi è comunque da tenere presente che alcune componenti positive che hanno determinato tale reddito avranno presumibilmente una manifestazione finanziaria negli anni a venire ed è quindi incerta la loro entità.

Per quanto riguarda la gestione finanziaria è da rilevare l’enorme quantità di crediti a breve (pari a 118,4 milioni di euro), costituiti per la gran parte da crediti verso utenti (per 96,5 milioni di euro), causato dall’eccessivo ritardo nel processo di fatturazione (a fine anno 2002 circa il 70% dei ricavi inerenti i consumi dell’anno risultavano ancora da fatturare).
Riguardo alla struttura patrimoniale emerge un rapporto fra risorse proprie e di terzi nettamente sbilanciato a favore dell’indebitamento.

L’elevato numero di investimenti che il gestore ha iniziato ad effettuare nel corso dell’anno 2002 sono stati finanziati in gran parte con prestiti di breve periodo, accesi nell’attesa che si concludesse l’operazione di cartolarizzazione per l’aumento del capitale sociale di Publiacqua. Tale situazione non è certo rassicurante e non risponde in pieno ai criteri di solidità finanziaria e patrimoniale delle società.
Ad oggi sappiamo che l’operazione di capitalizzazione da parte degli azionisti pubblici si è appena conclusa.

E’ quindi probabile che per i prossimi consuntivi la posizione finanziaria di Publiacqua vada migliorando rispetto a quanto fotografato in questo rapporto, anche se rimane aperto il problema del ritardo del processo di fatturazione che ha continuato a caratterizzare gli anni 2003 e 2004.
7. LE CONCLUSIONI
Nel corso del 2002 Publiacqua si è concentrata nel progressivo subentro rispetto ai precedenti gestori, attività che, come era logico aspettarsi, è stata particolarmente complessa e lunga.
Queste problematiche hanno avuto notevoli conseguenze sul comportamento di Publiacqua che ha mostrato difficoltà a trasferire all’Autorità di Ambito le informazioni richieste ai sensi del contratto.

Le principali inadempienze hanno riguardato:
il parziale rispetto degli obblighi di informazione in merito all’applicazione dell’articolazione tariffaria, al volume erogato e al fatturato che viene utilizzato per la verifica dei ricavi regolati;
la mancata registrazione dei livelli di servizio organizzativi riguardanti le modalità di fornitura, difetto che poi ha comportato l’impossibilità oggettiva a trasferire informazioni sui suddetti standard di servizio;
l’incompletezza accompagnata spesso da incongruenza su alcuni dati tecnici presenti nell’archivio delle infrastrutture; difetto che poi ha comportato l’impossibilità di ricavare valutazioni circa l’evoluzione degli standard tecnici disposti in Convenzione.
Il flusso informativo costituisce una condizione necessaria per effettuare il controllo e per procedere alla revisione tariffaria.

Il verificarsi di singoli eventi legati alla rilevanza, ritardo o incompletezza del flusso informativo aumenta l’asimmetria informativa dell’Autorità rispetto a Publiacqua e tali inefficienze dovranno essere parzialmente compensate (disincentivate) da penalità calcolate come percentuale di fatturato annuo. Le penalità assumono funzioni disincentivanti verso comportamenti non trasparenti o non rispettosi degli obblighi contrattuali.
Durante il primo esercizio l’Autorità ha sollecitato in numerose occasioni Publiacqua ad adempiere agli obblighi informativi.

Oltre a continue richieste messe in atto tramite lettere o incontri, l’Autorità ha effettuato verifiche ispettive, per valutare lo stato di attuazione delle procedure di registrazione dei fenomeni più rilevanti.
Tali inadempienze, nonostante le penalità previste, devono però essere stigmatizzate, in quanto le informazioni richieste in massima parte sono vitali tanto per l’attività di controllo che per la revisione tariffaria dell’Autorità. L’Autorità auspica quindi che Publiacqua per gli esercizi futuri adempia puntualmente alle richieste di informazioni, dando maggiore enfasi alle strutture aziendali incaricate di raccogliere e trasferire le informazioni.

Rimane comunque per l’Autorità il compito di applicare le penalità, in assenza delle quali verrebbe completamente minata la credibilità della capacità di regolazione dell’Autorità e l’efficacia degli obblighi contrattuali.

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