Novità per grande distribuzione, edicole, bar, ristoranti
Per avviare un’attività basta la dichiarazione; sparisce il “comune turistico”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 dicembre 2004 22:36
Novità per grande distribuzione, edicole, bar, ristoranti<BR>Per avviare un’attività basta la dichiarazione; sparisce il “comune turistico”

firenze - Equilibrio, semplificazione, qualità e concertazione: queste le parole chiave del nuovo Codice regionale del commercio approvato nei giorni scorsi dalla giunta su proposta dell’assessore al commercio Susanna Cenni. Nata da un lungo ed intenso confronto con enti locali, associazioni di categoria, sindacati, associazioni dei consumatori, la proposta di legge costituisce una novità nel panorama legislativo nazionale e regionale. Sul piano nazionale il codice toscano è infatti il primo caso di utilizzazione,da parte di una Regione, delle competenze legislative esclusive (assegnate dalla riforma Bersani del commercio e dal nuovo titolo V della Costituzione) per adottare un unico strumento legislativo per più comparti economici.

Sul piano regionale, cancellando sette leggi, di cui quattro regionali e tre statali, il nuovo testo opera una forte opera di semplificazione. In tutto un centinaio di articoli, cui seguiranno il regolamento e altri strumenti attuativi, per razionalizzare, sistematizzare, integrare tutte le norme che interessano circa 130.000 imprese e 230.000 addetti, più 1628 impianti di distribuzione di carburanti, l’intero ventaglio delle attività distributive toscane, senza dimenticare l’altra faccia della medaglia, ovvero i cittadini consumatori.

Il nuovo testo regolamenta infatti commercio al dettaglio e ingrosso, edicole e vendite di giornali, commercio ambulante, bar e ristoranti, distributori di carburanti, forme speciali di commercio al dettaglio (vendite per corrispondenza, distributori automatici, vendite on line). Ma ecco le principali novità della legge.
Tempestività Gli strumenti di attuazione del codice saranno definiti con la massima tempestività in modo da rendere subito operativo questo strumento. Semplificazione Per le singole imprese che vogliono avviare un’attività si riducono moltissimo i tempi burocratici.

Il testo introduce infatti un esteso ricorso alla Dia, la dichiarazione di inizio attività. Per i Comuni c’è l’indicazione a far diventare il ricorso allo Sportello unico per le attività produttive una prassi standard, con l’innegabile vantaggio di avere un unico punto di riferimento per tutte le pratiche amministrative. Grande distribuzione Introducendo il concetto di aree sature, si sottolinea la scelta fatta dalla Toscana di privilegiare le strutture esistenti e di puntare su uno sviluppo equilibrato dove convivano piccola, media e grande distribuzione.

Una ulteriore espansione non è eslcusa, ma sarà legata alla situazione dei singolo territori. Le aree sature verranno individuate tenendo conto della struttura urbanistica, della superficie di vendita esistente, degli impatti economici, della viabilità e delle caratteristiche di ciascun territorio. La legge specifica che si punta comunque a privilegiare la riqualificazione delle strutture esistenti.
Orari e aperture festive Si abolisce l’attuale distinzione fra comuni turistici (cui si riconosceva maggiore flessibilità di orario) e non turistici.

Si stabiliscono regole generali e si demanda la definizione degli orari e delle aperture domenicali e festive a un confronto specifico fra Comuni e parti sociali (concertazione territoriale). Si punta così a conciliare le esigenze di flessibilità del servizio con i diritti dei lavoratori e i tempi di vita e di lavoro dei cittadini e delle cittadine. Bar, ristoranti, giornali e riviste E’ la prima volta che la Regione interviene con una propria normativa sui settori dei pubblici esercizi. Per quanto riguarda la vendita di giornali e riviste, il nuovo testo stabilisce l’articolazione del sistema distributivo in punti vendita esclusivi (le edicole) e non esclusivi e individua gli esercizi che possono essere autorizzati alla vendita non esclusiva.


Trasparenza dei prezzi Una novità è anche la presenza di norme che tutelano i diritti dei consumatori, in particolare pretendendo la massima pubblicità e trasparenza dei prezzi. Una fase nuova L’approvazione del codice è un punto di arrivo ma anche il punto di partenza per una nuova fase che, grazie a una disciplina unitaria, potrà sempre di più ispirarsi alla formula della governance cooperativa (ovvero decidere e attuare insieme le decisioni prese). Per questo si sta già lavorando ad un protocollo di intesa fra Regione, Comuni, Comunità montane, imprese e sindacati che indica gli obettivi e le strategie da raggiungere entro i prossimi tre anni.

Eccoli, in sintesi:
competizione di qualità fra centri commerciali naturali e grande distribuzione organizzata;
progetti integrati fra commercio, turismo, cultura, artigianato e agroalimentare in relazione alla valorizzazione dei luoghi del commercio e dei sistemi economici locali;
crescita della professionalità degli operatori con nuovi programmi di formazione;
sviluppo della concertazione territoriale e di forme di coordinamento intercomunale.
“Credo che l’importanza e il rilievo politico di questo testo siano evidenti - spiega l’assessore Susanna Cenni - ma voglio soffermarmi soprattutto su un punto: il valore della concertazione, del grande lavoro di confronto che ha visto protagonisti attivi enti locali, parti sociali, associazioni di categoria del commercio e organizzazioni dei consumatori.

Aver dato voce, all’interno di un atto così complesso come un testo unico, alle istanze e alle aspettative di tutte queste componenti credo sia la garanzia migliore che abbiamo sull’efficacia del provvedimento. Un provvedimento innovativo in tantissimi punti ma, soprattutto, nell’individuazione puntuale di obiettivi che intendiamo raggiungere per far fare un salto di qualità al sistema distributivo toscano”. (bc)

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