Giornata mondiale contro l’AIDS: dati e tendenze dell'infezione in Toscana


Ogni anno in Toscana nascono almeno quaranta bambini da mamma HIV positiva che vengono seguiti mentre, in Italia, sono almeno 500 ogni anno. Dopo un periodo di stasi, negli ultimi anni si sta assistendo a un innalzamento di nascite da donne sieropositive. E il 25% di loro scopre di essere contagiata solo dai test fatti durante la gravidanza, non avendo mai eseguito controlli prima. Sono alcuni significativi dati che inducono i pediatri dell’Ospedale Pediatrico Meyer, Centro di riferimento regionale per la cura dell’AIDS in età pediatrica diretto dal professor Maurizio De Martino, a raccomandare di non abbassare la guardia nei confronti dell’infezione. “La prevenzione della trasmissione dalla madre al bambino è molto efficace – commenta l’infettivologa del Meyer, Luisa Galli -.Infatti, grazie alla terapia in gravidanza, al parto cesareo e alla terapia al neonato ora si infettano il 2% e non più il 20% dei bambini come in passato. Ma purtroppo non è vero, come riportato da alcuni giornali, che nel 2004 non si è verificata alcuna infezione pediatrica in Toscana. Qualche nuova diagnosi di infezione nel 2004 nel nostro centro è stata fatta. Si continua a confondere l’AIDS conclamata con lo stato di infezione. Deve essere ben chiaro che i dati del Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità riguardano solo l’AIDS conclamata. Ed effettivamente – prosegue la dottoressa Galli -, grazie alle migliori terapie a cui vengono sottoposte sia le mamme sieropositive, sia i bambini, i casi di AIDS conclamato sono diminuiti ma non scomparsi. Sempre più di rado l’infezione da HIV evolve in AIDS conclamato. Ciononostante non bisogna distogliere l’attenzione da un fenomeno che pone l’Italia tra i Paesi Europei con il maggior numero di casi. Inoltre il Centro del Meyer utilizza la sua competenza insieme alla Cooperazione Internazionale per fare prevenzione e soccorrere bambini meno fortunati dei loro coetanei italiani, come quelli che vivono con l’HIV in Eritrea e in Libia”. Nella Clinica Pediatrica Prima che si occupa di Malattie Infettive al Meyer, sinora sono stati seguiti oltre 400 bambini nati da madre sieropositiva o con infezione da HIV. “In Toscana - prosegue la dottoressa Galli - oltre il 95% delle donne HIV positive hanno un accesso alle strategie di prevenzione della trasmissione madre-figlio. Un risultato positivo, ma attenzione. Le donne devono essere seguite da Centri specializzati perché crescono le resistenze ai farmaci. Resistenze che possono talora determinare un fallimento della profilassi”. Al Meyer dal 1985 viene coordinato anche il Registro Italiano per le infezioni da HIV in Pediatria. Un osservatorio che grazie alla raccolta dei dati, sebbene anonimi, permette di avere importanti indicazioni epidemiologiche e cliniche. In quasi vent’anni il Registro ha raccolto i dati di 7.176 bambini, di cui 6.966 nati da madre HIV positiva.
Come si è evoluta l’infezione da allora ad adesso? Fino a circa 10 anni fa le donne acquisivano l’infezione a causa della tossicodipendenza o le trasfusioni, attualmente il maggior veicolo di contagio è rappresentato dalla via sessuale. Tra le donne maggiormente colpite, il 30% riguarda donne provenienti da aree geografiche ad elevata endemia (Africa, Sud Est Asiatico, Paesi dell’Est). Un dato questo che non deve indulgere a conclusioni razziste. In Paesi quali la Germania o l’Inghilterra con una maggiore presenza di immigrati rispetto all’Italia, non si assiste a un’incidenza così elevata.
Semmai è l’accesso a un percorso di cura che deve essere garantito a tutte le donne, siano italiane o straniere. Un percorso che in Toscana viene pienamente garantito.

Redazione Nove da Firenze