Questa sera l'Auditorium FLOG ospita la leggenda del reggae Horace Andy.


Le colline del Poggetto, questa sera, saranno il teatro dell'ultimo appuntamento del Reggae Spring Festival con live di un artista che ha segnato in modo indelebile il modo di fare reggae.
Horace Andy, al secolo Horace Hinds è in effetti un personaggio da mettere nell'olimpo dei grandi della musica caraibica. Artista prolifico e tuttora attivo ha fatto parte, gia dal 1969, della squadra di Studio One e Blood&Fire affiancando nomi del calibro di Dennis Brown e Alton Ellis. Proprio la collaborazione con Clement Dodd di Studio One, appena diciottenne, l'ha portato a costruire la sua leggenda e il suo stile. Nel 1972 incide "Skylarking", album che oggi è considerato una pietra miliare della musica in levare. Basti pensare ad anthem come Skylarking e Love of a Woman per capire il motivo di tanto successo. Il suo timbro vocale avvolge e appassiona. Si tratta di un falsetto molto rielaborato indubbiamente ipnotizzante, dalle tinte molto claustrofobiche, ha saputo riutilizzarlo e renderlo ancora più vivo nelle collaborazioni fuori dal reggae che negli anni ha portato avanti. Il suo migliore album infatti esce dai canoni della musica reggae da dancehall. Con Augustus Pablo, il padre del dub, costruisce un disco che può essere considerato come esempio tipico dello stile di Andy, "In the Light" rimane vivo a distanza di anni e segna l'inizio di un percorso che pochi altri artisti reggae sono riusciti ad imitare. L'artista si sposta a Londra dove con Mad Professor sforna "Elementary" disco di passaggio per arrivare alle oramai leggendarie collaborazioni con i Massive Attack.
Il capitolo dei tre di Bristol possiamo considerarlo come quello che ha reso leggenda Horace Andy portandolo ad un successo planetario senza nemmeno aver cavalcato l'onda classica del reggae. Tutti avranno in mente hit come One Love o Better Things, Angel o Man Next Door. La fusione del downbeat e dei vocalizzi di Andy hanno creato una formula unica che è stata per molto tempo considerata l'icona del trip hop.
Sempre prolifico è arrivato ad oggi pubblicando altri capolavori come "Living in the Flood" collaborando anche con Joe Strummer dei Clash, Moonlight Lover e la produzione francese Mek it Bun dove riscopre molti classici del reggae come Sattamassagana e Night Nurse dandone una versione propria e modernizzata.
Chi stasera varcherà i cancelli della FLOG si può aspettare un live di ottimo livello con una buona band, la Home Grown Band, a base di reggaevibes. Venerdì invece Vibanite non si terrà rimandando l'appuntamento al 2 aprile con Radici nel Cemento seguiti da Black Heart di Lucca. Vibranite proseguirà le sue notti con: 9 aprile Reggae Sunsplash Contest con nove gruppi italiani emergenti dal vivo, 16 aprile Julian Marley & The Uprising, il 23 si ripeteranno i Sud Sound System mentre il 29 una benefit night dal titolo Reggae for Tibet. Arriviamo a maggio segnalando una data che oramai è stata confermata. Il 5 maggio avremo una serata con i migliori artisti Bobo Dread del momento: Junior Kelly, Turbulence e Jah Mason. (ms)

Redazione Nove da Firenze