Collegamento interventi prostituzione: attività di prevenzione e informazione sulla strada

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 febbraio 2004 19:21
Collegamento interventi prostituzione: attività di prevenzione e informazione sulla strada

Un aiuto concreto alle persone che si prostituziono sulla strada: è questo lo scopo del progetto Cip (Collegamento interventi prostituzione) con il quale l'assessorato alla pubblica istruzione e pari opportunità insieme ad alcuni soggetti del privato sociale e del volontariato, l'associazione Progetto Arcobaleno e la cooperativa sociale Cat, ha creato una vera e propria rete di aiuto concreto, prevenzione e reinserimento delle persone dedite alla prostituzione. Dal 1998 il progetto viene portato avanti grazie a una convenzione tra il Comune di Firenze, Progetto Arcobaleno e la cooperativa sociale Cat.

I servizi del Cip si articolano in tre filoni principali: l'unità di strada con la finalità della prevenzione sanitaria, l'orientamento e l'accompagnamento ai servizi; lo spazio intermedio che consente l'attivazione di percorsi individualizzati di orientamento verso la sanità, il lavoro, la ricerca di una casa, i problemi legali e la fuori uscita dalla rete della prostituzione, e poi l'accoglienza verso i minori, le donne con bambini con il ricorso ai servizi sociali territoriali. L'accoglienza offre una casa di fuga alle donne con bambino e ai minori e una struttura ad hoc con percorsi personalizzati per le donne adulte che fuoriescono dal giro della prostituzione.

Per i minori scatta immediatamente la segnalazione alle autorità competenti e la presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune. E' stata poi rinnovata la convenzione con il Dipartimento delle Pari opportunità che proroga di un anno il funzionamento di un numero verde (800.290.290) contro la tratta e lo sfruttamento sessuale: a questo numero ci si può rivolgere da tutta la Toscana per ottenere un primo aiuto concreto. L'unità di strada ha contattato nell'ultimo anno un totale di 867 persone in larga parte (58%) provenienti dalla Nigeria e in maniera minore dall'Albania (11%) e dalla Romania (6%), tra queste persone sono stati 173 i nuovi contatti.

Negli ultimi tre anni l'unità di strada ha registrato oltre 4500 contatti. I dati fanno parte del Rapporto del Cip che fa il punto su tre anni di lavoro e che è stato presentato stamani dall'assessore alla pubblica istruzione Daniela Lastri e dai rappresentanti delle associazioni di volontariato e del privato sociale nell'ambito di un convegno che si è tenuto in Palazzo Vecchio. E' stata anche l'occasione per fare il punto sull'attività del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza e per presentare il libro di Elisabetta Norzi e Chiara Vergano "Corpi a tratta - Il mercato della nuova prostituzione in Italia".

"Il progetto Cip è una realtà ormai consolidata con una rete di competenze che lavora su tutta la città - ha spiegato l'assessore Lastri - e che l'Amministrazione ha deciso di continuare a sostenere anche economicamente per l'importante intervento sociale che svolge. Grazie a questo lavoro, infatti, viene data un'opportunità di ricostruzione e di riconoscimento della dignità personale e sociale alle donne vittime della tratta. Temiamo, invece, che le recenti politiche repressive nei confronti di questo fenomeno mettano in discussione il lavoro che si è fatto fino a questo momento e il rapporto di fiducia tra gli operatori e le donne, che è alla base per ogni cammino di reinserimento".

Il servizio unità di strada è realizzato insieme alla cooperativa sociale Cat: l'unità di strada "Streetlights" lavora su tutto il territorio di Firenze con un paio di uscite notturne alla settimana e rappresenta un primo momento di contatto con le donne e gli uomini dediti alla prostituzione di strada. L'èquipe composta da un coordinatore, quattro operatori di strada e tre mediatrici culturali svolge un'attività di informazione (con opuscoli nella lingua delle persone contattate e con l'offerta di preservativi) e di educazione sui comportamenti a rischio per la salute, nonché accompagnamenti sanitari guidati.

Una sorta di "consultorio" itinerante principalmente sulle tematiche relative alla salute, ma anche sulle questioni giuridiche e sulle opportunità di uscita dalla rete della clandestinità. Il ruolo della mediazione culturale, poi, va ben oltre la semplice opera di traduzione linguistica, ma partendo dalle stesse radici culturali offre un importante aiuto nella creazione di un rapporto di fiducia tra gli operatori e gli uomini e le donne che si prostituiscono sulla strada.

In evidenza