Basket: Mabo, lo sfogo di Falsini"Dal pubblico di Livorno mi aspetto qualcosa in più"


Livorno - La delusione è più che giustificata. La bella serata della vittoria sulla Breil Milano è stata infatti rabbuiata, se così si può dire, dalla carenza di pubblico al Palamacchia. Solo 530 paganti, oltre ai poco meno 500 abbonati cui vanno aggiunti i ticket omaggio ai ragazzini delle società minori di pallacanestro, sono davvero pochi per una città come Livorno e per di più in serie A1. Per questo il presidente della Mabo Livorno, Stefano Falsini, il più giovane presidente del basket italiano, è un fiume in piena. Ecco il suo sfogo: “Troppo pochi. Ci sono rimasto male, malissimo. Sono avvilito, per me e la squadra. Non riesco a capire perché la gente non si affeziona. Eppure anche lunedì ero a Bologna per una riunione di Lega e tutti parlavano di Livorno come di una società modello, un esempio da seguire con simpatia. Abbiamo un roster di giovani di cui dovremmo andare fieri, abbiamo Charlie Bell, il capocannoniere del campionato, e ciò nonostante la situazione è questa”. E ancora: “Mi aspettavo che la città e gli sportivi rispondessero in modo diverso. Non voglio fare un discorso venale, io parlo di interesse generale. In estate siamo stati chiari, non abbiamo promesso di lottare per lo scudetto. Volevamo e vogliamo costruire una squadra per divertire e per divertirci, guardare al futuro, e mi sembra che, al momento, le promesse le stiamo mantenendo. Chi era al palasport con Reggio Calabria e con Milano ha visto, io credo, una buona pallacanestro, un bel gruppo di giovani arricchito dai numeri di Bell. Dopo gli sforzi della società e l’impegno mio e di mio cugino Cristiano, onestamente, mi aspettavo un’altra risposta a livello di pubblico”. E di sponsor? Falsini non lesina una sua osservazione: “Anche qui speravamo che Livorno ci desse altri segnali. Invece, anche come aiuti economici, sono arrivati più riscontri da fuori che dalla città. Non sto a piangere, però i numeri parlano chiaro”. Il messaggio è chiaro e condivisibile. Pubblico e realtà economiche cittadine dovrebbero sostenere maggiormente questa grande realtà dello sport livornese che fa onore a tutta la Toscana.
Marco Ceccarini

Redazione Nove da Firenze