Regione, Comune, Asl e Casa Cardinale Maffi ristruttureranno una residenza per disabili

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 ottobre 2002 16:07
Regione, Comune, Asl e Casa Cardinale Maffi ristruttureranno una residenza per disabili

LIVORNO- E' stato firmata questa mattina nella sala consiliare del Comune di Collesalvetti (Livorno) l’intesa per il finanziamento del progetto per la ristrutturazione e l’ampliamento del centro di riabilitazione e residenza sanitaria assistenziale per disabili "Santa Caterina". L'accordo prevede anche la realizzazione del nuovo presidio socio-sanitario di Collesalvetti. E' stato firmato dal vice presidente della Giunta Regionale Toscana Angelo Passaleva, dall’assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi, dal sindaco del comune di Collesalvetti Nicola Nista, dal direttore generale della Asl 6 Massimo Scura, dal presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Pisa monsignor Alessandro Plotti, e dal presidente della Fondazione Casa Cardinale Maffi, don Roberto Federighi.

Si tratta di un accordo pilota tra la sanità toscana e la Fondazione Maffi, che rappresenterà il modello di riferimento per tutti gli interventi futuri nel settore socio-sanitario. Il progetto riguarderà anche il riassetto urbanistico del centro storico di Collesalvetti.
“E' un'intesa importante – dice il presidente Claudio Martini – perchè apre la strada ad altri possibili futuri accordi. Un’operazione nell'interesse dei cittadini, perché grazie a questa sinergia pubblico-privato, con le stesse risorse si riesce a dare maggiori servizi, e di miglior qualità”. “Questo è un esempio - osserva l’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi – di concertazione a livello di area vasta: un accordo di più soggetti per migliorare e razionalizzare i servizi sul territorio e offrire prestazioni sempre più adeguate.

E' la dimostrazione che se c'è la volontà di muoversi secondo obiettivi da tutti condivisi, è possibile raggiungere ottimi risultati”.
Secondo Angelo Passaleva, vicepresidente della giunta regionale e assessore alle politiche sociali è “un’importante pietra d’angolo per potenziare e rinnovare l’edificio del welfare toscano con il pieno coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, una sperimentazione da cui ci attendiamo molto e che potrà servire anche per esportare il modello in altre zone toscane, un contributo cooperativo per l’attivazione di quella ‘fantasia della carità’ auspicata da Giovanni Paolo II davanti all’esigenza di ripensare le politiche sociali centrandole non sulle esigenze degli apparati ma sui bisogni della persona.

Collesalvetti conferma il valore del modello toscano e la sua capacità di saper sfidare con successo altre concezioni nelle quali il ricorso al mercato finisce non per ridurre le ingiustizie sociali ma per produrre un divario sempre maggiore fra ricchi e poveri, tutelati ed esclusi".
Ecco come si è giunti alla firma dell'accordo di Collesalvetti e quali sono i contenuti dell'intesa sottoscritta da Regione, Comune, Asl e Fondazione Casa Cardinale Maffi.
La nascita dell’accordo
Tre anni fa, il 30 ottobre 1999, l’allora presidente Vannino Chiti e l’assessore alla sanità Claudio Martini firmarono una lettera di intenti per procedere alla progettazione concertata tra tutti i soggetti interessati.

L’8 luglio 2000 fu presentato il progetto di massima. Ora, terminata la progettazione, si firma l’intesa e tra breve (entro l’anno) partiranno i lavori.
Il S. Caterina
Si tratta di una grande struttura che rappresentava l’insediamento dei salesiani a Collesalvetti. Era utilizzata anche come istituto di istruzione e sono molti gli studenti che hanno imparato lì. Negli anni Sessanta i salesiani lasciano e subentra il Cif (Centro italiano femminile), che inizia ad occuparsi dei minori disabili gravi.

Nel 2000 arriva poi la Fondazione Casa Cardinale Maffi, che gestisce tuttora il centro.
Attualmente ospita 100 minori disabili gravi (70 toscani e 30 da fuori regione), occupa 120 dipendenti (per numero di occupati è la seconda azienda del comune) e svolge una notevole attività ambulatoriale (10.000 prestazioni l’anno) per la riabilitazione dei traumatizzati. Dispone anche di una piscina terapeutica. Si tratta di una struttura aperta alla comunità civile e religiosa circostante, visto che gli ospiti durante il fine settimana escono, accompagnati dagli scout e da altre associazioni del volontariato.
La Fondazione Casa Cardinale Maffi
Nasce oltre 50 anni fa quando, al passaggio del fronte della seconda guerra mondiale, l’allora parroco di San Pietro in Palazzi (Cecina), mons.

Pietro Parducci, comincia ad assistere gli sbandati e i rimasti senza famiglia, ricoverandoli nella sua struttura a S. Pietro. Poi la fondazione, che ha la sua sede principale a San Pietro in Palazzi dove assiste gli anziani, si è sviluppata occupandosi sempre di anziani e malati psichici.
Oggi conta oltre 450 dipendenti suddivisi tra la sede e le sue strutture di Collesalvetti, Fivizzano con Rsa psichiatrica da 60 posti letto, Olmarello (al confine tra La Spezia e Massa Carrara). Gestisce anche tre RSA a Cecina, Rosignano, Castellina Marittima.


Il nuovo progetto
Prevede la ristrutturazione completa della struttura, con evidenti miglioramenti funzionali, la realizzazione del presidio poliambulatorio distrettuale, nonché il riassetto del centro storico di Collesalvetti, che diventerà un’isola attrezzata con tutti i servizi, e la riorganizzazione della viabilità di accesso.
La struttura
Verrà ridisegnata e riorganizzata funzionalmente, così da mantenere i 100 posti residenziali, ma da suddividere gli ospiti in gruppi di 20, con una dimensione più familiare dell’assistenza, zone soggiorno, zone pranzo, laboratori, cioè una maggior umanizzazione dell’ambiente fisico e sociale e una più giusta ripartizione degli ospiti secondo i rispettivi gradi di disabilità.
La piscina verrà mantenuta ed ampliata.

Sarà ampliata anche la parte ambulatoriale della RSD, a servizio del territorio (sia l’area livornese che quella pisana) per l'assistenza ai disabili permanenti e temporanei.
Il presidio poliambulatorio
Attualmente su due sedi, verrà così unificato e ospiterà gli ambulatori per le visite specialistiche e il centro prelievi.
Il centro storico
Verrà riorganizzato considerando il riaggregarsi delle funzioni sociali e sanitarie e dei servizi per i cittadini. Sarà realizzata anche una nuova viabilità di accesso.

Si tratta di uno dei pochi, se non l’unico progetto, di questa portata votato all’unanimità dal consiglio comunale di Collesalvetti.
I tempi
La posa della prima pietra è prevista entro la fine di quest’anno, ma la conclusione dell’intero progetto si avrà nel 2007. Interesserà i Piani poliennali regionali 2002-2004 e 2005-2007.
Il significato politico dell’accordo
E’ innovativo perché mette d’accordo tutti i soggetti interessati, per un cofinanziamento al 50% tra pubblico e privato: un investimento complessivo di 20 miliardi di vecchie lire nell’arco di sei anni, 10 dei quali a carico della Regione, altrettanti a carico della Fondazione.
E’ frutto della collaborazione pubblico-privato, dove la parte pubblica è rappresentata dalla Regione Toscana, dalla Asl 6 e dal Comune di Collesalvetti, e quella privata è un privato-sociale: la Fondazione Casa Cardinale Maffi, legata alla chiesa cattolica.


Si tratta del primo accordo di questa portata che si firma in Toscana.
E’ stato oggetto di una sperimentazione durata sei mesi, che si è rivelata positiva e che sarà tra breve oggetto di una apposita delibera regionale, così da costituire un modello per chiunque sia interessato ad interventi in questo settore. Rappresenterà anche la base per la normativa regionale sulle Residenze sociali per disabili della Toscana.
Il modello
Utilizzare le regole della concertazione; lavorare in forte raccordo tra le istituzioni pubbliche e il privato; seguire le norme regionali e la programmazione di area vasta per la parte socio sanitaria; tracciare un percorso esemplare e ripetibile: sono queste le principali caratteristiche di quello che si delinea come un modello di pedagogia istituzionale.
E’ la dimostrazione che fare investimenti e allargare la rete dei servizi è possibile se si seguono norme e regole condivise.

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