Cerimonie funebri e riti di sepoltura fra gli immigrati
Presentato in Palazzo Vecchio uno studio antropologico sui "riti di passaggio"


Cerimonie funebri e riti di sepoltura. Come gli immigrati nell'area fiorentina svolgono i culti dei defunti. Le differenze fra le varie etnie. Con un'attenzione particolare alla mortalità dei cittadini stranieri residenti a Firenze, sulle cause dei decessi. La ricerca commissionata dall'assessorato all'immigrazione del Comune di Firenze è stata condotta dall'antropologa Maria Cristina Manca che ha intervistato le varie comunità presenti sul territorio per "raccontare" come si svolgono i riti di passaggio fra i gruppi di immigrati". "L'obiettivo, - ha detto l'assessore all'immigrazione Marzia Monciatti- è quello di fornire proposte operative e mettere in pratica strategie per mediare al più alto livello possibile fra sentimenti e bisogni delle persone immigrate e normative vigenti. Oltre naturalmente ad attuare una revisione statistica sulla mortalità degli stranieri". Si tratta della prima ricerca specifica sul tema realizzata in Italia: "si conosce poco delle cerimonie funebri che le persone immigrate celebrano nei paesi che li ospitano, - hanno spiegato la Monciatti insieme alla dottoressa Manca- , ma la tendenza al radicamento e alla stabilizzazione della nostra immigrazione, ci spinge a fare di più e ad approfondire gli usi e costumi". A presentare la ricerca era presente anche Alessandro Bracci, direttore dei servizi cimiteriali del Comune che ha spiegato come una delle finalità dell'amministrazione sia quella di ampliare sempre di più a Trespiano e anche alle Cappelle del Commiato il posto per le sepolture e i riti stranieri. Sarà allargata l'area già esistente dedicata all'islam, con ulteriori spazi riservati ai buddisti. E anche alle Cappelle del Commiato verranno creati spazi precisi per il lavaggio delle salme così come raccomanda la religione islamica. I gruppi principali che sono stati coinvolti nella ricerca sono le comunità islamiche (con le loro differenze e sfumature interne), i Cinesi e i cittadini dello Sri Lanka. I paesi con mortalità più elevata sono la Cina Popolare (7%), gli Stati Uniti (9%)e l'Albania (9%). Secondo la ricerca muoiono più uomini che donne e la prima causa risultano essere le malattie del sistema circolatorio seguite da traumatismi e avvalenamenti. Per quanto riguarda il mondo islamico in particolare sono state svolte interviste con coloro che rappresentano l'Islam arabo, l'Islam africano, Islam dei paesi balcanici e dell'est (Bosnia, Albania, Macedonia). La ricerca affronta poi il tema della morte in generale, il momento della morte intesa come luogo del rito, la lapide, il tipo di preghiera, il cibo , le espressioni di dolore del corpo, gli oggetti rituali. Segue un approfondimento sulla preparazione della salma presso le varie etnie, l'inumazione e i riti post-mortem.

Redazione Nove da Firenze