Calcio, Mondiali: LA VERGOGNA E' EUROPEA! BRAVA COREA DEL SUD

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 giugno 2002 13:57
Calcio, Mondiali: LA VERGOGNA E' EUROPEA! BRAVA COREA DEL SUD

Complotto, favoritismi, mondiale da annullare, falso, coppa da non assegnare. Scippi, furti e quant’altro si leva dalle nazionali europee( Italia, Portogallo e Spagna), eliminate dalla Corea del Sud. Titoli di giornali, televisioni, tutte a ripetere la medesima cosa: ovvero la Corea del Sud è stata aiutata ad arrivare fino alle semifinali perché il presidente della sua Federcalcio, un certo Chiung, vice-presidente Fifa(la federazione internazionale del pallone) e “capo” della Hyundai, si candiderà alle elezioni di presidente della Repubblica e ha bisogno dell’appoggio popolare.

Cosa c’è di meglio, per dimostrare le sue potenzialità, che far impazzire di gioia il proprio popolo portando, secondo i complotti europei, la Corea del Sud fino in semifinale e rendendo felici milioni di persone? Tutto questo, sempre secondo le supposizioni europee, è stato organizzato con l’aiuto del presidente della Fifa Blatter, che per farsi rieleggere ha promesso aiuto alle federazioni minori e ora sta pagando le cosiddette “cambiali” favorendo, ad esempio, la Corea con designazioni arbitrali particolari.

Insomma Chiung ha aiutato Blatter nella sua rielezione alla Fifa ed ora Blatter dà una mano a Chiung in questi mondiali per i sui futuri sogni politici. Tutte queste sono ipotesi di molti giornalisti e ambienti sportivi europei, supposizioni che non trovano d’accordo la nostra redazione sportiva di Nove. La realtà è che il calcio, è ancora, per fortuna, una miscela di particolari episodi. Certo la Corea del Sud ha avuto un occhio di riguardo da alcuni arbitri ma se è arrivata in semifinale è perché si è preparata come non mai per questo appuntamento prendendo un allenatore olandese, Hiddink, che aveva voglia di fare bene e soprattutto, di lavorare duramente con i suoi giocatori.

Non è colpa della Corea se il portoghese Conceicao colpisce al 90/mo un clamoroso palo( i coreani comunque erano già qualificati), se Vieri e altri suoi compagni falliscono occasioni clamorose, se Morientes al golden gol invece di segnare centra il legno, se ai rigori sono più felici nella mira degli spagnoli. Si parla poi di reti annullate, ma in realtà sono azioni fermate, nel senso che il portiere coreano Lee nei tre casi citati, su Tommasi e nelle due azioni d’attacco spagnole, si ferma e non accenna alla parata perché sente il fischio dell’arbitro e in almeno due casi l’avrebbe potuta parare tranquillamente.

Insomma altro che torti, che si ci sono stati in alcuni casi, ma come capita in qualsiasi partita essendo l’arbitro e i suoi collaboratori esseri umani. Il fatto è che siamo prevenuti e che non accettiamo, noi potenze mondiali del calcio che investiamo migliaia di miliardi sui nostri team, di essere eliminati da una squadra fatta da giocatori da serie D, che invece dei soldi sono spinti da orgoglio e cuore. Si è parlato anche di Corea del Sud dopata, e in effetti anche a noi di Nove qualche dubbio era venuto, ma poi vedendo che dagli ottavi in poi i coreani hanno faticato e non poco, abbiamo capito che hanno iniziato “sparati” e che ora sono in debito d’ossigeno, visto che nel breve giro di pochi giorni hanno dovuto affrontare più match.

Già con la Germania prevediamo che il loro calo fisico sia più evidente e che i tedeschi, gente che oltre ai soldi guadagnati mette in campo anche lo spirito vero nazionale, possa centrare l’obiettivo che ora chiede a gran voce quasi tutta l’Europa che si sente derubata: eliminate la Corea del Sud. Perché i potenti che da sempre sono abituati a vincere, con ogni mezzo, non sopportano che una certa Corea del Sud, che doveva solo essere una squadra comprimaria, sia arrivata fino a lì, con sicura fortuna(pochi aiuti come poi hanno tutte le squadre) e grazie anche agli errori, grossolani, dei proprio avversari.

La Corea ride e gioisce perché se lo è meritato e perché nel calcio come nella vita, a decidere spesso sono gli episodi negativi e positivi, e che la stella della fortuna, una volta tanto, ha premiato chi con sudore e sacrificio ha sopperito al benessere di certi campioni, bravi soprattutto negli spot pubblicitari e nelle dichiarazioni, antisportive, del dopo partita. Saper perdere ed onorare i vincitori, virtù perduta dal nostro calcio miliardario.

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