Oggi 27 maggio 2026 la Commissione 3 del Comune di Firenze ha esaminato il nuovo Piano Territoriale Metropolitano (PTM), presentato dagli architetti della Città Metropolitana Cardi e Angelini e dal consigliere delegato Fratini. Ha collaborato il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze.
Cos’è il PTM
È lo strumento strategico che coordina lo sviluppo tra Firenze e tutta l’area metropolitana. Non è un vincolo imposto, ma una “griglia di opportunità” basata sul dialogo tra Comuni.
3 punti chiave per Firenze
1. Stop al consumo di suolo: basta nuove costruzioni su terreni agricoli.
2. Rigenerazione dei “brownfields”: recuperare aree ex industriali dismesse per servizi e nuove case, rispondendo all’emergenza abitativa.
3. Mobilità sostenibile: pianificare hub intermodali e grandi funzioni urbane vicino a stazioni e tramvie, per connettere Firenze al territorio senza usare l’auto.
La novità principale
Rispetto al vecchio piano provinciale, il PTM introduce le schede metaprogettuali: strumenti operativi che affrontano i temi a 360°. Esempio: sulle “piattaforme fluviali” non si parla solo di sicurezza idraulica, ma anche di tutela delle risorse idriche e ambientali.
Renzo Pampaloni, presidente Commissione 3: il PTM serve a coordinare le scelte urbanistiche di Firenze con una visione di area vasta. Priorità a rigenerazione e mobilità su ferro.
Massimo Fratini, consigliere metropolitano: è uno strumento nuovo e sperimentale per semplificare la pianificazione, fondato sull’interdipendenza tra capoluogo e comuni limitrofi.
La Commissione ha analizzato la struttura del piano. Ora prosegue il percorso di coordinamento tra enti.