5G: il sindaco di Altopascio dice no

Anche in Toscana resistenze e pregiudizi sulla sperimentazione della nuova connessione mobile ad alta velocità


Le reti di quinta generazione hanno fatto il loro esordio in Italia all'inizio dell'estate 2019. Il 5G garantirà una velocità di connessione ad oggi inimmaginabile, fino a valori di picco di 20 Gbps, promesse almeno sulla carta. Tempi istantanei sia in download che in upload. Anche la latenza è di circa 20 volte più bassa rispetto alla rete 4G. Questa nuova tecnologia, stando le prime previsioni, raggiungerà prestazioni di tre volte superiori rispetto alla fibra ottica. E chiaramente non paragonabili all’ADSL e all’attuale velocità delle offerte internet casa. Tuttavia i nuovi standard sono accessibili ancora in poche città d'Italia, come Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli.

È stata firmata ieri, dal sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio, l’ordinanza di sospensione precauzionale della sperimentazione e/o attivazione della tecnologia 5G sul territorio comunale. Un atto che prende spunto dalla richiesta di autorizzazione di un nuovo impianto, rispetto al quale il Comune, prima di rilasciare qualsiasi tipo di autorizzazione (non solo a questo impianto, ma in generale a chiunque voglia sperimentare il 5G su Altopascio), in linea con quanto già fatto da oltre 500 comuni italiani, vuole approfondire e acquisire maggiori elementi riguardo all’efficacia della tecnologia 5G e la sua non ricaduta sulla salute pubblica.

“Altopascio non rientra nei 120 comuni individuati a livello nazionale per la sperimentazione del 5G, non è un comune con più di 30 mila abitanti, non è un capoluogo di provincia - spiega il sindaco D’Ambrosio -. Non si capisce quindi perché debba rientrare tra i comuni che sperimentano il 5G. Con questa ordinanza si sospende immediatamente qualsiasi intervento, in via cautelativa e a tutela della salute dei cittadini, per la sperimentazione o l’attivazione del 5G sull’intero territorio comunale. Diffidiamo inoltre tutte le società di telefonia presenti con i loro impianti su tutto il territorio comunale ad eseguire qualsiasi tipo di attività sui siti che comporti la sostituzione o la modifica di quanto presente e insistente al fine di installare tecnologie 5G. Vogliamo approfondire la portata di queste reti, sulle quali si è innescato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un moto di denunce, perplessità e preoccupazioni per i possibili effetti dannosi sulla salute della nuova tecnologia 5G, proveniente non solo da cittadini e associazioni, ma anche dal mondo scientifico e da studiosi e ricercatori con specializzazioni in materia. Il sindaco in materia di tutela della salute pubblica può emanare ordinanze contingibili e urgenti e ci siamo mossi in questo senso. Siamo consapevoli che questo argomento vada affrontato con dati alla mano, senza tifoserie o complottismi, che rischiano di creare solo allarmismi del tutto disancorati da valide basi scientifiche”.

In riferimento alla richiesta di installazione, sulla quale il sindaco ha firmato l’ordinanza, è aperta, fino al 13 luglio, la fase delle osservazioni. “Chiediamo in questo senso anche alle varie realtà ambientaliste e associative presenti sul territorio, impegnate da sempre per il rispetto della salute e dell’ambiente, di farsi sentire in questa fase”.

Redazione Nove da Firenze