Rubrica — Agroalimentare

Vino: prospettive di mercato, enoturismo e vendemmia di Brunello e del Nobile

Ecco i dati diffusi dai Consorzi. Andrea Rossi: «Giuste le misure preventive messe in campo, ma serve un metro diverso per la loro applicazione, a Montepulciano non siamo in una metropoli»


Il Brunello di Montalcino fa sintesi e vede il bicchiere mezzo pieno, nonostante le recenti misure di contenimento che rischiano di incidere in maniera pesante sulla chiusura d’anno. “Nei primi 9 mesi del 2020 – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci - abbiamo consegnato il 20% in più di fascette da applicare alle bottiglie pronte alla vendita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita che rischia di essere interrotta dalle nuove chiusure, in Italia e all’estero, proprio nel bimestre clou, che storicamente incide per il 25-30% delle vendite annuali del nostro vino di punta”.

Un anno condizionato dal virus anche sul fronte dell’enoturismo. Secondo le elaborazioni del Consorzio su base Comune di Siena, servizio Turismo e Statistica, da maggio ad agosto il calo generale delle presenze dall’estero (che caratterizzano in media i 2/3 dei flussi) è stato dell’80%: un dato in parte controbilanciato dalla crescita degli italiani sul periodo (+24%), in particolare grazie al boom di arrivi ‘autoctoni’ di agosto (+81%) che ha ridotto il gap nel mese più turistico dell’anno a -10%. Tra luci e ombre, l’elemento più positivo è stata una vendemmia terminata da poco con un calo produttivo tra il 5 e il 10% ma con uve sane, raccolte al giusto momento di maturazione che hanno dato vini con profumi e colori ottimi, acidità e grado alcolico ben bilanciati.

“Una vendemmia tra l’ottimo e l’eccellente che ci fa guardare avanti – ha aggiunto il presidente del Consorzio -. Tra 5 anni ci ricorderemo che nel buio generale del 2020 la vendemmia del Brunello è stata un’eccezione”.

Forte la preoccupazione per il mondo del vino a Montepulciano, dove il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, in rappresentanza la filiera viti-vinicola del territorio, con un indotto economico locale che sfiora il 70% tra turismo e altre attività correlate al vino, si è fatto portavoce delle preoccupazioni del settore. «Siamo convinti tutti che si debbano prendere le giuste misure precauzionali per arginare e lottare questa pandemia – commenta Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano – tuttavia certe misure sono pensate soprattutto per le grandi realtà urbane che in parte non hanno niente a che fare a confronto con la nostra realtà dove il controllo è elevato e soprattutto il rischio di assembramento fortemente limitato rispetto alle metropoli». Interventi che, secondo il Consorzio dei produttori, vanno a danneggiare ancora di più la posizione di un’economia che vive sul rapporto tra imprenditori del mondo del turismo che interagiscono da sempre con il settore viti-vinicolo e che ora sono di nuovo bloccati. «Si è pensato a tutte le categorie, dando giustamente la priorità a scuole, sistema sanitario ecc – continua Rossi – ma al momento non è stato preso in considerazione il nostro settore». «Auspichiamo che le istituzioni locali, regionali e nazionali si facciano carico delle nostre istanze e di quelle di tante altre realtà simili alla nostra», chiude il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi.

Redazione Nove da Firenze