Una nuova mappa del sottosuolo di Firenze

Convegno sullo studio di Comune e Università per aggiornare il modello geologico della città. Arianna Xekalos (Capogruppo M5S): “Ma non dimentichiamoci della manutenzione dei fossi tombinati”


Uno studio approfondito di cosa c’è sotto Firenze, con la creazione di nuove mappe e cartografie aggiornate sulle caratteristiche geologiche e sulla risposta sismica della città. E’ quanto emerso dalla collaborazione tra la Direzione Ambiente del Comune di Firenze e il Dipartimento di Scienze della terra dell’Università, presentato oggi a Palazzo Vecchio alla presenza tra gli altri del presidente della commissione territorio e ambiente Fabrizio Ricci, dei dirigenti Pietro Rubellini e Marcello Cocchi, e dei professori Massimo Coli e Maurizio Ripepe. La collaborazione tra Comune e Università in ambito geologico va avanti dal 2001 sia per lo sviluppo della conoscenza delle caratteristiche geologiche del territorio, sia per l’impiego di queste conoscenze in funzione della messa a punto degli strumenti urbanistici comunali. Lo studio presentato oggi, della durata di un anno, ha aggiornato completamente e dettagliato in maniera più approfondita il quadro conoscitivo del sottosuolo fiorentino, dalla geologia alla sismologia. Questa nuova mappatura consentirà di orientare in maniera più efficace le attività di pianificazione urbanistica e le attività di progettazione (sia private che pubbliche), anche in previsione dell’aggiornamento del regolamento urbanistico nel 2020.

“Apprendiamo con piacere dello studio e della creazione di nuove mappe e cartografie aggiornate sulle caratteristiche geologiche e sulla risposta sismica della città” commenta Arianna Xekalos, capogruppo del Movimento 5 Stelle. “È fondamentale tenere sempre aggiornato e dettagliato il quadro conoscitivo del sottosuolo fiorentino - continua la capogruppo del Movimento 5 Stelle Arianna Xekalos – ma non dimentichiamoci però della manutenzione ordinaria e straordinaria dei tratti tombati che, in assenza di specifici atti di autorizzazione e/o concessione, spetterebbe al Comune, in qualità di “soggetto pubblico che utilizza o trae beneficio dagli spazi derivanti dal tombamento”, ma che il Comune non fa. Crediamo quindi che sia prioritario, come richiesto dall’intero Consiglio comunale con una mozione approvata all’unanimità, promuovere un tavolo presso la Regione Toscana per affrontare la questione della gestione della manutenzione dei fossi intubati o tombinati, per stabilire – conclude Arianna Xekalos – le attribuzioni di responsabilità e competenza. Non aspettiamo quando ormai sarà troppo tardi”.

Redazione Nove da Firenze