Un morto sul lavoro e due feriti in un cantiere edile a Firenze

Polemiche sulla prevenzione e sulla formazione in merito alla sicurezza


Si è consumato in un cantiere edile a Scandicci l’ennesimo dramma del lavoro. Un operaio è morto e altri due operai sono rimasti gravemente feriti sotto il crollo di un muro all’interno di un edificio nel quale stavano lavorando.
Cgil, come Fillea dichiara: "Non troviamo più le parole per definire queste tragedie causate da una assoluta mancanza di prevenzione, come in questo caso, probabilmente anche di carattere progettuale. Non servono proclami o fiumi di parole. Servono azioni concrete, serve rafforzare il sistema della prevenzione e dei controlli con maggiori risorse. Serve una formazione vera. Il Prefetto ha costituito un tavolo permanente sulla sicurezza e proposto un protocollo a cui i sindacati hanno risposto unitariamente con delle loro osservazioni. Auspichiamo che vengano recepite e si inizi al più presto a lavorare per scongiurare, con lo sforzo di tutti, altri simili incidenti" concludono Paola Galgani segretaria generale Cgil Firenze e Roberto Carletti segretario generale Fillea Cgil Firenze.

L'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, a nome di tutta la giunta, partecipa al dolore della famiglia e dei concittadini "Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia dell'operaio morto ieri in un cantiere edile a Scandicci. Il Comune di Rignano sull'Arno ha indetto per oggi il lutto cittadino, e anche la giunta regionale si stringe alla moglie e ai cinque figli, che questa ennesima tragedia sul lavoro ha lasciato senza marito e senza padre". 
"Troppo spesso - commenta l'assessore Saccardi - ci troviamo a piangere morti sul lavoro. Proprio domenica scorsa, partecipando alla giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro indetta a Pistoia dall'Anmil, avevo detto che, anche se le statistiche ci parlano di un miglioramento, non dobbiamo comunque rilassarci e dobbiamo tenere sempre la guardia alta. Negli ultimi anni noi abbiamo aumentato di molto i controlli nei cantieri e in tutti i luoghi di lavoro, ma ancora la cultura della sicurezza e della prevenzione fatica ad affermarsi. Non si può e non si deve parlare di fatalità. Per ridurre e cancellare gli infortuni e le morti sul lavoro occorre una vera e propria alleanza tra lavoratori e datori di lavoro, per mettere in pratica tutte le regole e i comportamenti necessari perché gli incidenti non avvengano".

La Unione Sindacale di Base "Lo diciamo sempre e lo ripetiamo anche ora: non sono incidenti, sono omicidi. Non sono morti bianche, sono uomini e donne che sono stati assassinati da un sistema che predilige merci e profitto alla vita. Ieri a Scandicci, l'ennesima vittima allunga una lista infinita: un operaio di 54 anni è morto mentre era impegnato nella ristrutturazione di una casa colonica, altri due sono feriti.. Non si sa neanche il nome della vittima, e questo rende il tutto ancora più disumano: i morti sul lavoro diventano fantasmi senza nome, da dimenticare velocemente, da classificare come incidenti, tragiche fatalità. Ma fatalità non sono, se mancano i controlli per la sicurezza, se i lavori vengono svolti in trame di appalti e subappalti in cui si perdono responsabilità e oneri. La morte dell'operaio di Scandicci, come quelle delle migliaia di lavoratori e lavoratrici, riguarda tutti, rientra in un'emergenza nazionale che nessuno vuole vedere e affrontare, è il risultato di vent'anni di politiche che hanno messo in ginocchio la classe lavoratrice. La sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità, le morti sul lavoro non possono essere considerate una casualità, ma la specifica conseguenza della scelta politica e padronale di anteporre il profitto alle persone".

Redazione Nove da Firenze