Ufficiale: la Toscana torna arancione da venerdì 4 dicembre

L'annuncio di Giani dopo un colloquio di oggi con il ministro Speranza. Giornata pisana per il presidente della Regione: presentato il drive through in via Emilia, poi la visita al Grand Hotel Bonanno entrato nella lista degli alberghi sanitari

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 novembre 2020 16:29
Ufficiale: la Toscana torna arancione da venerdì 4 dicembre

Venerdì 4 il ministro Speranza firmerà l'ordinanza che riporterà la Toscana in zona arancione. Lo ha annunciato il presidente della Toscana, che ancora una volta ha ribadito che probabilmente la nostra regione potrà festeggiare il Natale in zona gialla.

Per il resto, Giani ha ribadito quanto detto ieri sera nella diretta Facebook.

GIANI A PISA. La presentazione del drive through in via Emilia, in un’area di proprietà della Regione Toscana, e la visita del Grand Hotel Bonanno, da poco entrato nella lista degli alberghi sanitari previsti sul territorio aziendale.

Sono state le due tappe della giornata pisana del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha messo in evidenza i passi in avanti compiuti dalla Regione Toscana e dalle Aziende sanitarie nella lotta al Covid:

“Questa è una struttura importante - ha evidenziato il presidente Giani parlando del drive through - e sono contento di essere qui insieme al sindaco di Pisa Michele Conti, al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e naturalmente al direttore generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani che tanto si è prodigata per quello che vuol essere un ulteriore segnale di quello che stiamo facendo per migliorare la nostra risposta sul territorio. In particolare sul tracciamento si gioca il nostro futuro. E’ infatti fondamentale la capacità di riscontrare la persona positiva, di isolarla - magari anche in un albergo sanitario come quello visitato oggi (27 novembre) a Pisa – e poi di rintracciare tutti coloro che sono venuti a contatto con questo soggetto.

Un altro simbolo del tracciamento sono le tre centrali che abbiamo realizzato a Carrara, Firenze, Arezzo, con 500 giovani professionisti che stanno contribuendo in maniera determinante a rendere più funzionale e tempestivo il nostro sistema”.

“Oggi (27 novembre) – ha proseguito Giani – in Toscana si sono registrati 1.117 contagiati. Per fortuna siamo lontano dai numeri di 15-20 giorni fa quando si era superata anche quota 2.700. La nostra regione ha in questo momento dati da zona arancione o anche zona gialla e quindi sono fiducioso per le decisioni future del Governo, con il quale siamo in costante collegamento. Rinnovo però l’invito ai cittadini a rispettare le regole (distanziamento, uso mascherina, frequente lavaggio delle mani)”.

Alla presentazione della nuova postazione di drive through di Pisaper l’Asl erano presenti, oltre al direttore generale Maria Letizia Casani, anche direttore sanitario aziendale Luca Lavazza, il direttore amministrativo Gabriele Morotti ed il direttore della Società della Salute Zona Pisana Sabina Ghilli.

Il presidente Giani ha ringraziato tutti gli operatori sanitari, con un saluto particolare al team dei “Teletubbies” che accoglie i bambini che devono essere sottoposti al tampone e che consente di rendere la loro esperienza meno traumatica.

La struttura in cui è stata realizzata la nuova postazione, sicuramente più adeguata alle esigenze dei cittadini rispetto alla precedente, è stata messa a disposizione dalla Protezione Civile ed ha una superficie di 200 metri quadrati. E’ dotata di due box riscaldati prefabbricati ad uso ufficio e spogliatoio con annessi i servizi igienici. Alla tensostruttura si accede tramite viabilità interna suddivisa in due corsie stradali una in ingresso ed una in uscita.

Gli spazi sono molto ampi ed è previsto di poter arrivare fino a 500 tamponi al giorno.

I lavori edili e impiantistici sono stati effettuati dal personale dell’ufficio tecnico della Asl Toscana nord ovest e sono stati realizzati in tempi brevissimi.

Si ricorda che ogni giorno negli 11 drive through presenti nel territorio aziendale vengono prenotati in media oltre 2mila tamponi.

In seguito il presidente Giani ha visitato il Grand Hotel Bonanno di Pisa, che dispone di 83 camere, da poco inserito tra gli alberghi sanitari protetti. Era presente a questa seconda fase del sopralluogo anche il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana Silvia Briani.

Oggi (27 novembre) sono entrati nella struttura i primi tre utenti e gli operatori sanitari hanno illustrato come funziona l’attività. Sono in carico all’Asl, tra le altre attività, oltre all’assistenza sanitaria agli utenti, le sanificazioni, la fornitura ed il ricambio di biancheria e kit di cortesia e la fornitura dei pasti.

Nell’albergo opera per 12 ore al giorno (dalle 8 alle 20), compresi i festivi, una delle USCA attivate nell’ambito territoriale di Pisa. Si tratta di Unità Speciali di Continuità Assistenziale, composte da un medico e da un infermiere, che hanno lo specifico compito di valutare, su segnalazione del medico di famiglia o del pediatra, i pazienti Covid positivi o sospetti, che sono a domicilio o nelle strutture territoriali e quindi anche negli alberghi sanitari.

Giani ha ringraziato questi operatori che “svolgono un ruolo importante – ha detto - nella gestione di questa fase della pandemia”.

Ad oggi nel territorio dell'Azienda USL Toscana nord ovest ci sono 15 alberghi sanitari, per un totale di 404 posti letto, di cui circa 2/3 ancora disponibili per ospitare nuovi pazienti.

Gli alberghi sanitari sono destinati a soggetti positivi al virus SARS-CoV-2, anche non residenti sul territorio toscano, come ad esempio la popolazione turistica e i migranti, in linea con provvedimenti regionali. Vi possono quindi trovare posto: i pazienti COVID positivi indirizzati all’albergo sanitario in fase di dimissione protetta dall’ospedale, in quanto clinicamente guariti, ma verosimilmente infettanti; gli utenti COVID positivi asintomatici o paucisintomatici, per i quali non risulta appropriato il ricovero in ambiente ospedaliero, ma che dispongono di condizioni socio-abitative tali da non poter permanere a domicilio in sicurezza; i contatti stretti di soggetti COVID positivi, qualora ritenuto opportuno dai servizi competenti, nel caso in cui non sia possibile garantire l’isolamento adeguato al domicilio o sia necessario assicurare un maggior livello di sicurezza e di monitoraggio sanitario rispetto al domicilio privato.

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