Turismo di massa: Firenze sente il bisogno di una svolta

L'impatto sulla città da anni è giudicato negativo da molti residenti e commercianti: Galli (Associazione Progetto Firenze) e i consiglieri di SPC Bundu e Palagi chiedono a Palazzo Vecchio un "ampio e franco confronto con la cittadinanza". Nel segno della sostenibilità e del rispetto dell'identità fiorentina


Una proposta che appare sensata, una specie di "Stati generali del turismo dal punto di vista dei fiorentini" perché andando avanti così il turismo di massa rischia davvero di snaturare l'identità di Firenze. Spingendo i fiorentini, sempre più, a lasciare il centro della città e alcuni commercianti a fare i conti con la crisi, perché molti di questi turisti non comprano o comprano pochissimo e chi comprava se ne sta andando. C'è bisogno di fare un punto, serio, oggettivo, concreto sulla questione del turismo. La proposta, che viene da Grazia Galli, dell'Associazione Progetto Firenze e da Antonella Bundu e Dmtrij Palagi, del gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune è "chiedere al Sindaco, Dario Nardella, e all’assessora al Turismo, Cecilia Del Re, di aprire, anche coinvolgendo le commissioni consiliari competenti, un ampio e franco confronto con la cittadinanza per imprimere allo sviluppo dell’industria turistica una svolta nel segno della sostenibilità e del rispetto per l’identità di Firenze e il suo tessuto sociale, economico, urbanistico. Solo così si potrà finalmente passare dalle parole ai fatti, anche nel chiedere con efficacia alle istituzioni nazionali ed europee nuovi strumenti normativi per proteggere le città d’arte dall’assalto del turismo di massa".

Sì, è vero. C'è bisogno di una svolta. Firenze a questo punto, dopo decenni di invasione turistica, sente il bisogno di parlare di turismo. Ma non nei soliti termini di numeri, presenze negli alberghi, biglietti dei musei venduti. No, alla gente questo non interessa più. Interessa solo agli addetti ai lavori. C'è invece bisogno di capire cosa sta succedendo a questa città. Fiorentini in giro ce ne sono sempre meno, si sente sempre meno la "c" aspirata nella patria mondiale dell'arte e in generale c'è meno voglia di parlare di Firenze e difenderla dagli attacchi malevoli. La tipicità fiorentina è diventata merce rara, come se l'animus loci si stesse addormentando. "Manca, a nostro avviso, uno spazio di discussione non solo con le categorie economiche, ma anche e soprattutto con i residenti, che più di altri sono portatori di una visione complessiva della qualità della vita a Firenze nei suoi molteplici aspetti", sottolineano Galli, Bundu e Palagi. Che proseguono: "Il turismo per Firenze è sempre stato una risorsa e tutti vorremmo che tale si mantenga in futuro. Non possiamo quindi che associarci alla soddisfazione del Sindaco per il riconoscimento arrivato dalla prestigiosa rivista newyorkese Travel+Leisure e, soprattutto, alla preoccupazione che il suo commento riguardo la necessità di governare i flussi turistici lascia trapelare". Perché, riprendono Galli, Bundu e Palagi, "il numero di turisti in arrivo a Firenze è, infatti, cresciuto in maniera spropositata negli ultimi anni, raggiungendo di tutta evidenza cifre superiori alla capacità di carico della città. I problemi creati dall’espansione incontrollata dell’industria turistica sono sotto gli occhi di tutti. Un sondaggio compiuto dal Centro Studi Turistici di Firenze tra i residenti della città ha infatti rivelato che già nel 2017 oltre il 52% dei residenti in città e più del 43% degli abitanti dell’area metropolitana giudicava decisamente negativo l’impatto del turismo sulla rete commerciale a servizio della cittadinanza. Allo stesso tempo, l’idea che il turismo possa favorire almeno la conservazione di edifici storici e siti culturali non ha trovato condivisione da parte del 41% dei residenti e tra i residenti del centro storico - che per ovvie ragioni più hanno modo di vederne l’impatto nel dettaglio - la percentuale di contrari e scettici saliva addirittura al 50%".

Insomma, residenti e commercianti sono stufi di questo andazzo. "Da allora la situazione - proseguono Galli, Bundu e Palagi -  non è purtroppo migliorata, tanto che il tema della mancanza di azioni e strumenti efficaci a salvaguardia di Firenze dall’overtourism e dagli eccessi dello sfruttamento turistico è divenuto centrale anche nella recente campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale". Per questo, come semplici cittadini e come rappresentanti eletti nel Consiglio comunale, si uniscono nel chiedere a Palazzo Vecchio questo confronto con la cittadinanza, "ampio e franco". Perché Firenze possa piano piano ritrovare se stessa. 

Antonio Patruno