Truffa dei Diamanti: molti cittadini toscani chiedono di essere tutelati

Falorni (Federconsumatori Toscana ): "Chiediamo alle banche di liquidare tutti i risparmiatori che hanno titoli di possesso, anche se al momento non hanno la disponibilità del bene sotto sequestro, e di surrogare i cittadini coinvolti"


E’ stato necessario l'intervento da parte della Guardia di Finanza di Milano su mandato della Procura meneghina per dare finalmente il via a seri interventi nei confronti degli operatori e delle aziende coinvolti nella truffa dei diamanti cosiddetti da investimento, che porteranno a positive soluzioni per le migliaia di risparmiatori che malgrado gli interventi delle Associazioni e delle istituzioni preposte ai controlli, vedevano minacciata la possibilità di recuperare il denaro investito in diamanti agli sportelli bancari. La garanzia è il sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro a carico delle persone giuridiche ritenute responsabili della presunta maxitruffa sulla vendita di diamanti cosiddetti “da investimento - Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment – e degli istituti di credito che ne avevano favorito l’operatività: Banco Bpm – Banca Aletti, UniCredit, Intesa San Paolo e Montepaschi. Indagate una settantina di persone coinvolte a vario titolo per i reati di truffa, autoriciclaggio, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.

L’allerta venne data dall’inchiesta di Report del 17 ottobre 2016, ma già nel settembre di quell’anno  Federpreziosi Confcommercio aveva portato all’attenzione della Consob e degli organismi di vigilanza una problematica che rischiava di avere pesanti conseguenze anche per gli operatori, in occasione della manifestazione fieristica più importante al livello internazionale per il settore della gioielleria, VicenzaOro, con il convegno “Trasparente come un diamante” alla presenza dei maggiori esperti del settore, dalla produzione alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio. Poi nell’ottobre 2017 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sanzionava per oltre 15 milioni di euro le due società venditrici e le quattro banche, ritenendo ingannevoli le modalità di offerta dei diamanti come investimento. Le sentenze successive del Tar Lazio, che si è espresso sul ricorso di tre banche Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM e due società venditrici di diamanti, Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment, confermando la multa Antitrust, e la notizia che il Tribunale di Milano ha avviato il fallimento di IDB, hanno accelerato le procedure degli inquirenti.

Alla luce di quanto è successo, la presidente di Federpreziosi Confcommercio Grosseto Alessandra Merli commenta: "Questi fatti che coinvolgono persone dello spettacolo riaccendono i riflettori sulle truffe ai danni di moltissimi risparmiatori meno noti, anche della provincia di Grosseto, ma altrettanto illusi da chi non aveva le conoscenze ma la spregiudicatezza di vendere diamanti a prezzi gonfiati. A tutela del nostro comparto ed in particolare a nome dei gioiellieri associati a Federpreziosi Grosseto, ma soprattutto a tutela del consumatore finale, il consiglio è quello di rivolgersi al gioielliere di fiducia, affidarsi alla sua esperienza e competenza per comprare diamanti, anche da investimento”.

"Molti i cittadini, allarmati, che ci stanno chiamando dopo aver appreso la notizia del sequestro preventivo eseguito nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita di diamanti a risparmiatori e investitori. Federconsumatori Toscana rappresenta, ad oggi, già oltre 80 risparmiatori che avevano investito in diamanti, pensando di avere fatto un buon affare, e che, loro malgrado, sono stati raggirati, e sono molti quelli che quotidianamente si rivolgono a noi per ottenere tutela.Una vicenda, questa dei diamanti, che vede coinvolte, per la responsabilità amministrativa degli enti, autonoma da quella della persona fisica che ha agito nel nome e nell’interesse dell’ente stesso, oltre alla Intermarket Diamond Business S.p.A. e alla Diamond Private Investment S.p.A., anche Banco BPM, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e Banca Aletti. Anche alla luce dei recenti sviluppi giudiziari ribadiamo con forza che, nonostante le indagini in corso, gli istituti di credito non possono sottrarsi agli impegni assunti con le Associazioni dei Consumatori, in primis Federconsumatori, relativamente al ristoro dei risparmiatori truffati.Per questo chiediamo alle banche di liquidare tutti i risparmiatori che hanno titoli di possesso, anche se al momento non hanno la disponibilità del bene sotto sequestro, e di surrogare i cittadini coinvolti.Per le banche che, come il Monte dei Paschi di Siena, non hanno mai risposto alle reiterate richieste di incontro con le Associazioni per la conclusione di protocolli di conciliazione, è giunto con urgenza il momento di attivarsi per indennizzare in modo adeguato gli aventi diritto. Federconsumatori Toscana è pronta ad assumere tutte le iniziative necessarie per accelerare la restituzione delle pietre ai risparmiatori truffati" annuncia Massimo Falorni, di Federconsumatori Toscana.

Redazione Nove da Firenze